Mondiali 2018 Russia, corsa al Pallone d'Oro: lo merita chi vince la finale?

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Luca Cassia

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Già esclusi dal torneo Messi e Ronaldo, vincitori delle ultime 10 edizioni del trofeo di France Football, la corsa al Pallone d'Oro registra le candidature dei vari Mbappé e Neymar, Modric e Kane. Attenzione, però: trionfare al Mondiale non è garanzia di successo a dicembre, quantomeno secondo la storia

BRASILE-BELGIO LIVE

MONDIALI, IL TABELLONE DEI QUARTI

Vietato fare calcoli in questo Mondiale, edizione sospesa tra rivelazioni inattese ed esclusioni eccellenti. Verosimilmente assisteremo ad una finale inedita complice l’eliminazione di tante big, ma attenzione a chi salirà sul tetto del mondo il prossimo 15 luglio. Già, perché l’epilogo in Russia può riscrivere le gerarchie in materia di Pallone d'Oro. Le deludenti spedizioni di Messi e Ronaldo, estromessi negli ottavi a poche ore l’uno dall’altro, aprono nuovi scenari sull’assegnazione del trofeo di France Football monopolizzato dal 2008 dai fuoriclasse di Barcellona e Real Madrid. Sulla bilancia pesano i risultati individuali e i traguardi con i club d’appartenenza, ovviamente, tuttavia la dittatura decennale scricchiola ora come non mai. Cinque premi a testa per la Pulga e CR7 riconosciuti dalla rivista francese pure in occasione dei trionfi mondiali di Spagna e Germania, chissà che stavolta la sceneggiatura non possa essere diversa.

Quali sono i candidati?

Proviamo ad accantonare i due mostri sacri del calcio moderno, loro come Mohamed Salah protagonista di una stagione da 44 gol al Liverpool sebbene frenato dal flop dell’Egitto in Russia. Qualche indizio porta a Neymar a caccia del 6° titolo mondiale brasiliano, stella del trasferimento shock al PSG e degli episodi censurabili dai rapporti coi compagni alle simulazioni di basso livello. Suoi compagni nella Seleçao sono Marcelo e Casemiro, punti fermi del Real Madrid sebbene penalizzati dal ruolo a differenza di Coutinho: positivo l’impatto al Barcellona da gennaio, ancora meglio il contributo alla causa di Tite in Russia. Non stupitevi se a scalare la classifica possa essere Kylian Mbappé, enfant prodige francese nonché partner di O’ Ney a Parigi, 19enne dalla parabola clamorosa nonostante la carta d’identità. Lui più di Griezmann a patto che Le petit diable non prenda per mano i Bleus fino al trono mondiale. Difficile inserirsi nella bagarre per i connazionali Pogba, Kanté  e Varane peraltro reduce dall’ennesimo successo in Champions. Lui come Luka Modric, ennesimo campione dei Blancos al centro della Croazia sulle orme della Nazionale targata 1998: qualora continuasse a fare strada, guai ad escludere il leader croato dai papabili vincitori del Pallone d’Oro vendicando Pirlo e Iniesta dal titolo negato. Non escludiamo Isco e Sergio Ramos sfavoriti dal crollo della Roja, destino avverso anche per Cavani bloccato dall’infortunio. Chi continua a guadagnare voti è invece Harry Kane, uragano dalla stagione sensazionale con 41 reti al Tottenham e capocannoniere al Mondiale in virtù di 6 centri in 3 partite. Se vi è riuscito Owen, perché non può farcela uno dei fenomeni della Premier League? Ai candidati si aggiungono i vari De Bruyne e Lukaku preferiti ad Hazard, artefici della marcia del Belgio ma ancora distanti dalla pole position del gruppo.

Mondiali e Pallone d'oro, doppio trionfo

Ricordando che il trofeo di France Football è stato esteso dal 1995 a tutti i giocatori dei club europei, novità a precedere l’assegnazione a qualsiasi calciatore internazionale dal 2007, sono 15 le edizioni dei Mondiali coincise con la consegna del Pallone d’Oro. Ebbene, solo in 6 occasioni chi ha trionfato alla Coppa del Mondo ha festeggiato pure il riconoscimento individuale. Una percentuale pari al 40% a partire da Bobby Charlton nel 1966, campione con l’Inghilterra nonché miglior giocatore nell’appuntamento casalingo: 3 reti per la bandiera del Manchester United che beffò per un solo voto Eusébio (capocannoniere del torneo) e il finalista Beckenbauer. A distanza di dodici anni fu Paolo Rossi ad imporsi dal Mundial spagnolo (bomber e miglior giocatore) al premio francese davanti a Giresse e al compagno juventino Boniek. Dall’Italia di Bearzot alle "Notti magiche" del 1990, vittoria tedesca con Lothar Matthäus (4 centri nell’edizione) che superò facilmente la concorrenza di Totò Schillaci e del connazionale Brehme. Analogamente a Charlton nel 1966, l’organizzazione di casa esaltò la Francia di Zinedine Zidane nell’ultimo Mondiale del Novecento: classifica dominata da Zizou, preferito senza indugi allo scatenato Suker e all’interista Ronaldo votato come protagonista d’eccezione nel 1998. La tendenza verrà ribadita nelle due rassegne seguenti: Ronaldo il Fenomeno s’impose nel 2002 realizzando 8 gol in Corea e Giappone prima di festeggiare il suo secondo Pallone d’Oro a spese di Roberto Carlos e Kahn. Infine è toccato a Fabio Cannavaro, difensore e capitano della spedizione italiana del 2006 culminata con il titolo mondiale. Nemmeno Buffon (miglior portiere) e il finalista Henry ribaltarono le decisioni di France Football.

Quando il Mondiale non è tutto

Ad affiancare le speranze degli outsiders impegnati in Russia, tutti in corsa per il Pallone d’Oro, s’inserisce la storia mai troppo generosa nei confronti di chi è affermato nella Coppa del Mondo. Nel 1958 il trofeo andò al francese Raymond Kopa, terzo nell’edizione in Svezia eppure preferito al connazionale Just Fontaine che inanellò la bellezza di 13 gol (più del doppio dell’astro nascente Pelé). La Cecoslovacchia targata 1962 si arrese in finale al Brasile, tuttavia il riconoscimento individuale venne assegnato a Josef Masopust (solo una rete in Cile) davanti ad Eusébio e Schnellinger. Non si discute il peso specifico del Mondiale nell’arco di una stagione intera, d’altro canto Gerd Müller totalizzò 10 centri nell’appuntamento di Messico 1970 aggirando così il terzo posto della Germania Ovest. Perfino l’Arancia Meccanica olandese, squadra tanto memorabile quanto innovativa a scanso dei titoli in bacheca, proiettò Johan Cruyff al Pallone d’Oro nonostante l’epilogo del 1974: il numero 14 Oranje venne eletto miglior giocatore del torneo e beffò la coppia Beckenbauer-Deyna qualche mese più tardi. Paradossale il caso di Kevin Keegan, stella dell’Amburgo intoccabile per France Football nel biennio 1978-1979: se l’Inghilterra nemmeno si era qualificata all’edizione in Argentina, l’attaccante inglese superò in classifica Krankl e Rensenbrink rispettivamente a quota 4 e 5 reti nel Mondiale.

Lo strapotere della Dinamo Kiev di Lobanovski negli anni Ottanta lasciava a bocca aperta, Igor Belanov anticipò quindi Lineker e Butragueño eliminati ai quarti del 1986: l’URSS era uscita agli ottavi nel pazzo 4-3 contro il Belgio, poco male per il jolly di Odessa sulle orme di Yashin e Blokhin. Se "Dio è bulgaro" il Pallone d’Oro non poteva che essere assegnato a Hristo Stoichkov, capocannoniere con 6 gol a USA 1994 trascinando i suoi compagni al 4° posto. Più di un rimpianto per Roberto Baggio e Paolo Maldini, staccati nella graduatoria dall’asso del Barcellona complice l’esito della finale di Pasadena. L’ex rossonero Kaká nel 2007 è stato l’ultimo campione insignito del trofeo prima del duopolio Messi-Ronaldo, egemonia senza eguali nella storia del premio: la Pulga lo conquistò per la seconda volta nel 2010 grazie all'esaltante Barcellona di Guardiola, altro non fosse che quell’anno sul podio figuravano Leo insieme ai compagni Iniesta e Xavi. E pensare che i due spagnoli si erano appena laureati campioni del mondo, Don Andrés realizzò addirittura il gol decisivo contro l’Olanda prima della festa della Roja. Nel 2014 la sorte toccò a Cristiano Ronaldo, campione d’Europa con il Real Madrid staccando proprio il "nemico" Messi e Neuer tra i pali della Germania campione. Il fiasco del Portogallo estromesso ai gironi, flop di pari passo con l’unico gol segnato da CR7 al Ghana, lasciarono più di un dubbio sull’influenza del Mondiale nella corsa al Pallone d’Oro. Ecco perché il dominio dei due campioni è tutt’altro che compromesso nonostante le delusioni allo specchio in Russia.

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