Partorire in Belgio per chiamare il figlio Feyenoord

Eredivisie
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L'amore per la propria squadra di calcio non ha confini: lo insegna il racconto di un padre tifoso del Feyenoord

Non c'è limite alla passione per la propria squadra di calcio. L'ultimo esempio arriva da un tifoso del Feyenoord, che ha raccontato la propria storia nel programma radiofonico olandese Mattie & Marieke. Nei Paesi Bassi non è possibile esagerare con la fantasia nel dare i nomi ai propri figli, soprattutto facendo riferimento a squadre di calcio. E allora come fare per aggirare il problema? Semplice: "Ho deciso di portare mia moglie a partorire in Belgio per poter chiamare mio figlio Feyenoord, per la precisione Bryan Feyenoord. Curiosità: "Eravamo negli anni 2000. Inizialmente volevo chiamarlo come Leonardo Santiago - centrocampista brasiliano del Feyenoord dal 2000 al 2005 - ma poi lui ha lasciato la squadra. Per molti bambini veniva scelto ancora il suo nome anche se ormai aveva cambiato divisa, in quel momento ho pensato ‘a me questo non succederà'". E' bastato un viaggio nel momento decisivo per il lieto fine...

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