Juventus, Chiellini: "Vedere il traguardo più vicino ci carica"

Champions League

Dopo la rifinitura effettuata a Vinovo, il difensore ha presentato così la gara: "Abbiamo grande rispetto di un avversario come il Monaco, all'andata siamo stati bravi nella fase difensiva ma qualche problema l'abbiamo avuto. Triplete? È una cosa a cui non penso, una grande squadra deve pensare partita per partita"

Giornata importante casa Juventus, vigilia di una delle gare più sentite della stagione. Quella contro il Monaco - da giocare allo Stadium partendo dal 2-0 di vantaggio maturato una settimana fa - potrebbe essere la partita della certezza del raggiungimento della finale di Cardiff. Nessun passo falso ammesso, il solo obiettivo di centrare un altro obiettivo e giocarsi così l’ultimo atto della manifestazione il prossimo 3 giugno. Massimiliano Allegri non vuole fare calcoli e intanto pensa alla formazione migliore - che potrebbe rivedere in campo di stessi undici di Montecarlo o regalare qualche sorpresa. Intanto a poco più di ventiquattro ore dal match, nella consueta conferenza stampa della vigilia, l'allenatore ha parlato al fianco di Giorgio Chiellini.

"All'andata il Monaco ci ha creato problemi"

Il primo a prendere la parola è stato il difensore: "La nostra fase difensiva sta tutta nell'equilibrio di squadra - ha iniziato dicendo Chiellini - tutti si sacrificano e i pochi gol presi sono merito di tutti, non solo della difesa. Il calcio è bello perché si gioca in 11 e deve esserci una bella alchimia. Spero che continui tutto così per un altro mese. All'andata ci hanno messo in difficoltà, abbiamo incontrato una squadra con due attaccanti di valore mondiale, con caratteristiche diverse ma complementari; abbiamo finito la gara provati, anche a centrocampo hanno qualità. Siamo stati bravi e non dimentichiamo che in 2-3 occasioni Buffon è stato bravissimo. C'è grande rispetto per una squadra che può metterci in difficoltà. Moduli? I numeri contano ma relativamente, conta che si è creata un'empatia che ci ha messo in condizione di giocare meglio anche con i calciatori più tecnici al servizio della squadra. Stiamo arrivando in fondo a tutte le competizioni ma contano lo spirito di squadra e il feeling".

"Triplete? Lo sognano i tifosi, noi pensiamo di partita in partita"

"Abbiamo la fortuna di avere una rosa di grandissimo livello e di poter spesso cambiare pur continuando a fare bene. Non so chi giocherà domani ma stiamo bene e stiamo giocando praticamente tutti. Arriviamo al momento decisivo in ottime condizioni fisiche e mentali. Non aver vinto lo scudetto sabato? Noi facciamo la corsa su noi stessi e l'importante è vincere e sono sicuro che ci riusciremo. Per quanto riguarda il Triplete è una cosa a cui non penso, le grandi squadre pensano di partita in partita. Abbiamo ancora tante tappe da fare, due anni fa abbiamo perso la finale e l'anno scorso siamo usciti a Monaco ma se siamo dove siamo è perché abbiamo qualità. Il triplete lo sognano i tifosi, noi restiamo con i piedi per terra per giocarci ogni manifestazione fino in fondo".

Sui compagni di squadra e ancora sugli obiettivi

E ancora: "Domani ci sarà da correre, sudare e faticare per centrare il nostro obiettivo: giocarci tutto davvero fino in fondo. Con Bonucci e Barzagli abbiamo un rapporto e un'empatia speciale, dentro e fuori dal campo. Dani Alves è un matto, un ragazzo solare che vive la vita ai 300 all'ora, sempre col sorriso. Dybala? Non è un caso che abbia bruciato le tappe, è una delle più grandi promesse a livello mondiale; è un giocatore di raccordo, che crea superiorità e permette alla squadra di essere più armoniosa. Per Higuain il gol viene dopo il bene della squadra e per un attaccante come lui, non è una cosa scontata. È incredibile come abbia una varietà di giocate e movimenti tale da essere sempre in area, è un attaccante completo: sicuramente sul podio dei migliori tre numeri 9 al mondo. Quando vedi il traguardo che si avvicina, che hai sognato per mesi, hai ancora più carica e più grinta".  

Sull'avversario e sui possibili traguardi

"Mbappé ha numeri incredibili - ha aggiunto - soprattutto per un ragazzo nato nel 1998. È prematuro parlare di Cardiff: abbiamo 95' da affrontare domani che nascondono tante insidie. Rispetto al 2015 abbiamo più consapevolezza e convinzione nell'affrontare certe partite, allora non aspettavamo neanche noi di poterci giocare quella gara. Con il passare del tempo abbiamo conquistato credibilità ma anche la tappa di Monaco l'anno scorso è stata importante perché ci ha lasciato qualcosa dentro. In finale a Berlino, poi, forse c'è stato un po' "troppo rispetto"... L'intero percorso di questi due anni ci ha lasciato qualcosa dentro e lo abbiamo dimostrato in queste 11 partite. I risultati di questi anni prima di tutto dipendono da chi è al vertice della società. Finale? Iniziamo ad arrivarci, poi penseremo a vincerla per cambiare il ricordo del 2015". 

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