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05 maggio 2011

Ferguson vs Guardiola: la finale è ancora affare loro

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L'abbraccio fra Guardiola e Ferguson prima della finale di Roma, due anni fa (Getty)

Come nel 2009, l’ultimo atto della Champions League vedrà il Manchester United affrontare il Barcellona. Fra i due tecnici, 30 anni di differenza e molti punti in comune. E lo scozzese ha già nominato lo spagnolo suo erede… LE FOTO DELLA FINALE 2009

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di LORENZO LONGHI

Cosa loro, la finale di Champions League. Manchester United contro Barcellona: come due anni fa a Roma, così il 28 maggio a Wembley. United contro Barça, ma anche Alex Ferguson contro Josep Guardiola, perché ancora una volta la coppa più importante sarà decisa dallo scontro fra due tecnici che hanno 30 anni di differenza e tanti punti in comune. Il vecchio e il bambino, il maestro e l’allievo, se vogliamo, sebbene Pep abbia già battuto Sir Alex, proprio in quella tarda primavera romana. Chissà, forse è anche per questo motivo che Ferguson ha già designato Guardiola come suo erede ideale alla guida dei Red Devils: il passaggio di testimone, a ben guardare, potrebbe non tardare troppo.

Intanto, Sir Alex punta a vincere la sua terza Champions League, sempre con la stessa squadra, mentre Guardiola va alla ricerca del secondo trionfo targato Barcellona. Perché, entrambi, sono degli one club men, uomini cioè che si portano dietro la storia di una società. Quella, soprattutto, poi il resto della carriera. Non mercenari alla Mourinho o Van Gaal, finalisti un anno fa e altre volte sempre con club diversi, ma gente che quando bacia una maglia lo fa perché sa cosa significa.

Di qua Ferguson, ovvero la storia del Manchester United: su quella panchina sta da 25 anni e ad Old Trafford ha portato 35 trofei. Classe 1941, ha vinto con Cantona, con Sheringham, con Schmeichel, con Roy Keane, con Cristiano Ronaldo. E ha trionfato anche senza di loro. Oggi lo fa con Valencia, Nani, Rooney, il vecchio Van Der Sar e chissà quant’altri. Oltre ai suoi pretoriani storici, quei Giggs e Scholes che sono esempi di longevità come ce ne sono pochi. Avrebbe vinto, probabilmente, anche con un centrocampista spagnolo che cercò di acquistare negli anni Novanta, non riuscendo però a portarlo via dalla Catalogna. Il suo nome? Josep.

Di là Guardiola, ovvero il Barcellona. Simbolo da calciatore, mito da tecnico: classe 1971, allenatore prodigio con una squadra di canterani, suoi amici prima che suoi calciatori. Otto titoli in appena tre anni di prima squadra e, a detta di tutti, il miglior gioco del mondo. Passaggi, possesso palla, intuizioni, ragionamento, cervello fino e piedi di talento: il calcio come dovrebbe essere insegnato ai ragazzini. Il calcio come lo hanno insegnato a lui. Il calcio che piace anche ad Alex Ferguson. Che, il 28 maggio, lo sfiderà. Poi, magari, gli cederà il posto…

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