Juventus-Barcellona, tutto quello che c'è da sapere sulla squadra di Valverde

Champions League

I blaugrana sono al primo posto in classifica sia in Liga che nel girone di Champions League, dopo un inizio altalenante con la doppia sconfitta in Supercoppa spagnola il gruppo ha trovato un equilibrio e ha notevolmente migliorato la fase difensiva

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Un'altra sfida decisiva, seppur in momenti differenti della stagione, ancora contro il Barcellona. Tante differenze ma anche qualche punto fermo che ritorna otto mesi dopo. Ad aprile la Juventus affrontava (e sconfiggeva 3-0) una squadra che sembrava ormai a fine ciclo, totalmente differente da quella che arriverà all'Allianz Stadium domani sera per giocarsi la quinta giornata del girone di questa Champions League. Molte cose sono cambiate dal doppio confronto nei quarti della stagione scorsa, a cominciare dalla situazione di classifica nella quale le squadre arrivano al confronto: i bianconeri sono al secondo posto del Gruppo D, a -3 dai balugrana e +3 dallo Sporting terzo in classifica. Per questo, in caso di vittoria, grazie al vantaggio negli scontri diretti con i portoghesi, Allegri staccherebbe il biglietto per i quarti con un turno di anticipo. 

Senza Neymar, con Valverde

In Catalogna, nel frattempo, è cambiato l'allenatore, è cambiato il modo di giocare ma non la mentalità di un gruppo che viene ancora e più che mai guidato da Lionel Messi. Già nella gara d'andata, a settembre, la Juventus aveva avuto modo di rendersi conto che quella blaugrana era una squadra in forte ripresa. Dopo un inizio un po' stentato - con la doppia sconfitta contro il Real Madrid nella Supercoppa spagnola - il gruppo di Valverde ha avuto modo di superare la partenza di Neymar durante il mercato estivo e di assimilare i nuovi schemi e le richieste del successore di Luis Enrique. Da quando è iniziata la Liga, il Barça non ha perso nemmeno una partita: 12 gare giocate, 11 vittorie e un solo pareggio contro l'Atletico Madrid; 34 gol fatti e appena 4 subiti. Un totale di 34 punti e un primo posto ben saldo a +10 su Real e colchoneros, a +4 su Valencia secondo. Bottino positivo anche in Champions, come detto, con 10 punti totali frutto di tre vittorie e un solo pareggio nell'ultima partita giocata contro l'Olympiakos.

Assenti e modulo di gioco

Se Messi è la certezza - capocannoniere anche della Liga con 12 gol segnati - a Torino Valverde dovrà far fronte a qualche assenza. Nella lista dei 19 convocati non sono infatti presenti Dembélé (quello che doveva essere il sostituto di Neymar è infatti infortunato da tempo), Mascherano, André Gomes, Sergi Roberto e i due da tempo "ai margini" del progetto, Rafinha e Arda Turan. Nonostante le assenze, il modulo di base dell'allenatore spagnolo dovrebbe essere confermato. Nelle ultime due gare in campionato il Barcellona si è schierato con un 4-3-3, che ancora una volta ha dato ottime risposte dal punto di vista difensivo. Il gruppo blaugrana non ha mai avuto problemi a trovare il gol, l'attacco stellare (seppur senza Neymar) anche in questa stagione si è confermato ad altissimi livelli (33 gol segnati in Liga in 12 giornate). Miglioramenti notevoli sono invece arrivati in difesa (appena 4 i gol subiti in campionato), tanto che in Spagna alcuni hanno addirittura avvicinato i catalani alle formazioni italiane per solidità e sicurezza. Difficilmente Valverde cambia modulo, piccole modifiche si possono vedere quando lo schieramento cambia leggermente a centrocampo e in attacco ma con la difesa a quattro che difficilmente viene abbandonata anche in caso di 4-4-2 - come successo in sei occasioni in questa stagione.

I punti fermi e la situazione nel girone

Oltre a Messi e Suarez, Iniesta e Sergi Busquets rappresentano i pilastri del centrocampo, lo stesso si può dire per Piqué in difesa. Uomini esperti e vincenti pronti a dare il massimo anche a Torino; "Non firmo per il pareggio, scenderemo in campo per i tre punti senza paura", ha dichiarato Jordi Alba. L'atteggiamento del Barcellona è chiaro, anche perché il primato nel girone è ancora in discussione dopo il pareggio in Grecia. La Juventus, per cercare di agganciare i catalani a quota 10 in classifica e riportare in parità il bilancio dopo i due scontri diretti, dovrebbe vincere con tre gol di scarto ma i precedenti non sono incoraggianti visto che la differenza reti nel girone per il Barça è di +6; a zero quella dei bianconeri reduci dal pareggio poco convincente in casa dello Sporting Lisbona.

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