Scontro Fifa-Uefa: la ricostruzione e tutte le tappe della vicenda
cos'è successoIntroduzione
L'ultimo capitolo dello scontro tra Uefa e Fifa è stato scritto nella giornata di giovedì 6 agosto, con la conferma da parte della Uefa del boicottaggio minacciato nei giorni precedenti nel caso Infantino non avesse rivisto la propria posizione riguardo la proposta di privatizzare le principali competizioni. "Nulla è cambiato", scrive la Uefa in un comunicato, "abbiamo perso fiducia nella presidenza Infantino".
Ma come si è arrivati a questo scontro? Domande, risposte e tutte le tappe della vicenda per fare chiarezza
Quello che devi sapere
28 luglio: la proposta della Fifa, aprire a capitali privati
Inizia tutto martedì 28 luglio, a Mondiale finito e campionati non ancora iniziati. Lo anticipa il Financial Times, poche ore dopo lo conferma la stessa Fifa: la federazione calcistica internazionale sta preparando una svolta finanziaria destinata a cambiare il modello economico del calcio mondiale. In sostanza, la Fifa sta studiando la creazione di una nuova società — controllata e posseduta dalla Fifa stessa — studiata per attirare investitori esterni (cioè capitali privati) e trasformare in liquidità il successo finanziario frutto dell'ultimo Mondiale.
Il nome è 'Fifa Forward Enterprise' (FFE). Secondo quanto già anticipava il Financial Times, la società avrebbe una valutazione di venti miliardi di dollari e la Fifa avrebbe incaricato la banca d'affari statunitense JPMorgan di seguire l'operazione con l'obiettivo di collocare sul mercato circa il 20% della nuova entità.
FFE: cos'è e cosa fa
La Fifa, confermando la notizia, ha anche pubblicato una serie di dettagli sulla nuova entità, che sarebbe una "società controllata e posseduta dalla Fifa, che consoliderebbe i diritti commerciali e le attività relative agli eventi della Fifa". Sarebbe "un'aggiunta alle diverse filiali già esistenti, create nel corso degli anni, ognuna delle quali ha funzioni specifiche e distinte". Nel dettaglio, la FFE "gestirà i diritti commerciali e le operazioni relative agli eventi Fifa, coprendo tutte le competizioni di proprietà dalla federazione calcistica internazionale, nonché sponsorizzazioni, trasmissioni, licenze e iniziative future".
Cosa porta la FFE, secondo la Fifa
L'obiettivo dichiarato dalla stessa federazione è "accrescere il valore di queste proprietà (le competizioni, ndr) a beneficio delle 211 Federazioni affiliate". E ancora: "Con la crescita di questi ricavi — dice la Fifa — aumenterebbero anche le distribuzioni alle federazioni calcistiche, fornendo loro maggiori fondi per promuovere il gioco".
Sul piano strettamente concreto, "i finanziamenti previsti dal programma FFE — si legge sempre sul sito ufficiale Fifa — porterebbero 20 milioni a ciascuna federazione per il periodo 2027-2030, contro gli otto attuali del periodo 2023-2026, per un totale di oltre quattro miliardi di dollari per tutte le 211 federazioni".
Cosa non cambierebbe, secondo la Fifa
Stando a quanto affermato dalla federazione calcistica internazionale, la Fifa "continuerebbe a fare tutto ciò che fa oggi per governare e sviluppare il calcio, compresa la regolamentazione e la definizione delle competizioni, l'organizzazione e la supervisione dei tornei, la guida dello sviluppo calcistico di base a livello globale". In sintesi, secondo la Fifa, "la Fifa continuerà a governare il calcio e i suoi tornei".
Cosa deve succedere perché la FFE si realizzi?
Lo ha detto lo stesso presidente Infantino: "Nel rispetto dei principi democratici, questo progetto andrà avanti solo se la maggioranza di voi (le 211 federazioni, ndr) lo deciderà, cioè se la maggioranza deciderà che sia la cosa giusta da fare, insieme all'approvazione del Consiglio Fifa".
La risposta immediata dell'Uefa: "Non spetta a voi vendere il calcio"
Siamo sempre a martedì 28 luglio. Pochi minuti dopo la conferma della Fifa, arriva la prima, dura, risposta dell'Uefa, consegnata a un comunicato postato su X: "Quanto letto sull'articolo del Financial Times oltrepassa un limite che le istituzioni che governano il calcio non dovrebbero mai superare — si legge —. La Uefa prenderà la questione estremamente sul serio, così come ogni Federazione calcistica nazionale e ogni parte interessata: leghe, club, giocatori, tifosi, governi e chiunque abbia a cuore il futuro del calcio. L'anima e la gestione del calcio non sono beni da scambiare, soprattutto in assenza di trasparenza su chi ne possa trarre un profitto finanziario. Nessuno di noi è il proprietario del calcio. Non spetta alla Fifa venderlo."
29 luglio: l'ulteriore dichiarazione della Uefa
Passano meno di ventiquattro ore e la Uefa rilascia un'ulteriore dichiarazione sui piani della Fifa: "Oggi abbiamo appreso della scadenza fissata dalla Fifa per le federazioni, che dovranno sostenere le proprie proposte, pena il ritiro dell'offerta di pagamento una tantum. Questo dice tutto ciò che c'è da sapere su questo piano".
"Tuttavia, dopo aver discusso con numerose parti interessate nel mondo del calcio, la Uefa sa che esiste una forte e crescente opposizione al piano della Fifa. La Fifa non può continuare a usare il nostro sport per arricchire se stessa e i suoi amici. Possiamo far crescere il calcio in modo corretto. È tempo di dare priorità alle federazioni, ai club, alle leghe, ai giocatori e ai tifosi". E infatti il giorno dopo…
30 luglio: le federazioni europee sono pronte al boicottaggio
Passano altre ventiquattro ore e la presa di posizione Uefa, se possibile, diventa ancora più dura. Sicuramente diventa più 'larga' in quanto a partecipazione. Con un comunicato approvato all'unanimità dalle 55 federazioni affiliate, la Confederazione europea ha minacciato di boicottare le competizioni Fifa qualora la proposta di Infantino di trasferire la proprietà della Coppa del Mondo e di altre competizioni Fifa a investitori privati vada avanti. Sostanzialmente: finché il progetto resta sul tavolo, le nazionali Uefa non prenderanno parte ad alcuna competizione organizzata dalla Fifa.
Riportiamo alcuni dei passaggi più significativi del comunicato (che trovate integrale qui): "La Coppa del Mondo non può essere considerata un prodotto di investimento. È una delle più grandi eredità sportive del calcio (…) Nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati. La Coppa del Mondo non è in vendita. (…)Le federazioni nazionali di tutto il mondo si trovano ora di fronte a un ultimatum: accettare la conquista irreversibile delle più grandi competizioni calcistiche o subirne le conseguenze. Questa non è una "decisione democratica", bensì un governo basato sull'intimidazione (…) Nel momento in cui investitori esterni acquisiscono quote di proprietà nelle competizioni Fifa, il calcio cambia per sempre (…) Da quel momento in poi, ogni decisione sul calendario internazionale, ogni decisione sui formati delle competizioni e ogni decisione che plasma il futuro del calcio non è più guidata da ciò che è meglio per il gioco, ma da ciò che è meglio per gli azionisti".
30 luglio, anche la Concacaf si schiera
Un analogo comunicato a quello della Uefa, è stato poche ore dopo diramato anche dalla Concacaf, l'organo amministrativo, organizzativo e di controllo del calcio del Nordamerica, Centroamerica e dei Caraibi: "La Concacaf è una confederazione unita dall'amore per il calcio, dove il gioco viene prima di tutto. Guidati da questa filosofia, negli ultimi dieci anni abbiamo costruito, partendo da zero, un'organizzazione fondata sul servizio, sulla trasparenza nella governance e sulla gestione a lungo termine del calcio. La storia ha dimostrato alla Fifa e alla famiglia del calcio cosa succede quando i custodi di questo sport perdono di vista questi valori. Con questo in mente, la Concacaf ha convocato oggi una riunione dei presidenti delle sue 41 Federazioni affiliate, insieme al suo Presidente, ai membri del Consiglio e ai membri del Consiglio FIFA, per discutere una proposta elaborata e presentata dal Presidente FIFA per la creazione di "FIFA Forward Enterprise" e la cessione di quote della Coppa del Mondo FIFA a investitori privati. Durante la riunione, i membri hanno espresso profonda preoccupazione per la mancanza di un adeguato iter procedurale intorno alla proposta, per la scadenza artificialmente breve imposta e per l'assenza di qualsiasi revisione o approvazione da parte degli organi di governo FIFA competenti. Inoltre, è stata messa in discussione la necessità di investimenti di private equity per finanziare i programmi FIFA Forward, nuovi ed esistenti, dopo la Coppa del Mondo FIFA più redditizia della storia. La discussione ha ribadito la necessità di maggiore trasparenza e di una governance adeguata. Per questi motivi, la Concacaf e le sue 41 Federazioni affiliate hanno:
- Respinto la proposta;
- Incaricato i propri membri del Consiglio Fifa di coinvolgere la FIFA per determinare come le ingenti riserve Fifa esistenti possano essere utilizzate per incrementare i finanziamenti del programma Fifa Forward per lo sviluppo del calcio nella nostra regione;
- Incaricato i propri membri del Consiglio Fifa di dare istruzioni al Presidente Fifa affinché ogni questione segua le corrette procedure di governance, coinvolgendo il personale e il Consiglio FIFA, in conformità con lo Statuto Fifa.
- Con queste azioni, la Concacaf ribadisce che il futuro del calcio – e la sua risorsa più preziosa – deve rimanere nelle mani della nostra famiglia calcistica".
31 luglio: la risposta della Fifa. "Chiarimenti sulla Ffe"
A seguito di quanto successo, la Fifa ha pubblicato sui propri canali social un lungo chiarimento sul progetto: "Chiarimenti sulla proposta Fifa Forward Enterprise (Ffe)
- La Fifa riconosce e rispetta le opinioni e le preoccupazioni espresse pubblicamente.
- La Fifa riafferma il proprio impegno a favore di un processo di consultazione aperto e democratico.
- Informazioni errate diffuse dai media hanno compromesso il processo di consultazione programmato.
Abbiamo preso atto dei riscontri forniti dalle rispettive confederazioni in merito alla proposta di istituire la Fifa Forward Enterprise (FFE) e desideriamo affrontare le questioni emerse a seguito delle prime notizie diffuse dai media martedì. Rispettiamo le osservazioni e le preoccupazioni espresse pubblicamente e ribadiamo il nostro impegno a favore di una consultazione aperta e democratica. Il processo di consultazione programmato ha subito interruzioni a causa di notizie diffuse dai media che non corrispondevano al vero. Proseguiremo con tale processo per garantire che ogni Associazione Membro abbia la possibilità di esprimere il proprio voto sulla base dei fatti. La FFE è stata proposta esclusivamente per garantire che tutte le Associazioni Membro (AM) della Fifa abbiano l'opportunità di assumere un ruolo di reale protagonismo nella valorizzazione delle opportunità commerciali legate al calcio nei rispettivi paesi, senza che ciò vada a scapito dello spirito o della governance della FIFA o del calcio stesso.
Nessuno sta vendendo il calcio. È un'ipotesi che la Fifa non prenderebbe mai in considerazione. Tutti hanno il diritto di esprimere la propria contrarietà e di chiedere ulteriori chiarimenti, ma nessun singolo ente può pretendere di rappresentare tutte le 211 federazioni affiliate nel mondo. A ogni federazione dovrebbe essere consentito di esaminare la proposta e di contribuire a definire il proprio futuro. Questi sono i principi democratici della FIFA. Sulla proposta:
- Ffe trasferirebbe le attività commerciali e operative della FIFA relative alla realizzazione degli eventi a una società controllata, di proprietà e sotto il controllo permanente della Fifa stessa.
- Il valore commerciale generato verrebbe ripartito tra tutte le 211 federazioni affiliate (MA), consentendo a ciascuna di esse di effettuare investimenti significativi nel calcio nei rispettivi paesi.
- In base alla proposta, ogni federazione riceverebbe 20 milioni di dollari Usa in fondi di sviluppo 'Fifa Forward' nel corso dei quattro anni successivi (2027-2030), a prescindere dal sostegno individuale espresso.
- Tali fondi aggiuntivi deriverebbero dai maggiori ricavi generati da Ffe grazie a una gestione più efficiente delle attività commerciali della Fifa, a vantaggio di tutte le federazioni affiliate.
- Il programma 'Fifa Fast Forward' prevede un finanziamento straordinario per lo sviluppo pari a ulteriori 20 milioni di dollari Usa per federazione – la partecipazione sarebbe del tutto facoltativa per tutte le federazioni qualora la proposta Ffe dovesse concretizzarsi – e verrebbe finanziato tramite investimenti esterni, senza alcuna cessione di controllo né alterazione della struttura di governance della FIFA.
- Senza il sostegno della maggioranza delle federazioni affiliate, le attività commerciali della Fifa rimarrebbero invariate. Ffe non verrebbe costituita.
Tali elementi costituiscono il punto di partenza del processo di consultazione e sono oggetto di discussione nell'ambito dello stesso; ciò può comportarne l'approvazione, il rifiuto o la modifica, sia nel loro complesso che singolarmente. Questi principi sono alla base della proposta della Ffe: finanziamenti allo sviluppo senza precedenti, una reale titolarità globale delle opportunità commerciali del nostro sport e una piena autodeterminazione per tutte le Federazioni Membro attraverso un processo democratico".
31 luglio: l'Afc si schiera con Uefa e Concacaf
Anche la Confederazione asiatica ha voluto esprimere le sue perplessità per quanto riguarda la proposta della Fifa. Ecco il comunicato: "L'Afc si schiera al fianco di Uefa e Concacaf nell'esprimere serie preoccupazioni in merito alla proposta della FIFA di introdurre investimenti privati nelle competizioni di punta della FIFA e al processo decisionale relativo al Ffe (Financial Football Equity, Fondo per gli Investimenti). Il fatto che la situazione sia giunta al punto in cui la concreta possibilità di un boicottaggio della Coppa del Mondo Fifa è entrata nel dibattito pubblico dovrebbe preoccupare chiunque abbia a cuore il futuro del nostro sport. Il calcio non avrebbe mai dovuto trovarsi in una situazione simile. In questo contesto, e alla luce delle chiare posizioni espresse da Uefa e Concacaf, nonché delle divisioni senza precedenti emerse nel mondo del calcio, l'Afc ritiene che il Ffe proposto non possa realisticamente raggiungere l'ampio consenso e l'unità necessari per andare avanti. La Coppa del Mondo Fifa è l'apice del calcio globale e trae la sua forza dalla partecipazione di tutte le Confederazioni e delle principali nazioni calcistiche del mondo. Qualsiasi proposta che rischi di minare l'unità e il carattere universale della competizione deve essere riconsiderata".
1° agosto: la Fifa abbandona il piano di vendita del Mondiale
"Dopo aver ascoltato attentamente tutti i punti di vista, è emerso chiaramente che il progetto ha creato divisioni di una natura tale che, a prescindere dal livello di supporto, non è più nell'interesse dell'obiettivo prefissato. Il nostro scopo è sempre stato - e sarà sempre - unire e migliorare. Di conseguenza, questa proposta non verrà portata avanti", afferma la Fifa in una nota ufficiale riguardo l'ipotesi di vendere a fondi privati il Mondiale. "Il progetto Fifa Forward Enterprise era nato con l'intenzione di fornire una base per rafforzare ulteriormente le nostre associazioni e il nostro sport nel mondo, specialmente in quei Paesi dove è richiesto più sostegno", spiega il presidente Infantino - "D'ora in poi - conclude Infantino - il mio obiettivo sarà quello di unire di nuovo tutte le parti interessate".
1° agosto: "Vittoria per tutto il mondo del calcio", commenta la Uefa
La risposta della Uefa arriva con un altro comunicato: "La Uefa accoglie con favore la decisione della Fifa di ritirare il suo piano di cedere una quota delle sue competizioni, inclusa la Coppa del Mondo, a privati. La Uefa ringrazia tutti i tifosi, le leghe, i club, i giocatori, i singoli individui, le federazioni e le confederazioni che si sono opposti al progetto, insieme ai numerosi Primi Ministri, Capi di Stato e commentatori che hanno dimostrato al Presidente della Fifa che il calcio non è in vendita. Non possiamo continuare così. È giusto che, nei prossimi giorni e settimane, la Uefa lavori con le sue federazioni e in stretta collaborazione con le altre confederazioni per riflettere su come ciò sia potuto accadere e per elaborare un piano che garantisca che non si ripeta. Tale revisione deve essere approfondita e radicale. Nessuna opzione deve essere esclusa. L'attuale dirigenza della Fifa non solo ha perso la fiducia della Uefa, ma anche quella di molti altri membri della famiglia calcistica. Questa è una vittoria per tutto il mondo del calcio. Ma non deve essere la fine della storia. La proposta è stata presentata. Il compito di ricostruire la fiducia nella Fifa è appena iniziato". Insomma, non finisce qui...
6 agosto: le "scuse" della Fifa (che conferma la fiducia a Infantino)
"Il processo avrebbe dovuto essere gestito diversamente. È stato inoltre riconosciuto che sono stati commessi errori anche dopo che la proposta è trapelata ai media. In una lettera separata al Consiglio della Fifa e alle associazioni membri della Fifa, sono state presentate delle scuse per questi errori, impegnandosi a garantire che non si ripetano. Verrà ora condotta una revisione e un rapporto sarà presentato al Consiglio Fifa nella prossima riunione prevista". Sono le scuse contenute in una nota della Fifa in merito al progetto di apertura ai privati, diramata al termine della riunione della Federcalcio mondiale a Rabat, in Marocco. "Con il ritiro del progetto, è stato concordato che - sottolinea la nota - la Fifa non tollererà più alcun attacco alla sua integrità, al suo buon governo e al suo giusto processo e adotterà tutte le misure necessarie per proteggere e salvaguardare il suo nome e la sua reputazione". Viene dunque confermata la fiducia da parte della Fifa a Gianni Infantino come presidente.
6 agosto: la Uefa conferma il boicottaggio
Qualche ora dopo, risponde la Uefa. E non fa nessun passo indietro. Dopo il comunicato con cui chiedeva a Infantino di ritirare la sua proposta di privatizzazione non ha ricevuto le garanzie richieste, e allora conferma il boicottaggio minacciato, con una nota ufficiale. Le condizioni poste per la partecipazione alle competizioni Fifa (ritirate le proposte di privatizzare le principali competizioni e fornire “garanzie che tentativi di snaturare il calcio in questo modo non si sarebbero più ripetuti”) non sono state soddisfatte e dunque nulla cambia: "Abbiamo perso fiducia nella presidenza di Gianni Infantino e tale posizione rimane invariata”.
Il comunicato della Uefa
"Le federazioni della Uefa sono state molto chiare riguardo alle condizioni legate alla non partecipazione alle competizioni Fifa - si legge nel comunicato -. Innanzitutto, le proposte di privatizzare le principali competizioni dovevano essere ritirate e, in secondo luogo, occorreva garantire che tentativi di snaturare il gioco in questo modo non si ripeteranno mai più. Queste condizioni non sono state soddisfatte. Inoltre, la Uefa ha chiarito in modo inequivocabile nella sua dichiarazione di sabato di aver perso fiducia nella presidenza di Gianni Infantino. Tale posizione rimane invariata. L'annuncio di ieri, secondo cui alcune persone impiegate dal presidente della Fifa (e la cui carriera dipende dal suo favore) sono d'accordo con lui, non cambia nulla".
Anche la Conmebol sta con la Uefa
Anche la federazione calcio sudamericana (Conmebol) si allinea ufficialmente con la Uefa. "Alla luce degli eventi che hanno interessato la famiglia del calcio, il Consiglio Conmebol, riunitosi oggi, accoglie con favore la decisione della Fifa di ritirare la proposta Fifa Forward Eenterprise", afferma in un comunicato. La Conmebol esprime inoltre "la propria preoccupazione per le ripetute azioni unilaterali intraprese senza ricorrere al dialogo o ai meccanismi istituzionali stabiliti per affrontare questo tipo di situazioni", affermando che "nel giro di pochi giorni, il calcio è passato dall'essere al centro dell'attenzione globale per lo svolgimento di uno straordinario evento sportivo a concentrare il dibattito pubblico su questioni relative alla sua governance". La nota conclude sottolineando che "il calcio appartiene a tutti" e ribadendo che "il suo futuro può essere costruito solo sul rispetto delle istituzioni, della governance e delle procedure democratiche che rappresentano le 211 Federazioni Membri della Fifa".
Quali sono i prossimi tornei Fifa (a rischio boicottaggio)?
- Mondiale femminile Under 20 2026 (5-27 settembre 2026)
- Mondiale femminile Under 17 2026 (17 ottobre-7 novembre 2026)
- Mondale maschile Under 17 2026 (19 novembre-13 dicembre 2026)
- Mondiale femminile 2027 (24 giugno-25 luglio 2027)
