Juventus, Nedved: "La Champions mi renderebbe felice, allora potrei riposare in pace"

Champions League

Il vicepresidente della Juventus si augura da vincere da dirigente quel trofeo che gli è sfuggito da giocatore: "Sarebbe meraviglioso, poi potrei riposare in pace. Cristiano? Siamo rimasti colpiti e impressionati, è meglio di quanto ci aspettassimo". Sull'Atletico: "Una squadra che riflette la personalità di Simeone"

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Ricomincia da Madrid, proprio dove si era concluso l’anno scorso, l’assalto della Juventus alla Champions League. I bianconeri saranno impegnati mercoledì sera al Wanda Metropolitano per l’andata degli ottavi di finale contro l’Atletico Madrid e il vicepresidente Pavel Nedved – in un’intervista al Daily Telegraph – ha parlato dello speciale rapporto che lo lega a questa competizione. La Champions è infatti un trofeo che Nedved non è riuscito a vincere da calciatore: brucia ancora l’ammonizione in semifinale che gli impedì di prendere parte alla finale di Manchester nel 2003 (poi persa dai bianconeri ai calci di rigore). "Avrei voluto vincerla da calciatore – ha detto – ma non ci sono riuscito. Vincerla adesso che faccio parte del club mi renderebbe estremamente felice, sarebbe assolutamente meraviglioso. E allora potrei riposare in pace". Ad aiutare la Juventus adesso ci sarà anche Cristiano Ronaldo: "Con lui è migliorata la mentalità, che era già forte e vincente. Cristiano però ha portato qualcosa che ha colpito gli altri rendendoli ancora più fiduciosi".

"Ronaldo e la Juve 'coincidono'. Simeone..."

"Mi aspettavo Ronaldo così? No – ha aggiunto Nedved – è più di quanto mi aspettassi, perché ora che lo conosciamo come persona possiamo dire che ne siamo rimasti impressionati: è molto più di un giocatore, la mia descrizione della Juventus corrisponde a lui. Ha la mentalità perfetta". Una mentalità che servirà per avere la meglio sull’Atletico di Simeone, suo ex-compagno di squadra: "Non è stata una sorpresa, per me, vederlo in panchina. Sarà difficile batterlo, è molto determinato e l’Atletico riflette la sua personalità e il suo carattere". Anche Nedved, però, è apprezzato dai tifosi bianconeri per il suo modo di essere: "Dopo una carriera che è andata oltre le mie aspettative, non volevo restare nel mondo del calcio. Ma non ho potuto dire di no quando ho ricevuto questa proposta, ho sempre amato la famiglia Agnelli. Sia da calciatore che ora da dirigente, sento sempre la responsabilità di non deludere nessuno: mi sento un privilegiato perché ho fatto e faccio quello che amo, quindi voglio restituire qualcosa, ne ho bisogno. Il calcio – ha concluso – è il mio più grande amore e ed essere qui e fare questo lavoro per me significa vivere ancora un sogno".

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