Napoli-Manchester City, al San Paolo vietate le cinture ai tifosi ospiti

Champions League
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Il provvedimento preso dopo l'incidente dell'andata, quando un tifoso 17enne del City fu aggredito e ferito alla testa da un tifoso del Napoli. Protestano i tifosi inglesi: "Noi non abbiamo fatto niente per meritarci questo, decisione folle e incomprensibile"

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Niente cinture per tifosi, staff o media. Questa la decisione del Napoli per quanto riguarda la sfida di Champions League contro il Manchester City. Il provvedimento nasce dai disordini dell'andata, quando un gruppo di tifosi del Napoli aggredì dei supporter del City davanti al pub Mary D vicino all'Etihad Stadium. Uno degli aggressori è stato condannato a cinque mesi di reclusione dopo l'attacco, di cui è stato riconosciuto responsabile insieme ad altre sette persone. Il gruppo ha utilizzato le cinture come armi, oltre a un manganello con cui è stato colpito un 17enne, ferito alla testa. 

La reazione

Kevin Parker, il segretario generale del Manchester City Supporters Club, ha contestato la decisione: "Un provvedimento assurdo, folle. So che ci sono preoccupazioni per quanto riguarda i tifosi del Napoli che potrebbero usare le cinture come armi, ma da quando questo è stato un problema in Inghilterra? Perché, all'improvviso, dovremmo essere noi le vittime di questa decisione?" Parker ha proseguito parlando dell'aspetto divertente della questione: "Certo, la decisione incoraggerà i nostri tifosi a bere e mangiare più del solito. Ci saranno anche meno persone in piedi del normale, per evitare di rimanere in mutande. Un altro aspetto positivo sarà la velocità dei controlli all'aeroporto di Manchester".

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