Gaetano Oristanio, la storia del mancino che ha mandato l'Italia Under 17 ai quarti

Mondiali

Con una meravigliosa punizione da 30 metri ha regalato i quarti di finale agli azzurri al Mondiale Under 17. Gli Inter, gli scudetti vinti nelle giovanili e la capacità di ricoprire tutti i ruoli nel reparto offensivo: la storia di Gaetano Oristanio

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Un mancino da 30 metri che si infila sotto l'incrocio. Una prodezza che manda l'Italia dritta ai quarti di finale del Mondiale Under 17: firmato Gaetano Oristanio. La mossa nella ripresa di mister Nunziata che regala la qualificazione agli azzurri. Facile per l'allenatore ricorrere a lui vista la sua capacità di ricoprire praticamente tutti i ruoli dalla trequarti in avanti, un vero e proprio jolly a disposizione della Nazionale.

 

Gaetano nasce a Vallo di Lucania, provincia di Salerno, il 28 settembre 2002 e si mette subito sulle orme di papà Rosario (ex giocatore con una carriera tra Serie C e dilettanti). Roccadaspide e Peluso Academy di Avellino, prima di approdare all'Inter nel 2016. In nerazzurro si abbona alle vittorie, conquistando in tre anni un secondo posto in Under 15 e due scudetti con Under 16 e Under 17.

 

La stagione passata è trionfale, conclusa, oltre alla vittoria del campionato, con la supercoppa di categoria. Piede mancino (quello con il quale ha trascinato l'Italia ai quarti) e caratteristiche da vero numero 10. Creatività e fantasia le sue armi migliori. Un brutto infortunio ha condizionato la sua ultima stagione, tenendolo fuori per qualche mese: una frattura della cresta iliaca che però non ha interrotto la sua crescita. L'esordio nella primavera nerazzurra e la convocazione al Mondiale a testimoniarlo.

 

Qualcuno azzarda addirittura un paragone con Messi, per via del mancino e del suo dribbling. Un confronto probabilmente eccessivo, ma quello che è certo è che anche con la Primavera allenata da Madonna, non ha impiegato molto a farsi notare. Gol e assist all'esordio in campionato e gol all'esordio in Youth League contro lo Slavia Praga, subentrando al suo amico Sebastiano Esposito. Proprio quell'Esposito, che adesso lo aspetta a San Siro. Ma prima c'è il Brasile sulla strada di Gaetano Oristanio. I quarti di finale lo attendono, sperando ancora in una sua magia per continuare a coltivare il sogno mondiale.

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