#CESENASTORIES, 20^ puntata. Una sconfitta che brucia. Il presidente: "Siamo tutti italiani, ma solo noi romagnoli"

Calcio

"Siamo amareggiati. Per come si era messa la partita, avremmo potuto vincerla". Zero punti indigesti quelli di Pineto, ma la strada della Serie D è lunga e anche il numero uno del club bianconero lo sa: “Uniti più di prima, non è una gara che ci farà vincere o perdere il campionato”

#CESENASTORIES, 19^ PUNTATA

#CESENASTORIES, 18^ PUNTATA

Una brutta sconfitta. L’umore dei bianconeri riflette la sconfitta di Pineto. Una beffa per il Cesena che, pur senza i titolari Ricciardo, Zamagni, Zammarchi, Biondini e Tortori, non ha saputo sfruttare la superiorità numerica durata per un’ora. Agli abruzzesi è bastato un gol per fare il colpaccio, forse nell’unica azione costruita in 90 minuti. Mentre il Matelica allunga… “Siamo amareggiati, per come si era messa la partita e con tutte le occasioni create, avremmo dovuto vincerla”, è la fotografia in bianconero del presidente del Cesena. Domenica, in casa, c’è il Campobasso ultimo in classifica: ma è vietato fare calcoli. “Una sconfitta che brucia, i ragazzi ci sono rimasti davvero male, specialmente i più vecchi”, ammette il magazziniere del Cesena, il primo ad incrociare i musi lunghi di ritorno da Pineto.

In questo clima a metterci la faccia è il Presidente bianconero, Corrado Augusto Patrignani che si racconta così: “Sono nato a Cesena e sono un romagnolo doc. Perché siamo tutti italiani, ma solo noi siamo romagnoli”, tiene a sottolineare il numero uno del Cavalluccio. "Come è nata questa avventura? Sono stato contattato in estate da alcuni imprenditori della zona, tra cui Bruno Piraccini (amministratore delegato di Orogel, ndr). Ci siamo seduti ad un tavolo ed è subito nato il Cesena FC”. Un presidente tifoso, anzi, tifosissimo. “Ma ricoprendo questo ruolo mi devo un po’ trattenere: certe cose le può dire un tifoso, non il numero uno della società…” Una vita legata a questi colori, tanto che il giocatore simbolo di Patrignani è Lamberto Boranga (portiere oggi 76enne che giocò nel Cesena dal 1973 al 1977, ndr.), giocatore infinito e molto naif. In quegli anni la squadra faceva su e giù tra Serie A e Serie B. Oggi il campionato ha un altro nome. “Ma avere più di 8000 abbonati in questa categoria se li possono permettere poche squadre in Italia”. Adesso però è necessario reagire alla sconfitta in Abruzzo: “Uniti più di prima, non è una partita che ci farà vincere o perdere il campionato”.