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Scenari Figc: da Malagò ad Abete, Gravina verso il passo indietro

le ipotesi
Giorgia Cenni

Giorgia Cenni

Il presidente Figc sembra ormai aver preso la decisione di fare un passo indietro, ma andrà comunque alla conta delle componenti federali oggi, giovedì 2 aprile, per disegnare il futuro. Anche senza di lui. Le ipotesi al momento più accreditate in caso di dimissioni sono il ritorno di Giancarlo Abete (già presidente federale dal 2007 al 2014) o l'ex numero uno del Coni, Giovanni Malagò, sul cui nome è già uscito allo scoperto Aurelio De Laurentiis

MALAGO'-SERIE A: OGGI L'INCONTRO. LIVE

Il terzo mancato Mondiale consecutivo, il secondo sotto il mandato di Gabriele Gravina, scuote gli uffici della Federcalcio. Il presidente arriva da solo in tarda mattinata in via Allegri, dopo esser rientrato all’ alba dalla Bosnia e si allontana dopo ore di riflessioni nel suo ufficio. La decisione di fare un passo indietro sembra ormai presa, anche se Gravina attende comunque un riscontro delle componenti federali, convocate con urgenza nelle prossime ore per fare valutazioni approfondite ma soprattutto per capire su chi può contare. O su chi può ancora contare, per disegnare un futuro eventualmente anche senza di lui. Serie A, Serie B, Serie C, Dilettanti, associazione allenatori e associazione giocatori. Le stesse componenti che a febbraio 2025 hanno sostenuto Gravina con il 98% dei voti. I presidenti Simonelli, Bedin, Marani, Calcagno erano a Zenica, accanto allo stesso Gravina. Insieme al presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, e al ministro dello sport Abodi. L’ immagine fornita era di grande compattezza, come è normale che fosse in un’occasione così importante, ma adesso si deve fare i conti con la ripetitività di un evento diventato ordinario: essere esclusi dal Mondiale. 

Possibili elezioni entro metà luglio

Di tutti gli scenari, il piu’ probabile sono le dimissioni, con elezioni indette entro la metà di luglio. Le pressioni sono forti. Nessuna decisione è stata presa immediatamente dopo la partita per capire come organizzarsi adesso. Difficile che ci sia spazio per i ripensamenti, anche se il fronte del sì a Gravina sembra solido. Tuttavia c’è una componente che ha iniziato da subito a vacillare, la serie A, che appare spaccata sul confermare il sostegno. Il presidente del Napoli, De Laurentiis, è già uscito allo scoperto. Anche con il nome di Malagò come possibile candidato per la successione, nome che resta molto credibile per il futuro della Figc.

Abodi a favore delle dimissioni, più cauto il Coni

E se la politica - che pure non può entrare nelle decisioni autonome di una federazione - ha preso una posizione forte e influente attraverso il ministro dello Sport, Andrea Abodi, chiaramente a favore delle dimissioni di Gravina e di un cambiamento radicale in Figc, più cauta invece è la posizione del Coni, che peraltro esclude, in questo momento, un commissariamento da parte del presidente Buonfiglio poiché, dal punto di vista normativo, non sussiste alcuna delle condizioni necessarie per prendere quel provvedimento.

L'ipotesi Abete

Se l’attuale presidente dovesse decidere di fare un passo indietro, si fa strada anche l’ipotesi di un cambio ma all’interno di un piano di sostanziale continuità: il posto verrebbe di fatto lasciato a Giancarlo Abete, attuale presidente della Lega Dilettanti, 75 anni, già a capo della figc dal 2007 al 2014. Che avrebbe i voti necessari. E Gravina potrebbe restare vicepresidente della Uefa. Non proprio una rivoluzione, insomma. Ma è ancora presto per sapere come finirà. L’unica certezza è che l’Italia è rimasta ancora a casa.

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