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22 agosto 2018

Champions League, arriva il Var? La Uefa potrebbe introdurlo dagli ottavi dell'edizione 2018/19

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Tecnologia promossa ai Mondiali in Russia, innovazione che torna d'attualità per la Uefa. Secondo il Times, l'introduzione del Var in Champions League verrà discussa dal Comitato esecutivo con una possibile decisione già a fine settembre. L'ipotesi è che venga adottato in questa edizione a partire dalla fase a eliminazione diretta

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Risale allo scorso marzo la bocciatura di Aleksander Ceferin, presidente della Uefa, che respinse il ricorso alla tecnologia nella competizione europea più importante. No al Var per l’edizione 2018/19 della Champions League, quantomeno secondo quanto deciso pochi mesi fa. Se i motivi sul parere negativo vennero attribuiti all’assenza del Video Assistant Referee nella maggior parte dei campionati, difficoltà che ne avrebbero reso complicata l’applicazione in chiave internazionale senza trascurare i costi per adottarla, la "confusione" indicata da Ceferin potrebbe essere archiviata proprio nell’edizione che verrà. Merito del successo ottenuto ai Mondiali in Russia, rassegna che ha accolto l’ausilio dello strumento da parte della Fifa a differenza della Uefa.

Secondo quanto scrive il Times, i vertici del calcio europeo sono rimasti impressionati dai miglioramenti arbitrali riscontrati nella Coppa del Mondo. È quindi probabile che il tema verrà discusso la settimana prossima a Montecarlo a margine dei sorteggi di Champions ed Europa League, mentre una decisione definitiva dovrebbe essere presa dal Comitato esecutivo di fine settembre. Il tabloid britannico ipotizza l’eventuale introduzione dai quarti di finale poiché coinvolgerebbe strutture adeguate (nonché un numero minore di arbitri delegati), tuttavia l’avvento dagli ottavi sarebbe una scelta più coerente trattandosi di una fase ad eliminazione diretta. Tra l'altro, dopo le recenti dimissioni di Pierluigi Collina, ex responsabile della commissione arbitrale Uefa per 8 anni, la carica è stata ereditata da Roberto Rosetti. Un nome molto legato al progetto Var quello del 50enne torinese, "padre" della tecnologia in Italia destinata a trovare spazio in Europa. È solo questione di tempo per l’adozione su scala internazionale, innovazione che tuttavia pretende la formazione e la preparazione della classe arbitrale. Così è già accaduto in Serie A, rivoluzione che ha convinto in Russia e punta alla Champions League.

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