Milan, Galliani spiega la notte di Marsiglia nel 1991: "Nasce tutto da Belgrado"

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L'ex amministratore delegato del Milan torna sulla partita del 20 marzo 1991 a Marsiglia, quando un guasto ai riflettori portò i rossoneri ad abbandonare il campo. Il club pagò con la squalifica dalle competizioni europee per un anno

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Quella del 20 marzo 1991 è una notte che fa parte in maniera indelebile della storia del Milan. Coincide con la partita giocata a Marsiglia contro l'Olympique per il ritorno dei quarti di finale di Coppa dei Campioni. Il pareggio per 1-1 nell'andata di San Siro costringe i rossoneri, vincitori delle precedenti due edizioni della competizione, a partire in posizione di svantaggio. Al 75' sono i francesi a passare in vantaggio con un centro di Chris Waddle. Negli ultimi minuti di partita, però, uno dei riflettori dello stadio non illumina più a dovere complice il malfunzionalmento di alcuni fari. Un disagio che costringe l'arbitro svedese Bo Karlsson a interrompere l'incontro, ordinando il rientro in campo delle squadre dopo 20 minuti. È allora che l'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani ordina ai suoi giocatori di uscire dal campo e abbandonare la partita. Una scelta clamorosa, che costò ai rossoneri una sconfitta a tavolino per 3-0 e la squalifica per un anno da qualsiasi competizione europea inflitta dall'Uefa.

Intervenuto a margine della presentazione del libro "Da Calciopoli ai Pink Floyd" del giornalista Alberto Costa, Galliani si è soffermato proprio sulla notte di Marsiglia. "Tutto nasce da Belgrado – le parole dell'ex amministratore delegato del Milan, che richiama alla mente una partita del 9 novembre 1988 giocata allo stadio Marakana contro lo Stella Rossa - noi in quell'occasione eravamo fuori dalla coppa e per la prima volta da 40 anni a quella parte fu sospesa una partita per nebbia a Belgrado”. Già, perché dopo l'1-1 dell'andata a San Siro,in quell'occasione il Milan andò sotto per 1-0 per effetto della rete di Dejan Savicevic, che tre anni dopo sarebbe passato in rossonero. Fino a che una nebbia fittissima non avvolse Belgrado, costringendo l'arbitro tedesco Pauli a sospendere la partita. Si riparte il giorno successivo, dallo 0-0. "La rigiochiamo il giorno dopo – il ricordo di Galliani - la vinciamo e di lì conquistiamo la Coppa dei Campioni 1989, la Supercoppa Europea e il Mondiale per Club e lo stesso facciamo nell'annata successiva". Si arriva così alla stagione 1990/91, quando il film di Belgrado rischiò di ripetersi al Velodrome: “Pareggiamo per 1-1 in casa, poi andiamo a giocare a Marsiglia. Perdevamo 1-0, come succedeva a Belgrado – il ricordo di Galliani – giochiamo negli ultimi minuti. Io dico: lo stesso Dio di Belgrado non può far venire la nebbia nel mese di marzo sul mare, così ha deciso di esprimersi facendo spegnere tutta l'illuminazione. E si spengono le luci. L'arbitro aveva detto che si poteva rigiocare, perché questo era irregolare. Così decidemmo di ritirare la squadra. Siamo andati vicinissimi a rigiocare la partita il giorno dopo, puntando poi a vincere la coppa ma non andò così". Retroscena di una serata rimasta a suo modo nella storia del club.

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