Atletico Madrid-Barcellona, Simeone a Del Piero: "Sento qualcosa di magico"
atletico madridL'l Cholo commenta la qualificazione alle semifinali di Champions dopo aver eliminato il Barcellona: "Quest'anno c'è la sensazione che possa accadere qualcosa di magico. Loro sono straordinari, se non gli fai male, perdi e se stai dietro alla lunga ti fanno gol, ma io sono orgoglioso dei ragazzi, hanno lasciato il cuore". E ancora: "Dicevo di andare in avanti ma loro mi rispondevano che non ce la facevano. Sono 14 anni qui e mi emoziono ancora"
È un Diego Simeone molto emozionato ma anche euforico a fine partita dopo aver eliminato il Barcellona ed aver raggiunto la quarta semifinale di Champions sulla panchina dell'Atletico al termine di una gara bella, intensa ed entusiasmante: "Sono 14 anni che alleno l'Atletico, questa è la quarta semifinale di Champions - dice - Abbiamo giocato contro una squadra straordinaria, che gioca un calcio bello e veloce, intenso, contro cui è difficile difendere. Ci siamo ritrovati 0-2 per sbagli nostri e invece di cadere la squadra ha iniziato a giocare. Griezmann, per primo, ha cominciato a dirlo".
"Orgoglioso ed emozionato per ciò che ha fatto la squadra"
Un primo tempo di sofferenza e un secondo in cui l'Atletico si è difeso comunque aggredendo l'avversario: "Abbiamo segnato un golazo, nel secondo tempo loro hanno abbassato l'intensità e i cambi ci hanno dato più forza. Così abbiamo iniziato a guadagnare spazio in campo, loro avrebbero potuto segnare il terzo con Araujo ma sono orgoglioso ed emozionato del lavoro fatto dai miei ragazzi - spiega ancora - Sono 14 anni che sono qua e ancora continuo a emozionarmi quando vedo che la gente lascia il cuore in quello che fa".
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"Urlavo ai ragazzi di stare in avanti ma mi dicevano che erano morti"
La preoccupazione era quella di non abbassarsi troppo e di non riuscire ad andare in avanti: "A volte uno vuole che si facciano certe cose e gliele urli, ma i giocatori dicevano che non ci arrivavano. Questo è il calcio! Ad Alvarez dicevo di rincorrere Pedri, mi ha risposto che era morto. Mi sono arrabbiato di più all'andata, lì siamo stati 45 minuti con l'uomo in più e potevamo fare più gol. Contro di loro, se non fai gol perdi. E se stai dietro, alla lunga ti segnano". La sensazione è che in qualche modo questa stagione potrà essere magica: "Sì, lo sento. C'è questa sensazione".