Gai Assulin al Crema: dall'etichetta di nuovo Messi alla Serie D

la storia

A ottobre del 2009 Pep Guardiola lo fece esordire in prima squadra in Coppa del Re, poi il talento di origini israeliane ha percorso una traiettoria discendente passando dal Manchester City alla terza serie spagnola, giocando anche in Israele, Kazakistan e Romania. Riparte dal girone B di serie D: "Ho sempre sognato l'Italia, ho scelto il Crema anche per l'ambiente familiare"

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Agli inizi della carriera era considerato il nuovo Messi, tanto da spingere Pep Guardiola a farlo esordire in Coppa del Re in prima squadra con la maglia del Barcellona: 28 ottobre 2009, prima apparizione in maglia blaugrana prendendo il posto di Eric Abidal in una partita vinta per 2-0 dalla squadra catalana contro il Leonesa. Quello che doveva essere il mattoncino iniziale di una lunga serie, è invece rimasto una tappa unica nella carriera di Gai Assulin. Ieri promettente 18enne, oggi 30 anni da festeggiare il prossimo 9 aprile. Nel mezzo il talento israeliano con passaporto spagnolo ha attraversato tante vite calcistiche. L'ultima è quella che sta costruendo nella serie D italiana, al Crema, club quarto nel girone B con cui ha firmato il suo ultimo contratto pochi giorni fa. Per una nuova avventura, avviata domenica scorsa nel pareggio per 1-1 contro il Sona dell'ex Inter Maicon.

Gai Assulin al momento della firma con il Crema - Facebook A.C. Crema 1908

"Il più forte di tutti"

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Qualcosa non è andato secondo le attese per questo trequartista ed esterno sinistro, che ai tempi della cantera del Barcellona Thiago Alcantara, oggi al Liverpool, definiva "il più forte di tutti" negli allenamenti condivisi anche con Pedro e Busquets, che sarebbero poi diventate colonne dei successi blaugrana. Anche l'esordio con la nazionale maggiore israeliana a soli 17 anni, il 25 marzo 2008 contro il Cile, si è rivelata un'illusione. Dopo le 10 reti nel Barça B e l'esordio in prima squadra, infatti, Assulin ha vissuto un anno e mezzo in naftalina, passando al Manchester City. Inizio di una seconda fase di carriera mai decollata, fatta di diversi infortuni e qualche apparizione nella squadra Riserve. "Tornando indietro non sceglierei il City, ma se non è andata come doveva andare è solo colpa mia" ha spiegato in un'intervista concessa a fine 2019 al suo arrivo in Romania, al Politehnica Iasi. Esperienza che ha seguito un piccolo giro del mondo fatto di trasferimenti al Brighton in Inghilterra, al Racing Santander, all'Hercules, al Granada, al Maiorca e al Sabadell in Spagna, all'Hapoel Tel Aviv in Israele e al Kairat Almaty in Kazakistan. Anche in Romania ha chiuso senza squilli: 0 reti in 6 presenze tra campionato e coppa e una sfilza di esclusioni dalla lista dei convocati.

"Ho sempre voluto l'Italia, Crema ambiente familiare"

Non sarà mai il nuovo Messi, ora vuole semplicemente essere Gai Assulin. Cancellando un decennio fatto di 200 partite e 20 reti tra i professionisti e ricominciando da una formazione allenata da Andrea Dossena, ex laterale del Napoli che la Champions League l'ha giocata. "Sono qui perché ho sempre voluto giocare in Italia ed ora finalmente si è concretizzata questa opportunità" ha raccontato Assulin dopo la firma con il Crema. Rivelando ambizioni e fragilità: "Sono in una fase della mia vita e della mia carriera in cui sento la necessità di essere coinvolto in un ambiente familiare, equilibrato, solido nei valori e nelle relazioni umane". Parole di un ex predestinato, che ora cerca il suo giusto posto nell'universo del calcio nella provincia lombarda. Dal Camp Nou allo stadio Voltini di Crema. Altra tappa di un giro del mondo con il pallone tra i piedi.

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