Esplora Sky TG24, Sky Sport, Sky Video
29 aprile 2009

Champions. Derby al Man U, O'Shea firma l'1-0 sull'Arsenal

print-icon
fle

Darren Fltecher corre ad abbracciare John O'Shea. Il difensore irlandese ha deciso il match dell'Old Trafford

I Red Devils, con un gol del difensore irlandese al 17' del primo tempo, battono all'Old Trafford nello scontro tutto inglese i Gunners di Arsene Wenger nel match d'andata delle semifinali. Ma il discorso qualificazione resta aperto. GIOCA A FANTACAMPIONI

COMMENTA NEL FORUM DELLA CHAMPIONS

SFIDA ROSSI E VIALLI, GIOCA A FANTACAMPIONI

MANCHESTER UNITED-ARSENAL  1-0
17' pt O'Shea
clicca e leggi la cronaca del match

Il Manchester United ha battuto per 1-0 l'Arsenal nella semifinale d'andata della Champions League. All'Old Trafford i red devils sbloccano al 17' con il gol di John O'Shea che, in mischia, raccoglie di destro il cross di Carrick. Un gol di un terzino squadrato, un Big Jim piantato in mezzo alle stelle. John O'Shea è l'autografo anonimo di Manchester United-Arsenal, ovvero andata muscolare di una semifinale di Premier Champions. Uno a zero scolpito nel marmo, all'Old Trafford sanno come si fa. Mica è sempre Chelsea-Liverpool. Ci sono anche i muscoli, altroché. Le sventagliate di gol ad oltranza fanno pubblicità al movimento, sì, ma poi c'è pure il risultato da raggiungere. E lì l'erba inglese è  verde come tutte le altre. Il Manchester vince a percussione, togliendo alle "young guns" di Wenger la posizione di tiro. Messi lì, i talenti di Wenger, in un angolino a sopportare una pressione costante. Che Ferguson ha previsto d'esperienza: Fabregas se l'aspetta a dar man forte alla sua mediana? E lui ci piazza tre centrali puri (Anderson, Carrick e Fletcher) lasciando Scholes fuori. Il resto lo fa il tridente Ronaldo-Tevez-Rooney.

Anzi, lo fa Big Jim O'Shea: il pallone, al 17', gli arriva sul piattone dopo un flipper in area. Lo scaraventa dentro senza troppe storie. Ecco l'uno a zero che non vuol dire poi molto. Lo sa l'Arsenal che ragiona sui 180 minuti. E lo sa, masticando erba amara, lo United. Perché Almunia nel primo tempo si mette a respingere qualsiasi cosa. Lo fa dopo pochi secondi, a freddo. Lo fa un attimo prima del gol, stoppando Tevez ad un metro dalla porta. Lo fa ancora quando l'argentino trova Ronaldo in terzo tempo, mettendosi tra il suo colpo di testa e il 2-0. L'Arsenal è lì, non si sa se affogato o più colpevolmente ad affogare la manovra altrui. Ferguson non sta troppo a pensarci e cambia: Giggs (all'800esima partita con la maglia dello United) per Anderson e Berbatov per Tevez.

Ma il Pallone d'oro è già in campo. Esempio: 23' della ripresa, Ronaldo prende palla a sinistra, si accentra fin quasi al limite dell'area e spara. Traiettoria folle, traversa spaccata. Wenger toglie Walcott per Bendtner, ma non è che cambi granché. E' sempre il Manchester col pallone tra i piedi. E Giggs va pure in gol, ma il guardalinee lo vede in fuorigioco mentre fila via verso il 2-0. Spompato il Manchester frena un po', e nonostante il baricentro dei Gunners si alzi, il risultato è un timbro: uno a zero, se ne riparla il 5 maggio.