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11 dicembre 2018

Liverpool-Napoli, le chiavi tattiche

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In pochi si sarebbero aspettati che a un turno dalla fine la squadra di Ancelotti fosse prima nel girone con Liverpool e PSG. Per arrivare agli ottavi serve però una grande partita ad Anfield

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Al momento del sorteggio dei gironi di Champions League in pochi avrebbero scommesso sul fatto che il Napoli, in un girone con Liverpool e Paris Saint-Germain, sarebbe stato al primo posto del suo gruppo a un solo turno dalla fine. Nonostante tutto, però, l’estremo equilibrio negli scontri diretti tra migliori squadre del gruppo C, assieme ai punti sorprendentemente strappati a Belgrado dalla Stella Rossa al Napoli, e, in special modo, al Liverpool, rendono il destino della squadra di Ancelotti legato al risultato della sfida contro i “Reds” ad Anfield e, in maniera indiretta, a quello della partita tra PSG e Stella Rossa. Al di là dei complessi calcoli da affrontare in caso di sconfitta, uscire imbattuti dal campo del Liverpool significherebbe per i partenopei tenersi alle spalle la squadra di Klopp e approdare alla fase a eliminazione diretta della Champions League.

Il Liverpool in Premier e in Champions

La vera delusione del girone è proprio il Liverpool di Klopp, finalista della passata edizione, che ha perso tutte e tre le partite affrontate in trasferta, compresa quella apparentemente abbordabile contro la Stella Rossa. Le prestazioni in Champions League sono in controtendenza con quelle entusiasmanti in campionato, dove i “Reds”, ancora imbattuti, hanno appena sorpassato il Manchester City, sconfitto dal Chelsea, e si sono presi il primo posto della Premier League.

La vera forza del Liverpool in campionato è la fase difensiva, che ha limitato a 6 i gol subiti dalla squadra di Klopp nelle 16 partite già disputate, record per i cinque maggiori campionati europei. In maniera piuttosto sorprendente, nelle sole cinque partite di Champions i “Reds” hanno subito 7 reti, ottenendo una media di gol subiti a partita quasi quattro volte superiore a quella del campionato.

In campionato la squadra di Klopp sta andando oltre le aspettative, avendo subito 12.16 Expected Goals, ma i numeri difensivi dei “Reds” rimangono notevoli, in continuità con quelli della stagione passata. Anche i numeri offensivi in Premier League sono stabili rispetto all’anno scorso. A deludere è invece il rendimento in Champions League, ma le prestazioni casalinghe in Europa possono spaventare il Napoli di Ancelotti.

Nella gara d’andata il Liverpool era stato limitato offensivamente a soli 4 tiri totali, di cui nessuno nello specchio della porta di Ospina. Il risultato era stato ottenuto grazie all’ottima copertura del campo del 4-4-2 in fase di non possesso dei partenopei, che aveva difeso in maniera pressoché perfetta l’attacco posizionale del Liverpool. In aggiunta, l’ottima resistenza al pressing della squadra di Ancelotti aveva tolto a quella di Klopp la pericolosa arma della transizione offensiva.

In fase d’attacco, invece, il Napoli si era schierato con il consueto 3-4-2-1 visto in Champions League, con Maksimovic stretto al fianco destro di Albiol e Mario Rui alto a sinistra a occupare l’ampiezza, con Fabian Ruiz stretto nell’half-spaces di sinistra. Proprio la posizione aperta di Mario Rui e, dall’altro lato, di Callejon era stata una delle chiavi della pericolosità offensiva del Napoli, che, approfittando delle difficoltà a centrocampo del 4-3-3 di Klopp a difendere l’ampiezza, e dell’elevata densità difensiva sul lato forte creata dalla strategia di pressing dei “Reds”, riuscivano a trovare spazi con i cambi di gioco verso il lato debole.

napoli liverpool

La pass-map del Napoli nella partita d’andata contro il Liverpool. Sono ben evidenziate le diverse posizioni in fase di possesso palla dei due terzini, Maksimovic e Mario Rui.

Il nuovo Liverpool di Klopp

Nella conferenza stampa pre-partita Jurgen Klopp ha annunciato “cambiamenti tattici” e chissà che il tecnico tedesco non intenda riproporre in Champions League lo stesso schieramento già adottato da qualche partita in Premier League. Dall’inizio di novembre, dopo due prestazioni poco convincenti (la vittoria per 4-1 contro il Cardiff e il pareggio contro l'Arsenal), Klopp ha abbandonato in campionato il 4-3-3 per adottare una sorta di 4-2-3-1, schierando preferenzialmente Shaqiri al posto di un centrocampista di ruolo. Il nuovo schieramento si presenta come un classico 4-4-2 in fase di non possesso, mentre in fase d’attacco mostra grande libertà di movimento per i 4 giocatori offensivi, con Firmino che parte alle spalle di Salah, schierato in posizione di centravanti, Shaqiri a destra e Mané a sinistra.

Il 4-2-3-1 pare avere reso il Liverpool una squadra più coperta e prudente. In fase difensiva la linea arretrata è schermata dal doppio mediano e in fase di transizione negativa i minori inserimenti dei centrocampisti rendono più protetta la struttura difensiva della squadra. Di contro, in fase offensiva manca l’attacco profondo delle mezzali. Pur se basati ancora su un ridotto numero di partite, i numeri sembrano confermare l’ipotesi di un Liverpool più attento e meno spregiudicato. Nelle cinque partite giocate in Premier League con il 4-2-3-1 i “Reds” hanno subito un solo gol, ininfluente, contro il Burnley e i valori di Expected Goals a favore e contro si sono entrambi abbassati rispetto a quelli ottenuti con il 4-3-3, indicando una squadra che crea e subisce di meno. Il 4-2-3-1 ha inoltre rilanciato uno dei grandi acquisti estivi, il centrocampista brasiliano Fabinho, che pare aver trovato un posto da titolare in mezzo al campo in un sistema con due mediani simile a quello in cui giocava a Monaco.

liverpool everton

La pass-map dei "Reds" nel derby vinto all’ultimo respiro contro l’Everton. Shaqiri, Firmino e Mané alle spalle di Momo Salah.

Contro il Napoli, Klopp potrebbe quindi proporre anche in Champions League il modulo di gioco adottato in Premier e alcune voci sembrano confermare questa ipotesi con l’inserimento di Naby Keita su una delle due fasce al posto di Shaqiri. Tatticamente il 4-2-3-1 potrebbe mutare gli equilibri visti nella partita d’andata al San Paolo. In fase difensiva i “Reds” potrebbero difendere meglio l’ampiezza grazie alla linea di 4 a centrocampo, mentre in fase d’attacco la squadra di Ancelotti dovrebbe fare attenzione alla posizione di trequartista puro di Roberto Firmino.

Con Salah schierato in posizione di centravanti, pronto con la sua velocità ad attaccare la profondità e abbassare la linea difensiva del Napoli, i centrali partenopei sarebbero meno disponibili che nella partita d’andata ad alzarsi in pressione contro le temibili ricezioni tra le linee del numero 9 brasiliano. Sarebbe quindi di particolare importanza il lavoro di schermo di Allan e Hamsik per tagliare le linee di passaggio verso Firmino e impedire così al trequartista di Klopp di ricevere e innescare le corse dei propri compagni di attacco.

Al di là di ogni considerazione tattica, per il Napoli sarà fondamentale, banalmente, riuscire, come ha fatto all’andata, a pareggiare l’intensità che certamente il Liverpool metterà in campo e che Anfield sicuramente amplificherà. Anche Ancelotti in conferenza stampa ha sottolineato questo aspetto e ha rimarcato che la sua squadra dovrà comunque provare ad attaccare, anche perché segnare uno o più gol potrebbe essere importante anche in caso di sconfitta per gli incastri delle eventuali classifiche avulse. Le qualità delle due squadre, la loro maniera di interpretare la partite e l’importanza della posta in palio rendono particolarmente attesa la sfida di stasera e sono garanzia di un match intenso, spettacolare e dall’esito incerto. Il passaggio del turno, in un girone così complesso, sarebbe davvero un grande risultato per il Napoli di Carlo Ancelotti.

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