Morata: "Dopo Spagna-Polonia ho ricevuto minacce di morte per i miei figli"

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L'attaccante della nazionale di Luis Enrique si è sfogato ai microfoni della radio spagnola Cope: "Dopo la Polonia sono stato nove ore senza dormire, capisco le critiche ma la gente dovrebbe mettersi nei miei panni e rendersi conto di cosa vuol dire ricevere minacce. Mi sono sentito dire che i miei figli devono morire, mi infastidisce che allo stadio vengano dette queste cose"

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Un inizio di Europei non esaltante, che ha portato a diverse critiche nei suoi confronti. Alvaro Morata non sta vivendo al meglio questa prima fase della competizione e ha raccontato le proprie difficoltà ai microfoni della radio spagnola Cope. Un gol in queste prime tre partite, ma anche tanti errori sotto porta (tra cui il rigore sbagliato nell'ultimo match contro la Slovacchia) che hanno portato non soltanto giudizi negativi, ma anche ignobili minacce nei confronti suoi e dei suoi cari: "Non sto facendo bene il mio lavoro. Dopo la Polonia sono stato nove ore senza dormire, ho ricevuto minacce, insulti alla mia famiglia del tipo 'spero che muoiano i tuoi figli'. Però posso dire che sto bene, forse qualche anno fa mi sarei sentito molto peggio".

"La gente dovrebbe mettersi nei miei panni"

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Alvaro Morata ha proseguito puntanto il dito contro quelli che lo hanno minacciato: "Capisco che arrivino critiche perché non ho segnato, ma la gente dovrebbe mettersi nei miei panni e capire cosa significhi ricevere minacce, sentirsi dire che i tuoi figli devono morire. Quando poi succede una tragedia allora si dice che era un bravo ragazzo. Io quando torno in albergo metto via il telefono, ma mi infastidisce che vengano dette queste cose a mia moglie o ai miei figli allo stadio". Anche per questo Alvaro Morata si rivolge spesso allo psicologo della nazionale spagnola: "Ci aiuta molto, è utile avere una persona che ti ascolta quando ne hai bisogno. Anche per la paura di volare? Sì, i miei compagni mi prendono in giro per questo, ma per fortuna posso parlarne con lui"