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05 luglio 2018

Mondiali 2018 Russia, la storia di Fagner: dalla morte sfiorata alla maglia da titolare contro il Belgio

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Il terzino brasiliano ha rischiato di morire a 6 anni per un incidente con una vetrata. Dopo una lunga fase di recupero e sacrifici ha iniziato la sua carriera da calciatore. L'infortunio di Dani Alves e i problemi fisici di Danilo gli hanno spalancato le porte della Nazionale in Russia

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Tra gli elementi del Brasile che si stanno maggiormente mettendo in evidenza figura il nome di Fagner. E pensare che il calciatore al Mondiale non doveva neanche andarci. Tuttavia, la mancata convocazione per la spedizione russa non sarebbe stato il più grande trauma mai affrontato nella vita dal terzino verdeoro. Quando era un bambino infatti Fagner ha rischiato seriamente di morire. Cresciuto nel Jardín Capelinha, uno dei quartieri più violenti di San Paolo, a sei anni ruppe una vetrata mentre giocava con il fratello e un amico e la sfortuna volle che un pezzo di vetro gli rimanesse conficcato nel braccio, provocandogli un taglio profondo. Trasportato d'urgenza in ospedale, fu subito operato con i medici che confidarono ai genitori che se fosse arrivato qualche minuto più tardi sarebbe morto a causa della profonda emorragia. L'intervento però non andò benissimo - nella fretta la struttura dei legamenti del braccio fu ricostruita in modo sbagliato - e un anno dopo fu costretto a operarsi di nuovo perché il ragazzo non era in grado di allungare completamente il braccio e muovere la mano. Dopo il secondo tentativo, il cui costo costrinse il padre Calixto a vendere la macchina, Fagner riuscì a recuperare completamente (sebbene ancora oggi si nota il braccio sinistro più piccolo e meno muscoloso rispetto al destro) trascorrendo molto tempo alle sedute di fisioterapia a Ibirapuera, a 16 chilometri e due ore di distanza da Jardín Capelinha. Durante questa fase di recupero imparò una bella lezione: "Accanto a me c'erano situazioni molto peggiori delle mie e quello mi aiutò a non scoraggiarmi".

Le tappe della carriera e la non prevista convocazione di Tite

Passato il grande spavento, il classe '89 cominciò la sua carriera da calciatore entrando nelle giovanili del Corinthians. Qui bruciò le tappe: debuttò in prima squadra a soli 17 anni e dopo una sola stagione si trasferì in Europa, accettando la corte del Psv Eindhoven. Il trasferimento in Eredivisie non rispose alle aspettative e l'avventura terminò dopo un solo anno e appena tre gettoni in campo. "Rimasi da settembre a gennaio senza allenarmi, senza fare niente. Pensai addirittura di lasciare il calcio" ha dichiarato recentemente alla FIFA. Lasciato il Psv il terzino fece ritorno in patria e dopo qualche settimana firmò per il Vasco de Gama. Nel club di Rio de Janeiro ritrovò la condizione migliore e si guadagnò un'altra chiamata dal grande calcio, precisamente dal Wolfsburg. Con i Lupi di Germania l'esperienza cominciò bene, ma diventò negativa con il passare dei mesi e ciò lo spinse a tornare in prestito al Vasca. La situazione con i bianconeri precipitò e il Wolfsburg lo cedette definitivamente al Corinthians. Con Tite in panchina il Timão fece un'annata da record, ma Fagner continuò a offrire prestazioni di alto livello anche dopo l'approdo dell'allenatore sulla panchina del Brasile. Nonostante l'ottimo rendimento però, complice anche una situazione fisica non ottimale, mai il laterale difensivo si sarebbe aspettato di essere chiamato dal suo ex mister per il Mondiale. Davanti infatti c'erano due calciatori affermati come Dani Alves e Danilo pronti a sbarrargli strada. L'infortunio del terzino del Psg gli ha invece, poi, aperto clamorosamente le porte per la Russia e lui ha vissuto con la famiglia e gli amici gli attimi in cui è stato ufficialmente inserito nella lista dei convocati, con pianti di gioia a sottolineare gli enormi sforzi fatti tutta la vita per raggiungere questo traguardo.

La gioia di Wagner e dei suoi cari dopo la chiamata Mondiale

Come se non bastasse, i guai fisici accusati da Danilo dopo la partita inaugurale contro la Svizzera, gli hanno offerto anche la possibilità di indossare la maglia da titolare e dal match contro la Costa Rica in poi non l'ha più tolta. Con il difensore del City ormai recuperato, il Ct sembra intenzionato comunque a puntare ancora su Fagner nei quarti contro il Belgio. E ci sono i numeri a valorizzare la scelta: con lui in campo la Seleçao non ha subito neanche un gol. Il ragazzo sta sognando a occhi aperti e non è ancora arrivato il momento di svegliarlo.

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