Barcellona Inter: Rafinha segna, ma non esulta. Poi beve con Handanovic

Champions League

Serata particolare per l'ex di giornata, desideroso per tutta l'estate di riabbracciare Milano. È stato lui a sbloccare il punteggio dopo mezz'ora, ma ha preferito non esultare

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Forse era nel destino. Difficile, infatti, non pensare al fato quando il gol partita, o almeno quello che dà il via alla vittoria e scioglie tutte le paure rimaste, lo mette a segno proprio lui, l'uomo che poteva giocare la stessa sfida a maglie invertite: Rafinha. Chissà cosa avrà pensato Spalletti quando ha visto il calciatore brasiliano, naturalizzato brasiliano, sbucare in mezzo ai suoi difensori e beffare Samir Handanovic per l'1-0 a favore del Barça. Un ritorno in Champions, quello nerazzurro, reso possibile anche grazie al suo acquisto a gennaio: un jolly in grado di regalare diverse alternative alla fase offensiva nerazzurra e offrire in un colpo solo qualità e quantità. Eppure, nonostante quell'approccio tutto rose e fiori, le due strade si sono poi separate. Troppi i circa 35 milioni richiesti dai blaugrana per riscattarlo, troppi soprattutto per non sforare i paletti del fair play finanziario che tengono sempre sull'attenti il club milanese. E quindi, alla fine, Rafinha è rimasto in Catalogna, con la speranza di riconquistarsi quello spazio acquisito col sudore da bambino, in compagnia del fratello Thiago Alcantara, e poi progressivamente ridottosi a causa di problemi fisici e abbondanza nel ruolo. "Sono molto contento di come mi sento fisicamente, veramente felice - ha detto il classe '93 alla vigilia del match -. Lo scorso anno ho iniziato a giocare a gennaio, in questa stagione invece ho fatto tutta la preparazione e mi sento bene in una squadra davvero forte come il Barcellona. È una bella sfida".

Il suo primo desiderio, però, era quello di far ritorno a Barcellona solo per una breve sosta, prima di riprendere il volo per Milano e accasarsi, in modo definitivo, alla causa nerazzurra. "Credevo di restare - ha infatti spiegato, in più di un'occasione, il centrocampista blaugrana -. Per me l’Inter è stata un’esperienza spettacolare. Mi sono trovato a giocare in un campionato e in un Paese completamente nuovi per me, mi sono adattato in fretta. Sono stato accolto benissimo dai miei compagni e, grazie a loro e ai tifosi nerazzurri, ho ritrovato fiducia nel mio modo di giocare a calcio". Empatia istantanea che ha fatto innamorare anche i sostenitori dell'Inter, frenetici in estate sui social per convincere la società a riprenderselo. Anche per questo Rafinha, al momento del gol, ha preferito non esultare. Ingiusto infierire su qualcuno che, seppur per poco, hai amato e a cui forse non hai ancora smesso di pensare. "Ancora oggi sono in contatto con i compagni, lo staff medico e i dirigenti" ha, infine, aggiunto il tanto atteso ex - più di Coutinho, che all'Inter è rimasto molto più tempo di lui -, che questa partita, in teoria, non l'avrebbe neanche dovuta giocare. Poi un evento sfortunato si è trasformato nella sua grande occasione: Messi si è fatto male nell'ultimo incontro. Chi lo sostituisce? Proprio Rafinha che, col cuore diviso a metà (o quasi), abbandona ogni sintomo di rivalità e, subito dopo aver sbloccato il punteggio, beve dalla borraccia di Handanovic. E allora forse sì, era proprio destino.

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