Juve, Porto battuto 2-0. E' la vittoria di Allegri

Champions League

Michele Mastrogiacomo

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La squadra di Allegri, aiutata anche dall'espulsione di Alex Telles dopo 27 minuti, vince l'andata degli ottavi di Champions League grazie al primo gol stagionale di Pjaca e alla rete di Dani Alves. Il ritorno il 14 marzo allo Stadium

IL TABELLINO DELLA PARTITA

Evidentemente Massimiliano Allegri voleva vincerla in questo modo. Far capire a tutti quanti, giocatori e società, che la Juventus è ancora una sua creatura, nonostante il suo futuro abbia molti più colori rispetto al bianco e al nero. Perchè, alla fine, questo 2-0 sul Porto porta soprattutto la sua firma. Una vittoria griffata in maniera indelebile dalle decisioni e dalle scelte di un allenatore che come nessuno negli ultimi anni ha portato in alto la Juve in Europa. Non solo l'esclusione di Bonucci, arrivata in accordo con la società come spiegato anche da Marotta, ma anche le sostituzioni del secondo tempo, arrivate quando la squadra, in superiorità numerica da oltre mezzora, non riusciva a piegare la resistenza portoghese messa in piedi da Nuno Espirito Santo. Dentro Pjaca, in campo anche Dani Alves e in due minuti l'universo è rovesciato. Due reti nel breve volgere di un battere di ciglia, portoghesi sfiancati e di fatto estromessi dalla Champions. Perché, è vero, nel calcio nulla è scontato, ma allo Stadium questa Juve di certo non si lascerà sfuggire l'occasione di accomodarsi con inattesa tranquillità nel salotto delle migliori otto d'Europa. Anche i numeri, d'altronde, parlano chiaro e sono tutti a favore dei ragazzi di Allegri: nella loro storia, infatti, ogni volta che i bianconeri hanno vinto l'andata in trasferta (è già successo 42 volte) alla fine hanno passato il turno. Allegri potrà anche fare gli scongiuri, ma di certo sarà felice: perché non solo ha praticamente due piedi nei quarti, ma da questa sera la Vecchia Signora è ancora un po' più sua.

Andamento lento - Al do Dragao, nei primi minuti, fa veramente caldo e i tifosi portoghesi provano a spingere come forsennati la squadra di Nuno Spirito Santo, urlando contro i giocatori della Juve tutta la loro voglia di vincere. Sul campo, però, i bianconeri non si fanno intimorire e controllano abbastanza agevolemte tutte le iniziative offensive del Porto, che ci prova ma per la verità senza grandi risultati. Mentre Buffon guarda terminare alte due conclusioni da fuori area di Brahimi e Ruben Neves, la Juve comincia con il suo piccolo trotto a conquistare inesorabilmente importanti porzioni di campo. La partita è fisica e intensa, come spesso accade in Champions, ma ristagna un pochino troppo sul palleggio ragionato degli uomini di Allegri, che fanno girare la palla con pazienza e sembrano aspettare il momento propizio per servire Dybala e Higuain. Nei primi 20 minuti, comunque, in area proprio non si riesce a entrare e anche la Juventus ci prova solo da fuori: la mira di Pjanic, Alex Sandro e Dybala però non è delle migliori. Le squadre sono corte, la gara equilibrata e l'impressione è che serva un epidosio per mutare il corso del primo tempo. E al 27' effettivamente la partita cambia. Colpa di Alex Telles, l'ex terzino sinistro dell'Inter mai rimpianto dai nerazzurri che in due minuti, tra il 24' e il 26', stende prima Cuadrado e poi Lichtsteiner e termina la sua gara con due ineccepibili cartellini gialli. Nuno Spirito Santo toglie una punta come Andre Silva e inserisce un mediano come Layun, ma anche con un 4-4-1 molto coperto il Porto non riesce a contenere la Juve che prende immediatamente il sopravvento. E inizia a far male. Sulla punizione che segue il secondo giallo di Telles Pjanic trova Cuadrado il cui destro esce di un nulla, poi lo stesso centrocampista serbo ci prova da fuori prima di dare il via a una bellissima azione proseguita da Alex Sandro che Khedira, di testa, per poco non trasforma in gol. Higuain è un animale in gabbia, quella costruita da i difensori del Porto, e dopo un primo tempo complicato al 38' trova la prima conclusione in porta: cross dalla sinistra, zampata dell'argentino che rimpalla sulle gambe di Felipe e per poco non beffa Casillas. La Juve attacca con più convinzione da oramai 15 minuti ma il vantaggio non arriva e nemmeno Dybala, mentre si sta spegnendo la prima frazione, riesce a smuovere il risultato, soprattutto perchè il suo sinistro dai 20 metri si stampa sul palo. Nulla da fare: nonostante le 8 conclusioni totali e il 78,4% di possesso palla, Allegri torna negli spogliatoi con la partita ancora sullo 0-0.

I gol arrivano dalla panchina - La ripresa non cambia il volto delle due squadre, d'altronde oramai la partita ha il suo copione e la Juve una voglia sempre maggiore di segnare e vincere. Fin dai primi minuti si gioca praticamente in una sola metà campo, anche se la difesa portoghese chiude con puntualità tutti i varchi e i bianconeri non riescono a trovare nitidissime occasioni da gol. Per la verità una bella grossa Dybala ce l'avrebbe, ma proprio sul più bello, quando era solo davanti a Casillas, l'assistente di Brych segnala una posizione di fuorigioco assolutamente inesistente. La pressione sale, Khedira e Higuain ci provano ancora con due destri a giro che non vanno troppo lontani dai pali della porta dei padroni di casa, ma il risultato non si sblocca e Allegri capisce che è arrivato il momento di cambiare la partita. L'allenatore della Juventus manda in campo prima Pjaca e poi Dani Alves, come fiutando nell'aria la loro voglia, differente ma molto simile, di incidere finalmente sulla stagione dei bianconeri. Detto, fatto: e al do Dragao va in scena la magia. Dopo meno di 4 minuti dal suo ingresso in campo, infatti, Pjaca si ritrova casualmente un pallone all'interno dell'area dopo che Layun aveva deviato il tentativo di assist di Dybala: destro potente, angolino centrato e tutti ad abbracciare il croato. E' il suo primo gol di questa stagione, un momento migliore di certo non poteva sceglierlo. La Juve ora fiuta il sangue del Porto e come le grandi squadre non si ferma e azzanna al collo la sua preda. Ci pensa appunto Dani Alves, entrato da meno di tre minuti, bravo a raccogliere un cross dalla sinistra di Alex Sandro e a infilare Casillas con un sinistro in precario equilibrio. 0-2 e il Porto a questo punto è tramortito. Una reazione da parte dei padroni di casa sembra molto complicata, anche perchè la squadra è in dieci e ora accusa le fatiche di una cinquantina di minuti passati a rincorrere il possesso palla della Juventus. Praticamente non accade più nulla e va bene così. Serviva una risposta europea al do Dragao, una prestazione convincente che potesse dimostrare ad Allegri che la sua squadra, anche senza Bonucci, in Champions può andare lontano. Fino a dove arriverà, ancora non lo sappiamo, ma una cosa è certa: finché ci sarà, Allegri continuerà a guidarla a modo suo.  

LE STATISTICHE DELLA PARTITA BY OPTA
-Sono trascorsi 141 secondi tra i due gol della Juventus.
-Secondo gol per Dani Alves in questa Champions League, tra i giocatori della Juventus solo Higuain (3) ha fatto meglio
-Per Pjaca è anche il primo gol in Champions League, alla nona presenza (preliminari esclusi)
-Primo gol di Pjaca con la maglia della Juventus
-La Juventus ha chiuso il primo tempo con il 78.4% di possesso palla. Il record per i bianconeri in un match (90 minuti) di questa Champions è 71.9% nella trasferta di Zagabria
-Per la seconda volta in questa Champions League la Juventus va all'intervallo senza aver concesso tiri nello specchio agli avversari: la prima fu contro la Dinamo Zagabria in trasferta.
-Quattro delle sette partite stagionali della Juventus in Champions League sono terminate 0-0 all'intervallo.
-La Juventus ha subito un solo gol nei primi tempi in questa Champions League (vs Siviglia).
-Secondo legno colpito dalla Juventus in questa Champions League, il quarto per Dybala in stagione (contando tutte le competizioni)
-In questa Champions l'unica squadra capace di vincere dopo aver subito un'espulsione sul risultato di parità è stata la Juventus contro il Lione.
-Quella di Alex Telles è l'espulsione più veloce di questa Champions League
-Seconda volta che la Juve va sopra di un uomo in questa Champions dopo il match contro il Siviglia in cui fu espulso Vazquez.

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