Lazio-Inter, Marotta: "Futuro? Non ci saranno rivoluzioni, solo l'inserimento di giovani"
Coppa ItaliaIl presidente nerazzurro ha commentato il trionfo in Coppa Italia: "Tutti hanno dato il loro contributo dalla proprietà ai tifosi. La sconfitta dell'anno scorso ha lasciato il segno, ma Chivu che è il leader della squadra ha riportato il gruppo in carreggiata. Quest'anno abbiamo vinto due trofei, resta il puntino nero della Champions". E sul futuro: "Non è il caso di cambiare molto, proseguiremo la politica del mix tra giovani talenti e giocatori d'esperienza"
Il 'double' è nerazzurro dopo il trionfo in Coppa Italia. Festa all'Olimpico dell'Inter che, già conquistato il 21° scudetto, celebra anche la decima coppa della sua storia. Secondo titolo stagionale per la squadra di Chivu, traguardo commentato dal presidente Giuseppe Marotta: "C'è una squadra che va in campo e un’altra che è fuori in tutte le sue componenti. Ringrazio Ausilio, Baccin, Zanetti, Chivu, la squadra e tutti i nostri tifosi. Tutti hanno dato il loro contributo per questi risultati. Siamo contenti, quest’ultimo periodo abbiamo conseguito diversi risultati positivi ma cominciando dalla proprietà a tutte le componenti. Questo è il modello per avvicinarsi alla vittoria. A volte si perde, arrivare in finale è molto difficile. La sconfitta dell’anno scorso è stata pesante e ha lasciato il segno, ma è stato bravo Chivu che è il leader della squadra a rimettere in sesto tutto riportando il gruppo in carreggiata. Quest’anno abbiamo raccolto due trofei importanti in Italia, c’è il puntino nero della Champions ma va dato merito anche agli avversari".
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"Pensiamo a nuovi giovani talenti"
Marotta pensa già alla nuova stagione: "L’anno prossimo ci riproviamo, nel nostro Dna c’è la volontà di vincere. Continuiamo in un processo evolutivo coi giovani, Sucic per me è stato il migliore in campo. E i giovani hanno bisogno di tempo. Continueremo in questa politica di individuare giovani talenti da accompagnare a giocatori d’esperienza. Tra poco cominceremo ad accentrarci confrontandoci con la proprietà. Rivoluzioni? Non è il caso di cambiare più di tanto. Purtroppo l’anagrafe è fisiologica, massimo rispetto per chi non sarà più con noi. Fa parte del gioco. Ci sono dei cicli, alcuni protagonisti vengono meno. Non ci saranno rivoluzioni, ma l’inserimento graduale di giovani".
