Roma, da mister Hyde a dottor… Dzeko: in Champions Edin si trasforma

Champions League

Lo "sdoppiamento" del bosniaco prende vita nelle notti europee, dove un anonimo centravanti di campionato diventa bomber spietato in coppa. Nel 2018 fu capocannoniere dell'anno solare insieme a un certo Lewandowski, e nelle ultime due stagioni il rapporto gol al minuto tra Serie A e Champions parla chiaro

Da mister Hyde a dottor Jekyll, anzi… dottor Dzeko. Alla Roma la trasformazione la conoscono bene, e sperano che anche nel mercoledì di Champions contro il Porto l'anonimo bomber da sette gol in campionato diventi lo spietato centravanti che in Europa nel 2018 ha segnato più di tutti. Meglio anche di Messi e Cristiano Ronaldo. Il volto è sempre lo stesso, ma di una medaglia diversa che nelle serate di coppa vale oro; perché è proprio lì che il bosniaco sembra sdoppiare la propria personalità lasciando spazio a uno dei miglior killer instinct della competizione. Per lui in stagione le reti messe a segno nel girone sono già cinque (in appena cinque partite), ma quello che colpisce ancora di più è la media minuti-gol nella sua esperienza romana tra campionato e coppa. Una rete ogni 133 minuti in Europa corrisponde infatti a una rete ogni 161 minuti in campionato nelle sue quattro stagioni (tre in Champions) da attaccante giallorosso. Numeri che cambiano ancor di più prendendo in considerazione solo le ultime due annate: Dzeko sta segnando un gol ogni 117 minuti in coppa, quasi uno a partita. E uno ogni 204 minuti in Serie A, quasi un raddoppio; nonostante le molte più partite a disposizione per segnare. Sillogismo semplice: Edin preferisce il grande palcoscenico europeo.

Numeri alla mano sembra allora che Dzeko beva ogni martedì o mercoledì sera quella pozione che lo trasforma in un alter ego irriconoscibile, ma in senso positivo. Oltre ai cinque centri messi a segno quest'anno nel girone, c'è infatti già il pesantissimo doppio assist a Zaniolo nella partita di andata a pesare tantissimo, e che manda la Roma in Portogallo con un gol di vantaggio da difendere. Prima un grande lavoro spalle alla porta per servire il nuovo pupillo dell'Olimpico per l'1-0, poi il palo (secondo per lui quella sera) che diventa passaggio perfetto sempre per Zaniolo. Due squilli, sempre a firma Dzeko e già decisivi. Ma è sotto porta e dal punto di vista realizzativo che il bosniaco vuole replicare la cavalcata trionfale della scorsa stagione.

Dzeko 10 e lode

Quella sera era il 13 di marzo, data degli ottavi di ritorno contro lo Shakhtar, esattamente come lo saranno anche quelli di Porto. La Roma è reduce dal ko 2-1 in Ucraina e proprio Dzeko decide la rimonta dell'Olimpico che porta Di Francesco e soci ai quarti di finale: il primo gol di cinque partite consecutive a segno. Nei quarti al Camp Nou sarà infatti sempre il bosniaco a mettere in rete il gol della speranza nel 4-1 finale per i catalani, e sempre lui il primo a guidare l'eroica rimonta per 3-0 dell'Olimpico sbloccando il risultato nei primi dieci minuti di partita. Dunque ancora gol ad Anfield a fermare l'emorragia del 5-0 Reds (poi 5-2) e uno anche nel ritorno per il pari 2-2 prima di una rimonta (4-2) sfiorata ma non completata. I centri in totale? Sono dieci, tra fase finale della scorsa stagione e gironi di quest'anno, un numero che lo ha incoronato capocannoniere di Champions dell'anno solare 2018, al pari di un certo Lewandowski ma davanti per meno minuti impegnati a segnarli. E di questo ha bisogno la Roma: il vero dottor Dzeko, quello formato europeo.

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