Carboni a Sky: "Da Ds del Valencia provai a prendere Ancelotti e Cristiano Ronaldo"

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L'ex difensore di Roma e Valencia è intervenuto in esclusiva a Sky Sport: "La partita di San Siro fra l'Atalanta e gli spagnoli ha ingrandito l'epicentro del virus in Europa". Poi sul suo passato da direttore sportivo: "Ho provato a portare al Mestalla Ancelotti e Cristiano Ronaldo"

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Italia e Spagna, in Europa, sono i due Paesi senza dubbio maggiormente colpiti dall'emergenza Coronavirus. Sono anche le due case di Amedeo Carboni che, dopo sette anni alla Roma, ha terminato la carriera al Valencia, dove è rimasto dal 1997 al 2006 e anche dopo, da direttore sportivo. Proprio il Valencia, ad oggi, è una delle squadre spagnole più in difficoltà, dal momento che conta circa il 35% del personale positivo al COVID-19. Qualcuno, come ad esempio il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, ha parlato della partita di San Siro con l'Atalanta dello scorso 19 febbraio come vera e propria bomba biologica che ha scatenato la diffusione del virus: "Senza dubbio è stato un evento sportivo che ha avuto la sua influenza, dato che ha radunato tante persone e considerati poi i tristi fatti che si stanno registrando a Bergamo - ha spiegato Carboni in diretta su Sky Sport - ma guardare troppo indietro non è il caso, bisogna guardare al presente e alle persone che soffrono di più e al futuro. Quell'evento ha comunque ingrandito l'epicentro in Europa. La Spagna, rispetto a noi, è indietro di 10-15 giorni. Ha iniziato a guardare l'Italia come riferimento con questo ritardo. Il nostro paese si è dimostrato preventivo, è stato molto responsabile, forse anche eccessivo nei confronti di un virus molto contagioso. In Spagna no. Qui a Valencia si è festeggiato Le Fallas, la festa della città celebrata da milioni di persone mentre si è deciso di chiudere il Mestalla".

"Provai a portare Ancelotti e CR7 a Valencia"

Il discorso poi si fa più leggero. La mente torna indietro nel tempo, al suo approdo al Valencia: "Arrivai nel pieno boom sociale ed economico - ricorda - noi stranieri pagavamo solo il 25% di tasse. Poi si trattava di un club in piena crescita, ho conosciuto molti professionisti. Dentro le varie rose ci sono sempre stati grandi stelle". Poi spazio a qualche aneddoto: "Sul mio contratto c'era il via libera per uscire in moto. Fu una delle clausole che feci mettere. Non ho mai avuto il procuratore, mi sono sempre dovuto arrangiare. Ma mi divertivo nelle trattative, i presidenti molte volte mi hanno cacciato dai loro uffici". Ritiratosi a 41 anni dopo due finali di Champions perse, due titoli in Spagna, una Coppa Uefa e una Supercoppa Europea, ha vestito i panni di direttore sportivo del Valencia per una stagione, in cui portò in squadra Morientes, Albiol e David Silva: "Provai a prendere Ancelotti per la panchina. Sarebbe stata la sua prima esperienza lontano dall'Italia, aveva appena salutato il Milan. E sono stato vicino anche a Cristiano Ronaldo. Avevamo radunato una serie di contratti che ci avrebbero permesso di fare l'offerta allo United. Con Mendes inoltre ci vedevamo spesso, poi alla fine - come spesso accade - è successo qualcosa che ha fatto saltare tutto".

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