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14 febbraio 2018

Napoli-Lipsia, Sarri: "L'Europa League? Il calendario non aiuta"

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Gli azzurri si preparano al debutto stagionale in Europa League, dopo il terzo posto ottenuto nel girone di Champions. Domani la squadra di Sarri affronterà il Lipsia. L'allenatore ha presentato con Maggio la sfida in conferenza stampa

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Capolista in Italia, ma non ancora così vincente in Europa. Il Napoli, “retrocesso” dalla Champions all’Europa League, affronterà domani il Lipsia (secondo in Bundesliga), per la gara d’andata dei sedicesimi di finale della competizione. Maurizio Sarri ha presentato la gara in conferenza stampa, dal centro sportivo di Castel Volturno, insieme a Christian Maggio.

Si comincia con le domande a Maggio.

Vincere aiuta a vincere, quanto è importante questa partita?
“L’Europa League è importante per noi, vogliamo continuare a far bene. Affrontiamo una squadra rivelazione che si sta comportando bene in Bundesliga, ha tanti giovani interessanti che vogliono dimostrare il proprio valore. Ma anche noi abbiamo giocatori che hanno avuto meno minuti che vogliono dimostrare di meritare il Napoli”.

Le vittorie con Atalanta e Lazio vi hanno lasciato maggiore convinzione?
“Sono state diverse le situazioni in cui abbiamo pensato che può essere la volta buona. Sarebbe stupido negarlo, ma è pur vero che non abbiamo fatto ancora nulla perché mancano molte partite. Il cammino è lungo, ora dobbiamo pensare al Lipsia”.

Ha sempre risposto bene quando è stato chiamato in causa, è un esempio per chi scende domani in campo?
“Lo spero, per me è un’occasione importante. Al di là dell’età ci tengo a dimostrare il mio valore e spero di essere da stimolo per gli altri. In questi anni abbiamo avuto compagni con esperienza: quando serve aiuto, sanno dove trovarmi”.

E’ la squadra più bella in cui hai giocato?
“Difficile da dire, negli ultimi anni sono stati diversi i giocatori importanti, poi un allenatore ha saputo farli rendere al massimo. Prima calciatori forti non mancavano, ma non la squadra. Negli anni siamo cresciuti costantemente”.

Far parte del gruppo di Sarri vale di più dell’individualità?
“Seguiamo un percorso, anche chi gioca meno con questo modulo sembra comunque che ci giochi da tanto. Tutti hanno imparato, e questo è positivo. Deve essere il giocatore a comprendere gli automatismi. Sarri gioca diversamente dagli altri, sono contento che chiunque entri faccia bene”.

Dieci anni di Napoli, cosa ti ha dato Napoli?
“Sono successe tante cose, la città mi dà tanto, la mia famiglia sta bene e questo è ciò che conta. Ho sempre creduto in questo progetto e spero che non ci siano mai battute d’arresto. I tifosi sono giusti, qui si sta bene”.

Concluse le domande a Maggio, prende la parola l'allenatore.

Che motivazioni avrà il Napoli?
“Dobbiamo trovarle, siamo in 18 compresi tre portieri, abbiamo difficoltà numeriche. Cercheremo di fare comunque una partita seria e competitiva. Troviamo una squadra divertente e bella da vedere”.

In Europa le motivazioni saranno inferiori?
“E’ un passo in avanti che dobbiamo fare. Le nostre attenzioni sono maggiormente orientate verso un altro obiettivo, è chiaro. Penso sia normale che si diventi grandi prima nel proprio paese e poi in Europa”.

Sarà un’occasione per Sepe?
“Vedremo, parlerò con Reina per sentire le sue sensazioni. Se c’è bisogno di un turno di riposo preferisco darlo in trasferta così risparmia lo stress del viaggio. Sepe è comunque affidabile, il problema è relativo”.

Per una partita così serve più rigore o leggerezza?
“Dovremo accettare lo stress fisico, l’avversario ci costringerà ad una partita di grande livello. Cercheremo di limitare almeno lo stress nervoso”.

Le piace l’Europa League?
“E’ una manifestazione al limite della follia, giocando il giovedì sera si rientra in campo dopo 60 ore. La Lega non ci aiuta, il Lipsia ha giocato prima e poi lo farà di nuovo lunedì. E’ uno stress folle, ma è la seconda competizione europea e ha sempre il suo fascino. Ci può portare dello stress nel prosieguo, ma ora pensiamo soltanto a domani sera”.

Le è piaciuto il secondo tempo con la Lazio?
“Mi è piaciuto poterlo vedere dall’alto. Ma il nostro obiettivo è continuare a crescere perché quando poi si smette, si cala. Il primo obiettivo era diventare competitivi in Italia, poi provare a fare lo stesso in Europa e in questo facciamo ancora fatica”.

Milik è ancora indisponibile?
“E’ in crescita, ma deve dirmi lui quando se la sente di giocare uno spezzone e io farò di tutto per farlo giocare. Non mi ha ancora dato segnali in questo senso e io lo rispetto”.

Come sta Hamsik?
“Meglio, si è allenato ieri. Non è stanco perché ha giocato solo mezzora ma dovrà dirmi lui come sta”.

Quanto incideranno le coppe su Juve e Napoli?
“Non so, dipende da quanto andranno avanti. E’ un problema della Juve, per noi può pesare ma se recuperiamo tanti giocatori può diventare un’opportunità”.

Il San Paolo sarà quasi deserto.
“E’ la sensazione reciproca che si respira, spero che in tanti all’ultimo possano cambiare idea e che ci facciano giocare nel solito calore”.

Cosa teme del Lipsia?
“E’ una squadra dove tutti hanno accelerazioni. Gli esterni hanno qualità, gli attaccanti sono di livello, a centrocampo c’è quantità e qualità. Mi è piaciuto vederla per preparare la partita, e sono sorpreso dal fatto che sia uscito dalla Champions, perché è una squadra davvero forte”.

In emergenza Diawara può fare il centrale di difesa?
“Sarebbe un’emergenza che ci costerebbe parecchi gol perché la linea difensiva ha un modo di pensare diverso. Lavorandoci dal ritiro è un conto, ma ora sarebbe molto rischioso”.

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