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27 maggio 2018

I 10 migliori difensori che parteciperanno ai Mondiali

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Difensori, Mondiali (Getty)

Immaginatevi una difesa a 4 con Kimmich e Marcelo sugli esterni, Ramos e Koulibaly al centro (Foto Getty)

Non ci sarà spazio per la scuola italiana, reparto difensivo invidiato a tutte le latitudini. Ecco quindi che i Mondiali in Russia concederanno la vetrina ai più forti difensori del panorama internazionale: difficile scegliere i 10 protagonisti assoluti, solo uno per Nazionale con qualche campione dalla Serie A

MONDIALI, LE 10 COSE DA SAPERE SU RUSSIA 2018

Sicuramente non avrebbero sfigurato i protagonisti Azzurri, scuola di difensori apprezzata e invidiata a tutte le latitudini. Eppure la fase finale in Russia non vedrà la partecipazione dei vari Bonucci, Romagnoli e Florenzi, certezze di un reparto che ha premiato per anni pure i bianconeri Chiellini e Barzagli. A Roberto Mancini il compito di riportare ai fasti la Nazionale italiana, orfana della rassegna mondiale a differenza delle 32 partecipanti ai nastri di partenza. Una vetrina all’insegna dei campioni senza trascurare le difese: difficile individuare i 10 migliori interpreti nel ruolo, scelte che tuttavia ci portano ad escludere Pepe e Kjaer, Lovren e il rossonero Rodríguez fino a Glik e agli inglesi Stones e Cahill.

I 10 migliori difensori che parteciperanno ai Mondiali di Russia 2018

10. JAN VERTONGHEN (BELGIO)

Da tempo attesi dalla ribalta internazionale, i Diavoli Rossi del Ct Martinez si presentano ai Mondiali senza Nainggolan sebbene ricchi di talento nel pieno della maturità. Inevitabile indugiare dal centrocampo in su, tuttavia pure la difesa targata Premier League presenta certezze assolute: è il caso del roccioso Kompany spalleggiato dall’ex coppia dell’Ajax in forza al Tottenham, Alderweireld e Vertonghen. Se il primo ha disputato solo una ventina di gare in stagione a causa di un infortunio muscolare, il partner 31enne ha accumulato quasi 50 presenze agli ordini di Pochettino. Centrale mancino, fisico e duttile nel reparto arretrato, il difensore originario delle Fiandre è prossimo al traguardo dei 100 gettoni in Nazionale ovvero un record assoluto nella storia del Belgio. Dal 2012 tra le fila degli Spurs con oltre 250 incontri disputati, Vertonghen farà parte della difesa a tre opposta nell’ordine a Panama, Tunisia e Inghilterra. Sarà la prova della verità per un gruppo che negli ultimi appuntamenti non ha superato lo scoglio dei quarti di finale.

9. ALEKSANDAR KOLAROV (SERBIA)

Ben 7 gli assist serviti e 80 le occasioni create nella stagione del ritorno in Serie A, numeri impressionanti se consideriamo le vesti di esterno difensivo. Ottimo l’impatto alla Roma del laterale serbo, 33 anni a novembre, bravo a smentire le perplessità sull’età così come i trascorsi sulla sponda biancoceleste della Capitale. Nient’altro che un’intuizione del ds Monchi, operazione da 5 milioni di euro per strapparlo dal Manchester City dove militava dal 2010. Regista occulto dalla difesa, leadership e atletismo da vendere fino alle soluzioni da palla inattiva dettate da un mancino devastante. Non poteva che riservargli un posto il Ct Krstajic, ex difensore di buon livello e dalla giustificata fiducia concessa al capitano a quota 74 presenze in Nazionale. Cresciuto nel vivaio della Stella Rossa e transitato nell’OFK come l’esperto Ivanovic, centenario nella Serbia ad un passo dal primato di gettoni totali, Kolarov guida le ambizioni di un Paese a caccia dello smalto perduto: Costa Rica, Svizzera e Brasile gli impegni in agenda anche per l’immenso Milinkovic-Savic.

8. NICOLÁS OTAMENDI (ARGENTINA)

Impressionante la qualità offensiva dell’Albiceleste, selezione che attinge dalla Serie A (Fazio, Ansaldi, Biglia, Dybala e Higuain) prendendosi il lusso di ignorare il capocannoniere Icardi. Abbondanza assoluta per Jorge Sampaoli alla guida di una delle favorite al trionfo finale nel nome di Leo Messi, Nazionale forse rivedibile nella campagna di qualificazione e nella tenuta difensiva (6-1 incassato dalla Spagna nell’ultimo test-match). Goleada nella quale il gol della bandiera porta la firma di Otamendi, centrale classe 1988 da tre anni in forza al Manchester City previo assegno da 45 milioni di euro versato al Valencia. Nient’altro che un’abitudine per i Citizens dall’impressionante forza economica, certo è che il difensore di Buenos Aires rappresenta una pedina di valore e dall’innata abilità nel gioco aereo: 5 le reti segnate in stagione, ben 24 i centri totali in carriera con i club fino ai 4 inanellati con la Selección in 53 presenze. Insomma, una minaccia costante in proiezione offensiva da palla inattiva, ennesima freccia per l’Argentina all’esame mondiale.

7. MEHDI BENATIA (MAROCCO)

A proposito di difensori goleador, che dire del centrale della Juventus? Quattro reti in stagione, due nella finale di Coppa Italia contro il Milan per il capitano della Nazionale marocchina che ritrova il Mondiale a distanza di vent’anni. Difficile immaginare come la squadra del Ct Renard possa beffare una tra Spagna e Portogallo nell’accesso agli ottavi, certo è che la 5^ partecipazione assoluta alla fase finale è già una festa per i Leoni dell’Atlante. E in rosa non può che spiccare il difensore classe 1988, 53 presenze e 2 gol con il Marocco dove trovano spazio anche i talentuosi Harit e Ziyech. Li guiderà il giocatore più rappresentativo, campione d’Italia e pedina di Allegri che ha degnamente sostituito Bonucci destinato al Milan. Il nome di Benatia è preceduto da un curriculum invidiabile, inaugurato dalle parentesi in Serie A con Udinese e Roma fino al biennio in Germania tra le fila del Bayern Monaco. Trasferitosi alla Juve a fronte di un’operazione complessiva di 20 milioni di euro, Benatia ha accumulato in bianconero oltre 50 presenze complessive.

6. RAPHAËL VARANE (FRANCIA)

Decisamente superiore rispetto al Marocco la qualità dei Bleus di Deschamps, formazione giovane e competitiva in tutti i suoi reparti. Se in attacco le stelle sono Mbappé e Griezmann, il cuore della difesa presenta il pacchetto costituito da Varane e Umtiti: entrambi classe 1993 di scena nella Liga ad animare il Clásico, una delle coppie più affiatate e futuribili nella vetrina mondiale. Percorsi diversi a partire dal ragazzo di origine martinicana, nato a Lille e già protagonista in Ligue 1 da minorenne con la maglia del Lens. L’asta risalente all’estate 2011 premiò il Real Madrid a fronte di 10 milioni di euro, cifra che oggi è lievitata 6 volte in ottica mercato per Varane dal recente prolungamento di contratto fino al 2022. Nient’altro che uno degli uomini imprescindibili per Zidane, giocatore che coniuga muscoli ed eleganza come pochi interpreti al mondo. Dal suo avvento in Spagna ha fatto incetta di titoli collezionando oltre 200 presenze, bilancio che in Nazionale l’ha visto disputare invece 41 partite con 2 gol a soli 25 anni. Chapeau.

5. DIEGO GODÍN (URUGUAY)

Altro specialista nel ruolo di scena a Madrid ma nella metà dei Colchoneros, sua casa da 8 anni dopo l’impatto positivo nella Liga con il Villarreal. Decisamente uno dei migliori difensori su scala mondiale, manifesto del carattere di stampo cholista che ha portato l’Atletico ad issarsi tra le migliori formazioni d’Europa. Lo spiega solo in parte il palmarès del centrale uruguayano, 7 titoli tra i quali lo scudetto del 2014 e l’ultima Europa League. Classe 1986, esordiente in Nazionale a 19 anni, Godín ha maturato 116 presenze (con 8 gol) che gli assicurano il 2° posto nella classifica all-time: meglio di lui solo Maxi Pereira (124 caps), presente in Russia come la terribile coppia Suárez-Cavani agli ordini dell’eterno Tabárez. A guidare la spedizione della Celeste sarà il capitano con la maglia numero 3, totem nel cuore della difesa accanto al giovane scudiero Giménez suo compagno a Madrid. L’Uruguay affronterà Egitto, Arabia Saudita e la Russia padrona di casa nel gruppo A, girone abbordabile per la mina vagante reduce dagli ottavi in Brasile.

4. JOSHUA KIMMICH (GERMANIA)

È invece una certezza la Nazionale di Joachim Löw, squadra campione in carica e infarcita di stelle dai pali all’attacco prendendosi il lusso di lasciare a casa Götze ovvero l’ultimo eroe mondiale. Prendete la difesa tedesca, reparto che annovera i centrali Hummels, Boateng e Rüdiger oltre agli emergenti Süle e Tah. Sulla destra non conoscenza rivali il laterale del Bayern Monaco, classe 1995 che ha raccolto l’eredità del monumentale Lahm. Cresciuto nello Stoccarda e sbocciato nel Lipsia nelle serie inferiori, Kimmich venne acquistato dai bavaresi per 8 milioni di euro a dispetto dell’inesperienza ad alti livelli. Ebbene, a distanza di tre anni il terzino tedesco vale 7 volte quella cifra grazie ad una parabola clamorosa: 123 presenze e 15 gol in Baviera, 6 reti nell’ultima stagione con un picco realizzativo in Champions League. A 23 anni ha già fatto strada anche nella Germania (27 gettoni e 3 centri), nient’altro che la giusta ricompensa per uno dei migliori esterni difensivi al mondo. Un profilo assoluto per il talento al primo Mondiale della carriera.

3. KALIDOU KOULIBALY (SENEGAL)

Assente al Mondiale dal 2002, quando beffò Francia e Svezia spingendosi fino ai quarti di finale, il Senegal ha ritrovato la massima vetrina internazionale sotto la guida di Aliou Cissé e i suoi interpreti: lo scatenato Mané, gli "italiani" Niang e Keita fino ad uno dei migliori difensori della Serie A. Parliamo del gigantesco centrale del Napoli, 26 anni e uomo mercato ambito dalle big d’Europa. Non potrebbe essere diversamente per Koulibaly al centro dell’ex squadra di Sarri, club dove ha accumulato 164 presenze e 8 reti: l’ultima stagione in particolare l’ha visto segnare 5 gol compreso l’impressionante stacco di testa contro la Juventus che aveva illuso gli azzurri nella corsa allo scudetto. In attesa di scoprire il suo destino, Kalidou si tuffa nell’avventura mondiale con la selezione africana: nato in Francia e inizialmente impegnato con l’U-20 dei Bleus, il difensore del Napoli ha risposto alla chiamata della Nazionale senegalese nel 2015 collezionando da allora 22 presenze. Lo vedremo alle prese con il polacco Lewandowski, Giappone e Colombia.

2. MARCELO (BRASILE)

Pochi dubbi sul laterale sinistro più forte del pianeta, voce all’identikit che risponde al 30enne inamovibile nel Real Madrid. Oltre un decennio in forza ai Blancos, squadra che lo prelevò nel 2007 dal Fluminense alla ricerca dell’erede di Roberto Carlos: magari non avrà la dinamite nel piede sinistro, tuttavia il profilo del terzino di Rio de Janeiro non ha eguali nel panorama internazionale. Varcato il tetto delle 450 presenze con il Real, 33 gol segnati e assist a non finire, Marcelo sfiora i 20 titoli complessivi nella sua bacheca spagnola. Numeri altrettanto importanti nella Seleção sebbene il bilancio reciti "solo" 52 caps con 6 gol, un distacco abissale dal primatista Cafù a quota 142 incontri disputati. Indichiamo lui nell’ambizioso Brasile guidato da Tite, Ct che ha risollevato un ambiente depresso dopo i mandati di Scolari e Dunga. Senza allontanarci dalla difesa verdeoro, i cinque volte campioni del mondo vantano una coppia di centrali come Marquinhos e Thiago Silva di proprietà del PSG, club d’appartenenza anche per Dani Alves viceversa orfano del Mondiale.

1. SERGIO RAMOS (SPAGNA)

Un altro campione del Real Madrid, simbolo e capitano dei Blancos che indossa gli stessi gradi anche nella Roja di Lopetegui. Che dire del 32enne andaluso, protagonista nel cuore della difesa madrilena dal 2005 quando il Siviglia lo lasciò partire per 27 milioni di euro: basti pensare che a distanza di 13 anni il suo valore di mercato è praticamente raddoppiato (50 milioni) alla faccia dell’età. Parlano i numeri per Sergio Ramos, difensore esaltante per qualità e leadership non senza eccessi caratteriali: 564 presenze nel Real con la bellezza di 73 gol segnati, verve realizzativa invidiabile per un centrale difensivo. Il rovescio della medaglia sono le 278 sanzioni rimediate in carriera, cartellini rossi (19) che lo rendono il giocatore più espulso nella storia delle Merengues dove ha sollevato quasi 20 trofei. Gloria che non è mancata nemmeno nella Nazionale spagnola, un Mondiale e due Europei in bacheca: qui l’intoccabile Ramos ha realizzato 13 reti in 151 presenze, saldo che lo porta a -16 dal recordman di sempre ovvero Iker Casillas. È quasi centenario invece Piqué, amico-rivale tra club e Nazionale, partner d’eccezione in una difesa a caccia della storia.

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