Real Madrid, Ramos e il giallo tattico contro l'Ajax: "Lo avrei forzato con la Roma"

Champions League

Diffidato e ammonito all'88' nell'andata degli ottavi di finale contro l'Ajax, il capitano dei Blancos è finito al centro di un'inchiesta disciplinare della UEFA a causa di un 'giallo' cercato. Intervistato da Marca, lo stesso Sergio Ramos si è difeso: "Sono molto sorpreso, il fallo che ho commesso era inevitabile. Se avessi voluto forzare l'ammonizione, lo avrei fatto ai gironi contro la Roma visto che eravamo già sicuri del 1° posto"

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Successo fondamentale per il Real Madrid ad Amsterdam, primo atto degli ottavi di finale di Champions League contro l’Ajax battuto 2-1. Merito della firma decisiva di Asensio all’86’ e della tenuta difensiva della squadra di Solari capitanata ovviamente da Sergio Ramos: sono 600 le gare ufficiali da lui disputate con i Blancos, società dove si è ritagliato la bellezza di 84 gol e pure qualche cartellino di troppo. È stata proprio l’ammonizione rimediata all’88’ da Skomina, arbitro che ha punito un suo fallo su Dolberg, a scatenare un putiferio attorno al discusso leader del Real. Già, perché l’intervento di Ramos lo costringerà a saltare il ritorno al Bernabeu complice la diffida sebbene l’impegno casalingo pare non insormontabile per i campioni d’Europa in carica. Del resto lo aveva ammesso lo stesso 32enne spagnolo al termine del match: "Vedendo il risultato, mentirei se dicessi di non aver forzato il secondo giallo. Nel calcio spetta a te prendere decisioni complicate e io ho deciso così". Parole che non sono passate in secondo piano per la UEFA che, da qualche anno, punisce le ammonizioni volontarie e ha annunciato l’avvio di un’inchiesta disciplinare nei confronti di Sergio Ramos. Se di scorrettezza si parlerà, il numero 4 dei Blancos rischia due turni di squalifica come accaduto a Jesus Corona del Porto che fece male i calcoli ai gironi per arrivare "immacolato" contro la Roma: pizzicato dalla UEFA, il messicano non incrocerà infatti i giallorossi.

Non è servito il dietrofront sui social dello stesso Ramos che ha spiegato: "Non ho forzato l’ammonizione come ho fatto contro la Roma nella mia precedente partita di Champions League. Tiferò dagli spalti come un normale fan con l’obiettivo di arrivare ai quarti di finale". E proprio la sfida ai giallorossi nel girone è tornata d'attualità nell’intervista di Marca tra le parole del capitano del Real Madrid, il quale ha commentato l’episodio di Amsterdam dicendosi "molto sorpreso, perché mi ero riferito al forzare il fallo e non la sanzione". Alla domanda sul rischio che correva in materia di cartellini, Sergio Ramos ha spiegato: "Sì, ma non avevo scelta. È stato un contropiede molto pericoloso all’88’ con una partita aperta così come l’eliminazione. Ecco perché ho detto che mentirei se dicessi che non sapevo che rischiavo un provvedimento, così come sapevo che non avevo altra scelta che prendere il cartellino. E a questo mi riferivo quando ho detto che nel calcio devi prendere decisioni complicate". Ecco quindi che nelle parole del simbolo del Real torna l’incrocio ai gironi contro la squadra di Eusebio Di Francesco, preceduta al traguardo finale del gruppo G: "Se avessi voluto forzare una sanzione, avrei potuto farlo nella fase a gironi contro la Roma perché eravamo già classificati come primi e, l’ultima partita contro il CSKA, era irrilevante. Un incontro peraltro nel quale non sono stato convocato". Ci sarà da credergli? L’ultima parola spetterà alla UEFA che sta studiando il caso Sergio Ramos.

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