
Mondiali 2018 Russia, Messi e Ronaldo eliminati: nel club senza Coppa del Mondo con altri 10 fenomeni
Poteva essere il quarto di finale più bello del decennio, quello dove Messi e Ronaldo si sono divisi gli ultimi dieci Palloni d'Oro. La storia ha invece detto doppia eliminazione, e i due più grandi al mondo finiscono di diritto in un club pieno di fuoriclasse, ma con un enorme vuoto nella bacheca personale

Trentacinque e trentasette. Forse troppi gli anni per il Qatar. E quello in Russia può essere stato con molta probabilità il loro ultimo Mondiale. Fenomeni e macchine perfette. Dieci Palloni d’Oro divisi equamente negli ultimi dieci anni. Dominatori del gioco del calcio ma senza una Coppa del Mondo in bacheca. Avrebbero potuto incornarsi nei quarti, Messi e Ronaldo, nella sfida delle sfide che (forse) avrebbe potuto risolvere finalmente la loro eterna rivalità. Invece ecco il doppio ko, e i due finiscono di diritto nel gruppone dei fenomeni senza Mondiale

Oltre 600 reti in carriera. Record su record, e un posto tra i grandi del calcio conquistato per sempre, nei secoli dei secoli. Ferenc Puskás, ungherese, nato tra due guerre e capace di portare il calcio alla sua massima espressione. Due i Mondiali in carriera, e nessuna vittoria. Quello del 1954 si chiuse col “Miracolo di Berna”, e con una Germania capace di recuperare due gol di svantaggio e vincere contro tutti i pronostici. Nel 62’ giocò invece con la Spagna, ma senza riuscire a superare la fase a gruppi

Un conto in sospeso clamoroso è invece quello tra Alfredo Di Stefano e i Mondiali di calcio, dove il terzo goleador più prolifico della storia del Real non ci ha mai giocato. Non con l’Argentina nel 1950 e 1954, con la Selección assente. E nemmeno con la Spagna che fallì la qualificazione nel 1958. Cile ’62 era allora la grande occasione per la Saeta Rubia, che però si infortunò poco prima dell’inizio del torneo

Eusebio o Ronaldo come miglior portoghese della storia? Domanda difficile, ed ere forse troppo lontane per essere paragonate. Nei gol è avanti (e di molto) CR7, nei Mondiali invece sono pari. Zero, per entrambi. Con Eusebio capocannoniere in Inghilterra nel 1966, quando però ad alzare al cielo la coppa furono proprio i padroni di casa con Bobby Moore

Genio totale del pallone, con la sua Arancia meccanica nel 1974 sfiorò una Coppa del Mondo che rimane probabilmente una di quelle scuse che il calcio deve ai suoi migliori fuoriclasse di sempre. Perché Johan Cruijff senza Mondiale è quasi un delitto. Lui che reinventò con Rinus Michels in panchina il modo di giocare al pallone. Nel 1978, in Argentina, Cruijff scelse invece di non giocare

1983, 1984, 1985. Tre Palloni d’Oro, in fila, e nessun Mondiale. Anche Michel Platini è rimasto a secco nonostante la qualità del giocatore nell’universo calcio continua a essere indiscutibile. Tre, come i prestigiosi trofei individuali di France Football, le Coppe da lui giocate. Fuori al primo turno nel 1978, dovette poi arrendersi in semifinale per due Mondiali consecutivi, e sempre contro la Germania Ovest, nel 1982 e nel 1986

Altro fenomeno, altri tre Palloni d’Oro, ma sempre zero Mondiali. Marco Van Basten vinse l’Europeo nel 1988, sollevando un trofeo in più dell’eroe nazionale col 14 sulla schiena, ma fallì nel 1990. Erano quelli gli anni dei trionfi per club nel trio rossonero con Gullit e Rijkaard. Una beffa clamorosa la loro, perché la corsa Mondiale si fermò negli ottavi e proprio a San Siro, nel derby Mondiale vinto dai tedeschi “interisti”

Talento straordinario. Idolo del Flamengo passato per l’Udinese in Italia. Non bastarono tre Mondiali nemmeno a Zico per vincerne uno, con un Brasile spettacolare e che aveva già vinto tantissimo prima di lui, e che lo avrebbe fatto anche dopo. Nel 1978 il 6-0 Argentina-Perù gli impedì di arrivare alla finale. Nel 1982 fu la tripletta di Paolo Rossi a sbarrargli la strada. Mentre nel 1986 ci furono i rigori, e la Francia nei quarti, a fermarlo

Nessun Mondiale giocato, nonostante abbia regalato magie e spettacolo come pochi. Pelé good, Maradona better, George… Best. Lui che fu il quinto Beatles, precursore del calciatore moderno. Superstar. Leggenda del Manchester United e di una nazionale nord irlandese con la quale non calcò mai il palcoscenico più improntate di tutti

Campioni nel 1982. Campioni ancora nel 2006. In mezzo, tra le Notti Magiche, Usa ’94 e le due Coppe seguenti tra Francia e lontano oriente c’è una lista lunghissima di fuoriclasse con la maglia azzurra senza un Mondiale. Paolo Maldini è terzo dietro a Buffon e Cannavaro per presenze con la Nazionale. Lasciò l’Italia nel 2002, nel ricordo amarissimo di Ahn che lo anticipa e infila il rete il 2-1 decisivo per la Corea nella partita che rimarrà la sua ultima di sempre in azzurro

Come e con lui anche Roberto Baggio. Già trascinatore nel 1990 ma ancora di più nel 1994, con la bellezza di cinque reti tra ottavi, quarti e semifinale, ma con quell’errore sul dischetto di Pasadena che chiuse i giochi in favore del Brasile. In campo anche nel 1998, e ancora con i rigori (come anche in Italia in semifinale contro l’Argentina) a segnare una storia incredibilmente sfortunata. Sì, lui come gli altri fenomeni senza Mondiale. Nessuna corona in testa, ma comunque tutti re del gioco del calcio