Il Tribunale Arbitrale dello Sport ha condannato la Lazio Women a risarcire la centrocampista svedese Maja Göthberg per aver interrotto il rapporto professionale dopo la scoperta della sua gravidanza. Il Tas ha riconosciuto alla giocatrice oltre 69 mila euro tra indennizzi e risarcimenti, ravvisando anche una violazione della privacy legata alla diffusione di informazioni mediche. La replica del club: "Situazione complessa, mai agito in mala fede"
La Lazio Women è stata condannata dal Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) di Losanna a risarcire la calciatrice svedese Maja Göthberg per la mancata prosecuzione del rapporto professionale dopo la scoperta della sua gravidanza. Il collegio arbitrale ha stabilito che il club biancoceleste ha interrotto in modo illegittimo il rapporto lavorativo con la centrocampista, riconoscendo alla giocatrice un indennizzo economico complessivo di quasi 70 mila euro ai quali si sommerebbero gli interessi. La vicenda rappresenta un precedente importante nell'ambito della tutela della maternità nel calcio femminile, essendo uno dei primi casi in cui il Tas ha applicato le norme Fifa a protezione delle giocatrici in gravidanza.
La decisione del Tas
Secondo quanto stabilito dal Tribunale Arbitrale dello Sport, Göthberg riceverà 64 mila euro lordi come risarcimento salariale per l'interruzione del rapporto contrattuale, oltre a un ulteriore indennizzo di circa 5.333 euro lordi per la violazione dei diritti personali della giocatrice. Il Tas ha ritenuto che tra le parti fosse stato raggiunto un accordo sostanziale per il rinnovo del contratto dopo la promozione della Lazio Women in Serie A, nonostante la firma definitiva non fosse ancora arrivata.
Il caso e la gravidanza
La centrocampista svedese aveva contribuito alla promozione della squadra biancoceleste nella stagione 2023-24. Durante le trattative per il rinnovo, la giocatrice ha scoperto di essere incinta e ha scelto di informare il club della propria situazione. Secondo la ricostruzione accolta dal Tas, dopo quella comunicazione la Lazio avrebbe deciso di non procedere con la formalizzazione dell'accordo precedentemente raggiunto. Elementi decisivi nel procedimento sono stati anche alcuni messaggi WhatsApp presentati come prove dalla giocatrice che hanno dimostrato che il club biancoceleste era a conoscenza della gravidanza.
Violata anche la privacy della calciatrice
Nella sentenza emerge inoltre un altro aspetto rilevante. Il Tribunale ha infatti accertato nella Lazio una violazione della riservatezza relativa alle informazioni mediche della calciatrice, la sua gravidanza sarebbe stata infatti comunicata ad altre persone - le compagne di squadra - senza il suo consenso. Per questo motivo il Tas ha riconosciuto un ulteriore risarcimento economico a favore della giocatrice.
Le parole di Göthberg
Dopo la sentenza, Göthberg ha sottolineato come il caso vada oltre il semplice aspetto sportivo. "Questo caso non riguarda solo il calcio, ma l'essere trattata con equità e rispetto in un momento importante della mia vita. La gravidanza non dovrebbe mai essere considerata un motivo per negare a una giocatrice opportunità lavorative", ha spiegato la centrocampista, che ha espresso l'auspicio che la decisione possa contribuire a rendere il calcio femminile un ambiente più tutelante per le atlete che desiderano conciliare carriera e famiglia. La direttrice legale del sindacato dei calciatori Fifpro, che ha sostenuto la battaglia legale di Maja Göthberg, Alexandra Gomez Bruinewoud ha dichiarato: "Questo caso dimostra che i regolamenti Fifa sulla maternità non sono solo parole e che offrono una reale protezione alle giocatrici. I club non possono semplicemente interrompere un rapporto di lavoro, anche se non formalizzato in modo completo, una volta che vengono a sapere che una giocatrice è incinta".
Il comunicato della Lazio Women
"La S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. prende atto della decisione assunta dal Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) nel procedimento promosso dalla calciatrice Maja Göthberg - si legge nel comunicato -. Pur rispettando integralmente il pronunciamento arbitrale, la società ritiene opportuno evidenziare alcuni aspetti della decisione che confermano la particolarità e la complessità della vicenda. Il Collegio Arbitrale ha infatti riconosciuto la natura eccezionale del caso, caratterizzato da una serie di circostanze oggettive che lo distinguono dalle ordinarie controversie in materia contrattuale. Tra queste, il fatto che la calciatrice abbia comunicato la propria gravidanza prima dell'inizio della stagione sportiva, prima dell'arrivo presso il club e prima della sottoscrizione formale del contratto. Proprio in considerazione delle peculiarità della vicenda, il Tas non ha applicato le ulteriori sanzioni previste dal Regolamento Fifa per i casi di risoluzione del rapporto legati alla maternità, riconoscendo l'assenza di mala fede da parte della S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. e rilevando come il club abbia operato sulla base di una valutazione giuridica poi ritenuta non corretta dal Collegio Arbitrale. La decisione evidenzia inoltre come il rapporto tra le parti sia stato gestito esclusivamente attraverso l'intermediazione dell'agente della calciatrice. ... Gli stessi arbitri hanno sottolineato che tra la società e la calciatrice non vi è mai stato un contatto diretto e che quest'ultima avrebbe potuto verificare personalmente la disponibilità del club a proseguire il rapporto prima di avviare il contenzioso. ... La S.S. Lazio Women 2015 A.R.L. ribadisce il proprio impegno a favore della tutela delle atlete e dei principi di inclusione, rispetto e pari opportunità che caratterizzano il calcio femminile moderno. La società continuerà a garantire il massimo livello di attenzione nei confronti delle proprie tesserate e ad adeguare costantemente le proprie procedure interne alle evoluzioni normative e regolamentari nazionali e internazionali".