Mister Condò: Balotelli, Cassano e lo spettacolo di Germania-Italia 2012

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Secondo episodio di Mister Condò - Speciale Europei: Germania-Italia 2012. Cesare Prandelli e Paolo Condò rivivono il film della partita della “strana coppia” Cassano&Balotelli. Da oggi alle 19 su Sky Sport Uno e disponibile on demand

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Se fosse una serie tv, il titolo sarebbe “Attenti a quei due”, Antonio Cassano e Mario Balotelli, protagonisti indiscussi della semifinale di ad Euro 2012, Germania-Italia, la partita che riviviamo grazie al ricordo del c.t. di quella Nazionale, Cesare Prandelli, protagonista dello speciale racconto di Paolo Condò in onda su Sky Sport Uno a partire da venerdì 11 giugno alle 19.00.

Prandelli: si parte sempre con l'idea di vincere

"Probabilmente la maggior parte delle persone non pensavano che potessimo avere un percorso lungo a quegli Europei. Era un Europeo itinerante quindi dovevamo prendere sempre aerei e la nostra base era a Cracovia. Il problema erano le trasferte, quindi la difficoltà era nella programmazione. Programmazione vuol dire pensare di iniziare questa avventura e arrivare fino alla fine. Tutti i giocatori hanno, non solo inconsciamente, ma anche con grande determinazione, la voglia di arrivare in una finale di un campionato europeo. Parti con l'idea di vincere, parti con l'idea di mettere in difficoltà le grandi squadre"Cesare Prandelli

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Cassano e Balotelli non sono particolarmente amici, dopo quell’Europeo falliranno entrambi, e in modo fragoroso, il successivo Mondiale, ma quella sera a Varsavia, qualcosa nelle loro teste e nei loro cuori si allinea, e lo spettacolo che ne deriva è fra i più belli nella storia del nostro calcio.

La Nazionale degli oggetti smarriti

approfondimento

Paolo Condò rivive le gare leggendarie dell'Italia

La Nazionale del 2012- racconta Paolo Condò- è un ponte che unisce gli ultimi campioni del mondo, i “ragazzi del 2006”, con l’attualità. In quella squadra ci sono i frutti maturi del titolo di Lippi, dalla nobiltà del Pirlo regista alla grandezza di De Rossi davanti o anche in mezzo alla difesa. E ci sono, alle prime armi azzurre, i ragazzi che il tempo avrebbe traghettato fino all’Italia di Mancini in un’altra veste: il magistero di Bonucci e Chiellini, la saldezza di un dodici come Sirigu. Ma se questi sono i perni, le giunture, le cuciture di quella Nazionale, quel che tutti vedono è altro: il sogno di una notte di inizio estate riguarda due campioni perduti prima e dopo quel torneo, perché questa è anche la Nazionale degli oggetti smarriti. Antonio Cassano e Mario Balotelli. Quel che poteva essere e non è stato, se non nei giorni ruggenti di Ucraina e Polonia, anzi, nel giorno di Germania-Italia, il 28 giugno del 2012, quando a Varsavia Cesare Prandelli condusse gli Azzurri a disputare ancora una volta una finale. 

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Quella tedesca è una nazionale infinita, reduce dalla semifinale mondiale in Sudafrica e diretta verso il titolo assoluto in Brasile. La nostra nazionale invece è una sorpresa infinita, perché nasce da una ricostruzione e da un ideale: formare un gruppo rispettoso in grado di vincere. È questa la prima grande rivoluzione che col suo codice etico Cesare Prandelli prova a fare. La stessa da cui ripartirebbe, ancora oggi, se sedesse di nuovo in panchina.

Il codice etico di Prandelli

"In questo momento il codice etico è la cosa più importante del calcio italiano. Magari in quel momento non era stato capito da molti. È nato una domenica sera quando abbiamo una delle prime convocazioni. Ho fatto una riunione di calciatori e ho detto che la cosa per me più importante è il momento delle convocazioni e convocare i giocatori che in quel momento potevano rappresentare l'Italia, ma da un punto di vista anche morale. La risposta sorprendente dei giocatori è stata: va bene, siamo perfettamente d'accordo”. Cesare Prandelli.

C’è però un codice che Cesare di sicuro ha intuito, quello per decriptare i file personali di due dei talenti migliori degli ultimi 40 anni del calcio italiano: Balotelli e Cassano, i due oggetti smarriti che questo Europeo ci fa ritrovare.

 

Balotelli&Cassano

"L’idea di chiamare Balotelli e Cassano nasceva dal fatto che ritenevo e ritengo che siano giocatori da un punto di vista della qualità straordinari. Cassano è uno dei giocatori forse negli ultimi 30 anni con una qualità straordinaria, riesce a trovare i tempi dello smarcamento tra le linee, è un giocatore altruista, è un giocatore che vede gioco, è un giocatore che ha personalità e non ha paura di rischiare, non ha paura di farsi dare la palla, quindi un giocatore di grandissima personalità. Balotelli è un giocatore che ha sempre fatto intravedere delle possibilità straordinarie in quello europeo io penso che abbia dato il massimo. Ha grande motivazione, ha grande voglia di essere protagonista, ma soprattutto è un attaccante che non dava proprio un riferimento preciso e quindi l'idea con un centrocampo tecnico. L'idea era basata proprio su questo progetto tecnico"Cesare Prandelli

Il primo gol, soprattutto, è possibile solo dalla combinazione fra i due talenti. Quando Cassano riceve da Chiellini, intuisce subito l’ingenuità di Hummels, che alle sue spalle ha provato a togliergli il pallone senza riuscirci, esponendosi alla fulminea piroetta di Antonio. Il suo piede forte sarebbe il destro, ma il tedesco gli sta girando attorno per inseguirlo, e deve usare il sinistro. Balotelli, dietro Badstuber, ha capito al volo che Cassano crosserà da lì. Mario sa che il pallone scavalcherà il suo marcatore, ma gli è bastato un passo per uscire dal suo radar, un passo necessario per staccare e arrivare puntuale al rendez-vous col pallone. Il colpo di testa in controtempo spiazza Neuer.

 

Ecco- continua Condò- siamo arrivati al raro momento in cui Mario festeggia il gol come impazzito, tirandosi la maglia, accettando e sollecitando l’abbraccio dei compagni, correndo verso Cassano, mentre Prandelli in panchina non ci sta più dentro, e per una volta sembra godersi il prezioso ruolo di custode del deposito oggetti smarriti. Sedici minuti dopo, la folgore di Balotelli trafiggerà Neuer per la seconda volta, mettendo al sicuro il risultato e innescando un diverso modo di festeggiare, l’ostensione di una muscolatura invidiabile, perfetta.

Sulla panchina azzurra invece, tutti esultano, è un tripudio di festa per un risultato che di lì in poi sarà solo da gestire. I tedeschi non mollano, soprattutto dopo il 2-1 su rigore nel finale. Ma non è questa l’immagine con cui questa partita può terminare. Ce n’è una ben più forte, che a un ct sensibile non può sfuggire ed è proprio al fischio finale, quando Mario Balotelli guarda in cielo e la prima cosa che fa va a cercare la mamma.

L'abbraccio tra Balotelli e la mamma

"Il momento più bello dell'Europeo è stato sicuramente l'abbraccio di Mario con la mamma. Perché in quel momento i giocatori spesso pensano alla propria prestazione, a quello che hanno fatto ma in quel momento è stato un gesto profondo, emozionante bello, che penso abbia trasmesso qualcosa di particolare, che non si vede su un campo da calcio"Cesare Prandelli

 

In quell’abbraccio commosso c’è talmente tanta vita da uscirne ubriachi, però, col tempo, il pensiero ritorna sempre al passo di danza di Antonio e al volo imperioso di Mario, un incontrarsi e dirsi addio. Da quell’attimo i due avrebbero combinato davvero poco, insieme e individualmente.

 

Di quell’esperienza, oltre alla soddisfazione per quegli attimi tanto intensi ed emozionanti, a Cesare Prandelli resta indubbiamente il rammarico per una finale non programmata organizzativamente nei minimi dettagli, il dubbio di non aver avuto il tempo di capire le condizioni degli uomini a disposizione, forse persino l’errore di aver premiato i giocatori che gli avevano dato tanto ed erano arrivati lì, a un passo da quel titolo che agli Azzurri continua a sfuggire.

Balotelli

Un gruppo "umano"

"Dicono che in certi momenti il cinismo è quello che paga più di tutti, ma a me rimane dentro un grande ricordo umano di questo gruppo. Non voglio dare mai un consiglio tecnico, di strategie e sistemi di gioco a chi sta per scendere in campo, ma il consiglio di programmare la finale, il pre-gara, la finale, i dettagli dei trasferimenti, degli orari". Cesare Prandelli.

Mister Condò - Speciale Europei: tre puntate da non perdere

Paolo Condò rivive da cronista tre grandi partite della nostra Nazionale agli Europei, attraverso le immagini e le voci di tre dei protagonisti principali. In onda sui canali Sky Sport e disponibili on demand. Ascolta quando vuoi le anticipazioni in podcast.

 

  • Ep.1 - Mister Condò, Olanda-Italia 2000: disponibile on demand. Francesco Toldo e Paolo Condò rivivono il film di Olanda – Italia de 29 giugno 2000, una delle partite più incredibili della storia degli Azzurri all’Europeo di calcio.

 

  • Ep.2 - Mister Condò, Germania-Italia 2012: dall’11 giugno alle 19.00 su Sky Sport Uno. Cesare Prandelli e Paolo Condò rivivono il film di Germania – Italia del 28 giugno 2012 e “Attenti a quei due”, la strana coppia dell’Europeo: Antonio Cassano e Super Mario Balotelli.

 

  • Ep. 3 - Mister Condò, Italia-Spagna 2016: dal 16 giugno alle 23.45 su Sky Sport Uno. Antonio Conte e Paolo Condò rivivono il film di Italia-Spagna del 27 giugno 2016, agli ottavi di finale della penultima edizione continentale. Un’incontenibile gioia di vincere. 

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