Mondiali, i portieri criticano il pallone Telstar 2018: "Traiettorie imprevedibili". I precedenti

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Alcuni portieri si sono lamentati del pallone ufficiale del prossimo Mondiale: "Traiettorie impossibili da decifrare ed è complicato da bloccare". Non è la prima volta che succede, ma la contestazione massima si raggiunse con la Jabulani del 2010. "È un pallone da spiaggia" disse allora Buffon...

Per aspettare l'inizio ufficiale del prossimo Mondiale mancano ancora poco più di due mesi. Eppure, nonostante siamo ancora abbastanza lontani da quel 14 giugno, le prime polemiche sono già scattate. Nel mirino nessun giocatore né un allenatore e neanche la classe arbitrale. Questa volta la colpa è del... pallone, il nuovo Telstar 18. "È strano, prende traiettorie imprevedibili ed è di gran lunga migliorabile. Al Mondiale prepariamoci a vedere tantissimi gol da lunga distanza. Decifrarne la direzione è impossibile. E poi è coperto anche da uno strato di plastica che lo rende difficile da bloccare. Potevano fare di meglio" si è lamentato Pepe Reina, un portiere che non è certo alle prime armi, visto che in Russia parteciperà alla quarta Coppa del mondo consecutiva. L'estremo difensore del Napoli, promesso sposo del Milan, inoltre non è stato l'unico a polemizzare contro il nuovo pallone ufficiale, definito «in linea con il modello originale ma con un'esperienza di gioco completamente nuova », e progettato a quasi 50 anni di distanza dal primo Telstar che fece il suo debutto in Messico nel 1970. "Molto strano" l'ha definito anche il suo connazionale del Manchester United, David De Gea, mentre più rassegnato e pronto ad adattarsi è apparso ter Stegen nelle sue affermazioni: "La palla va migliorata - ha dichiarato il portiere del Barcellona -, ma dubito che interverranno per modificarla. Dobbiamo abituarci a lavorare con questa e cercare di capirne le caratteristiche prima dell'inizio dei Mondiali".

Palloni criticati, non è la prima volta. Lo Jabulani il più bersagliato

Non è la prima volta tuttavia che il pallone del Mondiale riceve delle critiche. Tralasciando la polemica del 1930 sul Model T (usato solo nel secondo tempo della finale a causa di un disguido tra Uruguay e Argentina), criticato per il tipo di cuoio troppo pesante rispetto alla Pelota argentina, le lamentale sono diventanti frequenti a partire dal Mondiale del 2002 in Giappone e Corea del Sud, quando fu presentato il Fevernova, primo pallone dell'era post Tango. Composto da uno strato sintetico in schiuma per permettere prestazioni migliori, fu contestato per l'eccessiva leggerezza che rendeva tremendamente complicata la vita dei portieri. Gli inglesi, ad esempio, addebitarono a lui la colpa del gol di Ronaldinho, che scavalcò Sieman con una clamorosa punizione da una posizione molto laterale.

Non andò molto meglio al Teamgeist del 2006, il pallone con il quale l'Italia vinse l'ultimo Mondiale. Si disse che la nuova versione avrebbe agevolato il controllo palla dei giocatori e la loro precisione, ma anche in questo caso fu al centro di una polemica perché troppo leggero e tendente al cambiamento quando si giocava sotto la pioggia. Quasi un paradosso visto che era stato concepito con l'idea di renderlo praticamente impermeabile e quindi non farsi influenzare dalle condizioni climatiche. Chi meglio di Juninho Pernambucano poté sfruttare l'effetto che creava quella sfera, come contro il Giappone. 

Il culmine delle critiche si raggiunse infine con lo Jabulani del Mondiale sudafricano. Troppo imprevedibili le traiettorie che creava, tanto che anche campioni ed esperti portieri come Buffon e Casillas se ne lamentarono, definendolo «orribile» e «un pallone da spiaggia». Alcuni fisici confermarono addirittura che poteva deviare la traiettoria tra i 70 e gli 80 km/h. E si poté notare la sua estrema volatilità nella rete realizzata dall'ex rossonero Honda nella sfida tra Giappone e Danimarca. L'Adidas diede segnali di aver imparato la lezione e in Brasile nel 2014 produsse il Brazuca, nettamente più stabile rispetto ai suoi predecessori e caratterizzato da una superficie che presentava dei microrilievi che permettevano una migliore aderenza in tutte le condizioni, rispetto a quella liscia utilizzata qualche anno. I problemi forse però non sono stati superati, perché la leggerezza è tornata a farla da padrone. Per i portieri ci si aspetta un'estate complicata.

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