Manchester United, Greenwood primo nato negli Anni Duemila a segnare con i Red Devils

Europa League

L'attaccante dello United decide la sfida contro l'Astana stabilendo un altro record dopo l’esordio a 17 anni nella passata edizione della Champions. In estate, invece, aveva steso l'Inter di Conte in amichevole. Ecco chi è il classe 2001 che ha stregato Solskjaer

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In casi come questo si usa un termine, spesso abusato: predestinato. Come non attaccare l’etichetta, però, nel caso di Mason Greenwood, baby (è un classe 2001) del Manchester United che ha regalato ai Red Devils la vittoria nella prima gara del girone di Europa League, firmando l’1-0 decisivo contro l’Astana.

Il gol-vittoria, certo: anche stilisticamente bello, con quel dribbling secco seguito dal diagonale, da posizione abbastanza defilata. Ma ciò che realmente ha già fatto entrare il piccolo Greenwood nella enorme storia del Manchester United è il fatto di essere stato il primo giocatore nato negli Anni Duemila ad andare in gol con la maglia dei Red Devils.

Chi è Mason Greenwood

Nato il 1° ottobre 2001 (per cui deve ancora compiere 18 anni), cresciuto nel settore giovanile dello United, quello di Greenwood è un nome che in realtà non suonerà nuovo ai tifosi italiani, in particolare a quelli nerazzurri, dato che un suo gol – anche in quel caso decisivo – in estate aveva risolto la sfida di International Champions Cup tra Manchester United e Inter. I più attenti, invece, lo ricorderanno nella passata Champions, quando entrando nel corso della gara di ritorno degli ottavi contro il Psg al minuto 87 – maglia numero 54 sulla schiena – diventò il più giovane di sempre nella storia del Manchester United a giocare nelle coppe europee: all’epoca aveva 17 anni e 156 giorni (a rendere ancora più affascinante la storia c’è il dettaglio che, poco dopo il suo ingresso in campo, lo United trova il gol-qualificazione al 94°, con il rigore di Rashford che farà infuriare Neymar, poi squalificato per gli insulti “social” all’arbitro).

Il fiuto di Solskjaer

Sempre nella passata stagione, Greenwood ha iniziato a collezionare presenze anche in Premier, con tre partite giocate nel finale di campionato grazie alla fiducia concessagli da Solskjaer. Fiducia rinnovata nella prima serata di Europa League di questa edizione, con l’allenatore norvegese che lo lancia addirittura titolare dal 1’, nei tre dietro a Rashford unica punta, lui che quel ruolo, così come quello di centravanti, l’ha “imparato” solo di recente, dato che nella Academy nasce centrocampista. Solskjaer però è uno che ha l’occhio per certi movimenti da attaccante e in quelle giocate rapide, oltre che nella capacità di usare sia destro che sinistro (il suo “vero” piede) per calciare, ci ha visto il centravanti del futuro dello United, un “finalizzatore naturale”, per usare le parole dell’esperto Ole Gunnar.

Anche grazie a lui lo United ha rinunciato meno a malincuore a Lukaku, che Greenwood aveva già sostituito in estate in un’amichevole contro il Leeds. Con il belga fuori per infortunio (ufficialmente; ma erano anche i giorni in cui si trattava la sua cessione), Greenwood si è preso la scena al centro dell’attacco andando in gol dopo appena 7’. La precocità, nel suo caso, sembra essere un vizio.

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