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11 marzo 2014

Lezione di filosofia minima olandese al professor Seedorf

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Il frontespizio del celebre Trattato, anno 1670

Semiserio paragone, a poche ore da un match che per il Milan vale tutto, tra due illustri olandesi: il tecnico e Spinoza, professione filosofo. E' vero che i miracoli sono impossibili . Perché non discendono dall'Alto. Ma solo da cause ed effetti...

di Paolo Pagani

Al Diavolo, ovviamente, i pregiudizi. Tempo di una Lezione di filosofia minima ad usum del professor Clarence Seedorf, cattedratico olandese. Baruch Spinoza (Amsterdam, 1632-1677), allenatore di menti evolute seicentesche, docet. Se è vero com’è vero che spacciare le dottrine dei Classici del pensiero alla stregua di preventive teorie ispiratrici di vicende pallonare postume è fuorviante e soprattutto ozioso, è anche vero che mai come stavolta piccole coincidenze apparentemente sacrileghe e senza importanza raccontano e, soprattutto, spiegano.

“I miracoli sono impossibili” - Lo azzardava contro ogni teologia matrigna Spinoza nel vituperato e premonitore Trattato teologico-politico, che gli valse scomuniche anatemi e maledizioni, ebraiche e luterane assieme. Kakà non segna un gol dal 6 gennaio, Pazzini dal 26, Balotelli dal missile di San Valentino infilato contro il Bologna. Consuntivo ultime 4 partite: tre finite senza uno straccio di rete rossonera. Il tesoro perduto del Diavolo eccolo qua. Quale miracoloso evento dovrebbe mai spiovere, dunque, negli spogliatoi amministrati da Seedorf, tulipano ancora in bulbo e non fiorito, con un simile curriculum stagionale? Eppure.

E' il Seicento, bellezza - Furono i roghi ad accendere i Lumi. I falò delle speranze ad alimentare il progresso. Proprio nel Gran Secolo, il XVII, il libero pensiero convisse con un dogmatismo occhiuto e vendicativo. Fu il Seicento a generare le grandi idee che hanno spalancato la Modernità, solo il Seicento tentò con pertinacia di distruggerle nella culla. Senza riuscirci, piuttosto stimolandole quasi in virtù di quella "reazione uguale e contraria" teorizzata in quegli stessi anni da Isacco Newton, l’uomo che cambiò il mondo grazie a una mela come Steve Jobs ma un po' prima. Libro sulfureo e dannato, il Trattato teologico-politico. E il suo autore, se fu pessimo ebreo e mediocre mercante di frutta, fu nondimeno buon tagliatore di lenti e immenso filosofo. Per questo una rapida lettura di passi cruciali può giovare al morale, e alla morale, di Seedorf e della sua truppa.

L'ordine naturale delle cose - “I miracoli sono impossibili” non significa affatto che l’Inaspettato non accadrà. Vuol dire solo che sta chiusa nell’ordine naturale delle cose, non in quello soprannaturale e indimostrabile, la ragione di ogni evento. Sta cioè nello spiegabilissimo abbraccio di causa ed effetto se il Destino vorrà sorriderti o, viceversa, mostrarti un ghigno avverso. Nessun evento può assolutamente violare la legge naturale che Dio ha dato all'Universo; quindi l'intelletto che conosce le leggi della Natura potrà fornire spiegazioni anche di ciò che appare straordinario (“I miracoli possono sembrare alcunché di nuovo e di straordinario solo a causa dell'ignoranza degli uomini”).

Se, se, se Seedorf... - Seedorf, volando molto più bassi, riparte da 10 partite archiviate sulla (ex) nobile panchina: 5 sconfitte, 4 vittorie e un pari. Se saprà eliminare i troppi errori nei passaggi tra i reparti, se saprà ritrovare l’impalpabile soffio dell’immateriale Anima Rossonera di Coppa, se , se, se la concatenazione deterministica di azioni e reazioni allineerà effetti costruttivi, allora quell'equivalente plebeo del miracolo che nel pallone si chiama semplicisticamente Rimonta avrà una ragion d’essere. Se, appunto.