Juve, una panchina d'oro per tante soluzioni. Il confronto con le big d'Europa

Champions League

Abbondanza di campioni e di impegni rendono inevitabili le "rotazioni": così, contro la Lazio, è capitato che Allegri si sia portato in panchina quasi 300 milioni di euro. Guardiola il più ricco d'Europa, nel Barcellona parte fuori Vidal. E Mourinho forse aveva ragione...

Il segreto sta nel guardaroba. Come una ricca signora che può permettersi un cambio d’abito al giorno con la certezza di non sfigurare mai, la Juventus esibisce un’incredibile ricchezza di soluzioni, di quelle capaci di fare felice ogni allenatore. Abbondanza di campioni e di impegni rendono inevitabili e necessarie le rotazioni, per cui abituiamoci a vedere anche dei grandissimi accomodarsi accanto ad Allegri (che ha “promesso” un po’ di panca persino a CR7, in futuro). D’altra parte, sempre in 11 si gioca…

Per intenderci, contro la Lazio, Allegri ha portato in panchina con sé Dybala, Cuadrado e Douglas Costa (in tutto 193 milioni, secondo i dati Transfermarkt), oltre a una coppia di centrali da 45 milioni (Benatia-Rugani) e a gente come Emre Can (30) e Bentancur (20). In tutto 288 milioni di euro a disposizione di Allegri, senza contare un portiere del valore di Perin e Barzagli, con i quali si sfonda facilmente il muro dei 300.

La ricchezza di Pep

Una simile “panchina d’oro” stuzzica immediatamente il confronto con le altre big d’Europa, le solite ricchissime che accumulano campioni e non hanno alcuna difficoltà ad aprire il portafogli ad ogni sessione di mercato. Un nome a caso? Il Manchester City. La squadra di Guardiola, fermata nell’ultimo turno sull’1-1 dal Wolverhampton, è forse l’unica a poter esibire una panchina più ricca di quella della Juventus, dato che Pep si è portato con sé Gabriel Jesus (valutato 80 milioni), Sané (90) e il neo acquisto Mahrez (60), oltre a Otamendi, Delph, Stones e al giovane Muric, con i quali si arriva a toccare quota 335 milioni.

Inevitabile la presenza in classifica del Real Madrid, che in occasione della partita con il Getafe con cui ha inaugurato la Liga, aveva quasi 300 milioni in panchina, dato “falsato” però dalla presenza di Courtois (65 milioni) che non è andato certo alla Casa Blanca per fare il secondo portiere. Casemiro, Modric, Varane, Lucas Vazquez: anche a loro è toccato un giro di panchina, così come nel Barcellona si sono accomodati inizialmente i 35 milioni di Vidal o i 45 del desideratissimo Malcom, per un totale di 188 con tutti gli altri (tra i quali spiccano Arthur e Lenglet, giovani ma con un cartellino del prezzo già spaventoso).

E Mou piange

Non se la passa certo male Sarri, che in attesa che Hazard trovi la forma migliore l’ha fatto partire dalla panchina anche contro l’Arsenal: la sua valutazione di 120 milioni contribuisce parecchio a rendere dorata la panca del Chelsea (249 milioni in quell’occasione), con Giroud o Kovacic tra le alternative di lusso.

E poi il Bayern Monaco: vittoria alla prima in Bundesliga con una panchina da 208 milioni di euro, che contemplava gente come James Rodriguez, Robben, Hummels o Goretzka. Quello che se la passa peggio di tutti è il Manchester United, e allora sono quasi comprensibili gli sfoghi di Mourinho dopo il mercato dei Red Devils. Lui, in panchina contro il Brighton (gara persa 3-2) ha potuto portarsi "solo" 176 milioni: 105 tra Rashford e Lingard, e per il resto buoni rincalzi come Fellaini, Smalling, Ander Herrera o McTominay. Logico che uno come Mou, aprendo il guardaroba, si metta a strillare.

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