Mondiali 2018 Russia, gli esilaranti tweet dei giocatori inglesi quando ancora erano adolescenti

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Pickford voleva l'abbonamento a Sky pagato dai genitori, oggi para i rigori negli ottavi di un Mondiale. Kane è capitano e leader del gruppo, ma sette anni fa protestava contro i guidici di X-Factor. Alli odiava la scuola e non sapeva cosa indossare al ballo di fine anno. Ma i tweet più spassosi sono quelli di Nick Pope e Kieran Trippier

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Esilaranti. Imbarazzanti. Inaspettati. E in questo i social sono spietati, perché non cancellano niente e lasciano ogni impronta del proprio passato. Senza indossare impermeabile e brandire la lente d’ingrandimento: tornare sui vecchi tweet delle stelle della nazionale inglese è fin troppo facile, a maggior ragione che la squadra di Southgate, al pari con la Francia, è la più giovane rimasta in corsa in Russia. Tutt’altro che inesperti in campo, un po’ di più nell’uso di Twitter, dove tra i 16 e i 18 anni i vari Pickford, Alli, Dier, Pope, Trippier e Kane hanno lasciato tracce esilaranti di un passato in cui un quarto di finale Mondiale forse non riuscivano nemmeno ad immaginarselo. Giovani talenti di una generazione che è cresciuta insieme ai social network, e che ora, come in molti, è costretta a “pagarne” le conseguenze dell’uso sfrenato in piena adolescenza.

Pickford vuole vedere Sky, Dier critica tutti

Contro la Colombia gli eroi sono stati due: Pickford con la parata decisiva su Bacca, e Dier a spezzare la maledizione inglese dal dischetto con la trasformazione più pesante di tutte. Oggi stelle (a sorpresa) del Mondiale, ieri ragazzi qualunque, che affidavano a Twitter i commenti sulle loro giornate prima che la loro stessa vita si trasformasse nel Truman Show di ogni calciatore. “Vorrei tanto che i miei genitori pagassero per avere Sky nella mia camera”. Perché senza satellite le serate erano veramente noiose. Parola proprio di quel diciottenne che poi sarebbe diventato il Jordan Pickford titolare della nazionale inglese in Russia. E ancora, postava aggiornamenti sulle sue uscite per andare sui kart o giocare a paintball. Esilarante, appunto. Così come Dier, che nel 2012, seguiva già da molto vicino la Premier, esaltando il super impatto con l’Inghilterra di Papiss Cissé (13 gol in 14 partite nei suoi primi sei mesi a Newcastle), sottolineando però come le sue prestazioni facessero “sembrare ancora peggiori due come Torres e Carroll”. Certo un po’ poco politically correct, ma al tempo lui era solo un neo maggiorenne appena passato dal vivaio dello Sporting alla relativa squadra B.

Kane ha l’X-Factor, Alli indeciso sul look

Per due eroi a sorpresa, Alli e Kane sono invece due fari per questa nazionale. Tutti curiosamente del Tottenham, se includiamo anche Trippier nella lista dei tweet più divertenti dei tempi non sospetti. Alli nel 2011 si era già iscritto al social dei cinguettii, aveva 16 anni ed era contemporaneamente iscritto anche a scuola. Alunno tutt’altro che modello, aggiornava il suo stato praticamente all’inizio di ogni nuova lezione in classe, scriveva: “La scuola è veramente frustrante” e postava uno smile triste, le emoji ante litteram, quando ancora non aveva deciso che abito indossare per il ballo di fine anno. Uno spasso. Così come però anche la passione per la tv di Harry Kane, che oggi aggiorna i suoi social dopo ogni vittoria e ogni gol, con perfetti messaggi di incoraggiamento scritti con grande maestria social. Mentre invece ieri - nel 2011 da diciottenne, e al primo di quattro prestiti senza mai lasciare definitivamente il Tottenham (nel Leyton Orient) - twittò il suo disappunto per l’eliminazione di tale “Jonjo” da X Factor: “Louis Walsh, sei il peggior giudice di sempre”. E immaginate oggi quanto potrebbe far rumore una presa di posizione da uno così importante in Inghilterra. Un post che però al tempo gli fruttò appena cinque retweet e un solo like. Quasi un record (negativo), per uno come lui abituato a collezionarli. 

Young Pope

Ma forse il premio dei vincitori assoluti va al terzino Trippier e a Nick Pope, terzo portiere in Russia. Il primo nel 2012 cinguettò di non riuscire a dormire dopo aver visto Paranormal Activity. Mentre il secondo non aveva occhi che per Beckham, vero idolo del calcio inglese ma anche della moda: “David, sei un uomo bellissimo!”.

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