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12 febbraio 2018

Juve-Tottenham, sfida alla pari anche nei conti: gli Spurs puntano al sorpasso

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Higuain e Bernardeschi, Agnelli e Allegri e lo stadio della Juve; in basso, il progetto del nuovo stadio del Tottenham e il presidente Daniel Levy (Foto Getty)

L'ottavo di finale di Champions League sarà una sfida equilibrata anche dal punto di vista economico: la Juventus e il Tottenham hanno quasi lo stesso fatturato, ma gli inglesi crescono molto di più. E se ottenessero i quarti potrebbero scalzare i bianconeri dalla top 10

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Se ne facessimo una questione di trofei, esperienza in campo e blasone, Juventus-Tottenham sarebbe una sfida senza storia. A Torino, nella bacheca di uno dei club che hanno scritto la storia del calcio, ci sono due Champions League vinte, 33 titoli nazionali - gli ultimi 6 vinti di fila – e svariate altre coppe. Nel nord di Londra, al contrario, non vincono un campionato da quasi 60 anni e l'ultimo trofeo l'hanno alzato nel 2008: era una Carling Cup, non proprio la Coppa dei Campioni. Eppure questo ottavo di finale di Champions League si annuncia molto equilibrato. Non solo per ragioni di campo ma anche di conti: Juventus e Tottenham, dal punto di vista economico, si equivalgono. Anzi: gli Spurs per certi aspetti sono addirittura superiori.

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Il valore delle rose e monte ingaggi: Tottenham batte Juve

Dati di Transfermarkt alla mano, la rosa del Tottenham vale molto di più di quella della Juventus: 706 milioni di euro contro 564, ovvero la sesta al mondo (dietro Barcellona, Real, City, Psg e United) contro la decima (preceduta anche da Chelsea, Atletico e Bayern). I giocatori del club inglese sul mercato valgono di più: Harry Kane avrebbe toccato quota 120 milioni, Dele Alli verrebbe via per non meno di 80, Eriksen ne costerebbe 70 e Dier 40. L'unica di queste valutazioni che ci sembra fuori mercato è quella del bomber inglese: forse 120, visti i prezzi delle ultime sessioni, sono anche pochi. Dall'altra parte la Juve non tiene il passo, complice un'età media più alta (28,8 anni contro 26,4). Il pezzo pregiato della galleria – non in vendita, al momento – è Paulo Dybala con un valore stimato di 80 milioni, seguito da Higuain a 75, Pjanic a 50 e Alex Sandro a 40. Valutazioni discutibili, al contrario del monte ingaggi che è ben definito, con il Tottenham in leggero vantaggio. Gli inglesi pagano i loro giocatori circa 84 milioni di euro a stagione: comanda Lloris con 7 milioni, Kane ne prende circa 6. Poco più degli 81 milioni pagati annualmente dalla Juventus: in cima c'è il Pipita con 7,5 milioni, segue Dybala con 7. Insomma, il valore dei giocatori è simile, almeno in euro. Sul campo, si vedrà presto.

Fatturati: Juve al 10° posto. Tottenham all'11°, ma corre

Ovvio, direte voi: la Premier League è un campionato più ricco, che guadagna di più, grazie a stadi di proprietà sempre pieni e diritti televisivi molto più cari. Così il Tottenham, pur essendo solo la sesta squadra inglese più produttiva, è al livello della prima italiana. Secondo il Deloitte Football Money League, il rapporto che confronta ogni anno i ricavi dei più grandi club europei, Juventus e Tottenham occupano la decima e l'undicesima posizione della classifica mondiale delle squadre con il maggior fatturato. Nel 2017 i bianconeri hanno sfondato il muro dei 400 milioni di euro di ricavi (405,7), solo 50 in più del Tottenham (355), la squadra che insegue ai piedi della top 10. Eppure i bianconeri rischiano di vedersi scavalcare proprio dai londinesi, che crescono ad una velocità molto maggiore: rispetto a 5 anni fa la Juventus ha aumentato i propri ricavi del 49%, il Tottenham invece è cresciuto del 206%. E il club di proprietà di ha ancora molti margini di guadagno (lo stadio nuovo al posto di White Hart Lane aumenterà gli incassi) che la Juventus sembra aver già sfruttato al massimo.

Juve, la Champions ti fa ricca. Ma il Tottenham punta al sorpasso

La crescita del fatturato bianconero deriva in gran parte dai risultati in Champions League: nel 2017 hanno ottenuto 110 milioni di euro dalla Uefa, più del Real Madrid vincitore. Nessuno aveva mai fatto tanto. Ad oggi per confermare quei numeri la Juve dovrebbe tornare in finale di Champions, cosa tutt'altro che scontata, e “sperare” che la Roma non vada oltre gli ottavi per non dover dividere con i giallorossi una quota maggiore del premio riservato alle squadre italiane. Ad oggi la Juventus si è già assicurata circa 70 milioni di euro da questa Champions League, ma per mantenere le stesse performance aziendali degli ultimi anni Marotta e Agnelli chiedono alla squadra di confermarsi. Al contrario, il Tottenham quest'anno ha tutto da guadagnare: l'anno scorso fu eliminato dalla Champions ai gironi e dall'Europa League ai sedicesimi di finale, chiudendo la stagione con un incasso di “appena” 43 milioni di euro dalla Uefa, poco più di un terzo di quanto si è portata a casa la Juventus. Raggiungere i quarti vorrebbe dire ottenere circa il doppio dello scorso anno (ma molto dipenderà dai risultati delle altre squadre inglesi) e "minacciare" la potenza economica della Juve. Ma alla fine, per fortuna degli appassionati, conta più il verde del campo che quello delle banconote.

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