Stoichkov: "Il Barça di Guardiola? La squadra era già fatta, poteva solo vincere"

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Lo storico fuoriclasse bulgaro punge l'ex compagno di squadra: "Henry, Deco, Ronaldinho. Con dei giocatori del genere quel Barça avrebbe vinto comunque, con o senza Pep"

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Sette stagioni e 13 trofei insieme, protagonisti del Barcellona degli anni '90 e uno di loro anche nel decennio successivo da allenatore. Ma secondo Hristo Stoichkov, i meriti di Guardiola sulla panchina blaugrana sono stati marginali: "Il lavoro di Pep è stato facile. Tutto era apparecchiato per vincere", l'ex attaccante sorprende tutti ai microfoni del Mirror. In quattro stagioni alla guida del Barça, tra 2008 e 2012, l'attuale allenatore del Manchester City è riuscito ad alzare addirittura una coppa in più di quelle messe in bacheca da centrocampista. "Ma veniva dalla cantera", insiste Stoichkov, "conosceva perfettamente la struttura del club e soprattutto si trovò in eredità la squadra costruita da Rijkaard".

"Sbocciò Messi, il resto conta poco"

Il Pallone d'Oro 1994, oggi opinionista tv negli Stati Uniti, continua a spiegare perché ridimensionare così uno degli allenatori più vincenti di sempre. "Messi e altri grandi giocatori avevano già debuttato con Rijkaard e avrebbero raggiunto risultati spettacolari con o senza Pep. Henry, Deco, Ronaldinho, Puyol: era un gruppo fantastico, a cui poi si aggiunsero altri giocatori chiave come Iniesta o Pedro. Ed esplose Leo: fu quello a completare la squadra. A quel punto sarebbe stato impossibile non vincere". Paradossalmente, Stoichkov riserva un commento più positivo a Mourinho: "Me lo ricordo al Barça", dove il portoghese fu viceallenatore di Robson e Van Gaal negli ultimi anni di carriera dell'attaccante. "Era un ragazzo intelligente, con tanta voglia di imparare. Dagli allenamenti fisici al lavoro con la palla: cercava di prendere nota di tutto".

 

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