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07 novembre 2018

Inter, Icardi bomber da Champions: gol a Tottenham, PSV e Barcellona

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Il capitano dell'Inter, alla sua prima edizione della tanto agognata competizione europea, conferma di non emozionarsi di fronte alle note della Champions. Tanto da far sbilanciare Fabio Capello: "Sono un tuo fan"

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Se per gli esseri umani ordinari d'estate c'è da affrontare la prova costume, per i calciatori professionisti - di ruolo attaccante - il vero esame di maturità si chiama Champions League. La stima di ogni tifoso che si rispetti nei confronti di un centravanti è direttamente proporzionale alla sua vena realizzativa nelle notti europee. Se pensiamo a leggende come Drogba, Shevchenko, Eto'o, Henry... oppure ai vari Lewandowski, Kane o Griezmann, quello che ci conquista è la loro capacità di onorare l'inno della Champions senza farsi venire la "gambetta" (il corrispondete del "braccino" nel tennis). In questa edizione della massima competizione europea, diciamocelo, erano in tanti ad aspettare al varco Maurito Icardi. Il capitano dell'Inter, di cui nessuno può discutere l'essenza di bomber in Serie A, si è rivelato tale anche in Champions. Eppure al 40' di Inter-Barça, il capitano nerazzurro aveva giocato appena cinque palloni, meno della metà di ogni altro giocatore in campo.

Icardi e la Champions, 3 gol infornati in 360'

In gol al debutto contro il Tottenham (e che gol!) Icardi si è ripetuto nella trasferta di Eindhoven con la rete decisiva per la vittoria, completando la rimonta. Due su due, Icardi si è fermato soltanto al Camp Nou, dove i nerazzurri non hanno trovato il gol. Ma alla quarta uscita, ancora con i blaugrana, Maurito è riuscito in un'impresa per pochi. A San Siro, contro il Barça, l'Inter ha segnato al suo primo tiro nello specchio. Arrivato al minuto 87. E chi poteva trasformare quel benedetto tiro nello specchio in gol, se non lui? Una risposta molto umile a questa domanda arriva dal diretto interessato, interrogato da Fabio Capello nel post partita di Sky Sport: "Ho avuto anche fortuna, è capitata la palla lì". Ma Don Fabio non ci sta e gli spiega che non può essere fortuna se capita sempre a lui. Allora Icardi sposta l'attenzione sul vero amuleto, Vecino: "C’è sempre di mezzo lui, o fa gol o fa l’assist, allora lo teniamo in campo fino alla fine anche quando è stanco morto". Tornando a quello che sa fare meglio, il gol, Maurito spiega che valore ha per l'Inter in una partita così difficile: "Abbiamo sofferto perché abbiamo giocato contro la migliore squadra al mondo, ci hanno fatto questo palleggio tipico del Barcellona, abbiamo corso tanto, però anche dopo aver subito il gol non abbiamo mollato, la squadra ha continuato a lottare e alla fine, dopo un rimpallo dentro l’area, è arrivato il mio gol. Anche contro il Tottenham ci avevano fatto gol alla fine, ma poi ci abbiamo creduto, è arrivato il mio gol e poi la vittoria". Gol da grande attaccante, parole da grande capitano, che mette sempre la prestazione della squadra davanti alle proprie gesta.

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