Inter Pordenone 5-4 dopo i rigori: gol e highlights

Coppa Italia

Servono i calci di rigori alla squadra di Spalletti per eliminare il Pordenone, realtà iscritta alla Lega Pro che sfiora l'impresa in Coppa Italia. Turnover ed errori nei 120' regolamentari chiusi sullo 0-0: Karamoh impreciso, pali di Magnaghi e Icardi. Dal dischetto decidono le parate di Padelli e il gol di Nagatomo. Inter ai quarti dove affronterà la vincente di Milan-Verona

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INTER-PORDENONE 5-4 dopo i calci di rigore

Sequenza rigori: Misuraca (P) parato, Brozovic (I) gol, Burrai (P) gol, Perisic (I) gol, Magnaghi (P) gol, Skriniar (I) parato, Lulli (P) alto, Gagliardini (I) parato, Stefani (P) gol, Icardi (I) gol, Ciurria (P) gol, Vecino (I) gol, Parodi (P) parato, Nagatomo (I) gol.

Inter (4-2-3-1): Padelli; Nagatomo, Skriniar, Ranocchia, Dalbert (80' Icardi); Vecino, Gagliardini; Cancelo, Eder, Karamoh (68' Perisic); Pinamonti (45' Brozovic).
All. Spalletti

Pordenone (4-3-2-1): Perilli; Formiconi, Stefani, Bassoli, Nunzella (116' Parodi); Misuraca, Burrai, Lulli; Berrettoni (97' Ciurria), Sainz-Maza (79' De Agostini); Magnaghi.
All. Colucci

Oltre 120’ di gioco e la serie dei calci di rigore occorrono all’Inter per sbarazzarsi del Pordenone, piccola realtà di Lega Pro che regge il confronto con la capolista della Serie A. Storie di Coppa, competizione che ha già riservato imprese in passato e regala una serata da incorniciare per i friulani di Colucci, mai così in alto in 97 anni di esistenza. Un’attesa preceduta dall’originalità degli account social dei "Ramarri", balzati agli ottavi di finale eliminando in serie Matelica, Venezia, Lecce e Cagliari. Niente male per una società mai avvistata in Serie B, ecco perché l’appuntamento con la storia era di casa a San Siro. Non bastano motivazioni eccezionali al Pordenone contro un’Inter infarcita di seconde linee e sprecona durante l’arco del match: nemmeno gli ingressi di Brozovic, Perisic e Icardi hanno esorcizzato i brividi dei tiri dal dischetto. Spalletti rischia una serata da incubo non trovando conferme dalle new entry, finora confinate in panchina a beneficio dei titolarissimi. Quantomeno i nerazzurri si ritagliano un posto ai quarti in programma il prossimo 27 dicembre: l'avversaria uscirà dalla sfida tra Milan e Verona.

Rivoluzione in campo

Al comando in campionato con 40 punti e un’imbattibilità lunga 16 turni, Spalletti vara il turnover complice l’impegno di sabato contro l’Udinese. Ecco quindi che i soli Skriniar, Vecino e Gagliardini trovano spazio dal 1’ rispetto all’undici titolare rivoluzionato nelle scelte: Padelli tra i pali, Nagatomo e Ranocchia in difesa insieme a Dalbert, 323’ maturati in Serie A per il brasiliano. A proposito di minuti, chi va a ritoccare il proprio impiego in stagione sono Karamoh e Cancelo, esterni nel 4-2-3-1 di partenza e rispettivamente schierati finora 29 e 45 minuti. Rifiata Icardi, bomber che guadagna 6 volte l’intera rosa del Pordenone: al suo posto il 18enne Pinamonti affiancato da Eder. Friulani in campo con il consolidato 4-3-2-1 di Colucci, assetto votato all’organizzazione: Burrai in cabina di regia, l’esperto Berrettoni e l’ex Barça Sainz-Maza alle spalle del centravanti Magnaghi. Pordenone di biancorosso vestito a richiamare i colori della città, 25.000 abitanti dei quali 4.000 presenti a San Siro. Un esodo dettato da 40 bus colmi di tifosi, trasloco di massa che testimonia la portata dell’evento più importante nella storia della società.

Equilibrio nei primi 45’

Si affrontano la capolista della Serie A e la 5^ in classifica del girone B di Lega Pro, divario tecnico smentito sul campo nel primo tempo. Al netto dell’impatto alla gara e della conclusione a freddo di Eder domata da Perilli, il Pordenone convince per coraggio e automatismi: qualche sbavatura nella manovra impostata tuttavia sempre dalla difesa, concetti semplici ma precisi che reggono il confronto con la favoritissima Inter. Nerazzurri che viceversa faticano a trovare i ritmi, difficoltà inevitabili con la contemporanea presenza di tante seconde linee. Karamoh ci prova due volte senza fortuna, Gagliardini spara invece alto dalla distanza. Ecco quindi che i friulani alzano la testa e pungono alla mezz’ora: prima Formiconi manca l’appuntamento sul secondo palo sull’invito di Berrettoni, poi Magnaghi sfiora il clamoroso vantaggio costringendo Padelli al miracolo con l’aiuto del palo. Spalletti perde la pazienza all’ennesima chance biancorossa con Lulli, altissimo al tiro all’interno dell’area interista. Prima dell’intervallo si rivede Karamoh, imbeccato dall’ottima discesa di Cancelo, ma a mancare è nuovamente la mira. Impagabile l’entusiasmo dei tifosi ospiti che tengono testa all’Inter nella prima frazione.

L’assalto non paga

Resta negli spogliatoi il giovane Pinamonti, rimpiazzato da Brozovic che va a posizionarsi alle spalle di Eder. Accorgimento che sembra giovare da subito agli uomini di Spalletti, pericolosi due volte con Gagliardini dalla distanza e proprio con Brozovic, impreciso da ottima posizione sul servizio di Karamoh. Sicuramente vivace il 19enne francese prelevato dal Caen, poco lucido sotto porta eppure apprezzabile per verve e intensità. Non è un caso che il suo braccio di ferro con Perilli vada in scena anche al 55’ e al 67’, occasioni neutralizzate dal portiere ospite e bilanciate dalle offensive del Pordenone. Il destro deviato di Sainz-Maza sfiora il palo di Padelli, poi è ancora il 24enne spagnolo a colpire al tiro trovando solo l’esterno della rete. Friulani encomiabili per spirito e identità, l’Inter colleziona corner ma non sblocca l’incontro: Karamoh cede il posto a Perisic, autore del cross che non trova Eder ma rivedibile da ghiotta posizione sull’ennesima sortita di Cancelo. Pordenone alle corde sopraffatto dalla stanchezza, tuttavia i nerazzurri non trovano il colpo del ko dopo l’ennesima parata di Perilli attento su Cancelo. A 10’ dalla fine Spalletti cala l’asso Icardi, mossa che giustifica le difficoltà dell’Inter nel finalizzare le tante chance prodotte. Porta stregata quella biancorossa, d’altronde pure il capocannoniere della Serie A spreca di testa in area piccola. E l’ennesima conclusione fuori misura dei padroni di casa, targata Perisic, manda la sfida ai tempi supplementari.

Decisivi Padelli e Nagatomo

Il tiro a segno della squadra di Spalletti riparte da dove si era interrotto: Icardi incrocia troppo il diagonale, imprecisione al tiro comune ad Eder una manciata di secondi più tardi e pure al 99’. Un assalto in piena regola dettato dal nervosismo e dal timore dei calci di rigore, spauracchi che non ribaltano il destino del match complice il palo di Icardi di testa e l’ennesimo riflesso di Perilli su Ranocchia. Al cambio di campo il copione è sempre lo stesso: mira difettosa per Perisic e Brozovic, errori che anticipano l’epilogo dal dischetto. La realtà dei fatti premia il sorprendente Pordenone, uscito imbattuto nei tempi regolamentari tra l’incredulità di tifosi e appassionati riuniti a San Siro quando lo stadio "Bottecchia" ospita 3.089 spettatori. Peccato che la serata magica di Perilli (impeccabile su Skriniar e Gagliardini) trovi un Padelli determinante come Nagatomo, autore del rigore decisivo che interrompe la marcia dei friulani. Inter ai quarti di finale, ma quanta fatica nella notte indimenticabile solo per il Pordenone.

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