Mondiali 2026, l'Iran sbarca in Messico con scorta militare dopo il caos visti Usa
La nazionale di calcio iraniana è arrivata domenica 7 giugno in Messico, dopo che Washington ha negato i visti ad alcuni membri dello staff tecnico. I giocatori e lo staff tecnico sono sbarcati dall'aereo in un aeroporto sorvegliato da moltissimi militari, pattugliato da soldati della Guardia Nazionale messicana, dove li attendeva un piccolo gruppo di tifosi che sventolavano bandiere iraniane. Dopo l'arrivo, lunedì primo allenamento a porte chiuse
MONDIALI, TUTTI I CONVOCATI - IL VIDEO DELL'ARRIVO DELL'IRAN
- La nazionale di calcio iraniana è arrivata domenica 7 giugno in Messico, dove si sta allenando in vista dei Mondiali, dopo che Washington ha negato i visti ad alcuni membri dello staff tecnico
- "Saremmo dovuti arrivare la settimana scorsa perché un fuso orario di 12 ore richiede due settimane di acclimatamento", ha dichiarato il commissario tecnico Amir Ghalenoei al suo arrivo all'aeroporto di Tijuana. "Normalmente in queste competizioni, prima delle questioni tecniche, devono essere rispettate le considerazioni etiche e umane, e questo non è avvenuto nel nostro caso", ha aggiunto.
- L'aereo della "Team Melli" è atterrato a Tijuana. Dopo mesi di incertezza sulla sua partecipazione, la nazionale iraniana sarà al centro della diplomazia di questi Mondiali in Nord America: mai prima d'ora una nazione partecipante al torneo si era trovata in guerra con il Paese ospitante
- I giocatori e lo staff tecnico sono sbarcati dall'aereo in un aeroporto sorvegliato da moltissimi militari, pattugliato da soldati della Guardia Nazionale messicana
- Permangono dubbi sui permessi di ingresso negli Stati Uniti per i giocatori iraniani, con le autorità iraniane che citano procedure diverse. L'amministrazione statunitense ha rilasciato i visti ai giocatori, ma non a tutti i membri dello staff tecnico
- A circa quindici membri della delegazione è stato negato l'ingresso, tra cui il presidente della Federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj
- "Purtroppo, ad alcuni membri chiave dello staff tecnico, che svolgono un ruolo molto importante per la squadra, è stato negato il visto", ha lamentato il giocatore Ehsan Hajsafi.
- Nella giornata di lunedì per l'Iran allenamento a porte chiuse in Messico, con misure di sorveglianza molto strette
- Fuori dall'aeroporto di Tijuana un piccolo gruppo di tifosi che sventolavano bandiere iraniane. La squadra, che disputerà due partite della fase a gironi a Los Angeles e una a Seattle, gareggerà in circostanze del tutto insolite.
- Un giovane tifoso iraniano sventola una bandiera dall'auto
- L'uscita dall'aeroporto del pullman della squadra iraniana
- Il bus dell'Iran scortato dai militari fuori dall'aeroporto
- L'Iran giocherà il 15 giugno a Inglewood, in California, contro la Nuova Zelanda e sei giorni dopo contro il Belgio, prima di recarsi a Seattle per affrontare l'Egitto il 26 giugno. L'Iran e gli Stati Uniti potrebbero incontrarsi nei sedicesimi di finale il 3 luglio ad Arlington, in Texas, qualora entrambe le squadre si classificassero seconde nei rispettivi gironi
- La nazionale iraniana ha svolto il suo primo allenamento a porte chiuse in Messico. Tra i convocati ci sono 17 atleti che non giocano da febbraio a causa della guerra. Problemi di visto avevano precedentemente costretto il team a trasferire il suo centro di allenamento da Tucson, in Arizona, a Tijuana, città messicana al confine con la California.
