Da baby tifoso a dominatore col Brasile: chi è il talento marocchino Bouaddi
il protagonistaIntroduzione
Si è messo in tasca il fortissimo centrocampo di Ancelotti dando l'ennesima conferma del suo enorme potenziale sul palcoscenico più grande di tutti. Un Mondiale lo aveva già fatto, quello del 2018 in Russia, ma da tifoso di appena dieci anni che seguiva la nazionale del suo cuore (nonostante tutta la trafila in quelle della Francia, il Paese dove è nato). Soprannominato 'il matematico' per la sua passione della materia. Ha preso la maturità mentre giocava già da pro. A 15 anni ha vinto una gara di oratoria all'Eliseo. Vanta già tanti record e piaceva al Milan: l'identikit
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Quello che devi sapere
Il piccolo Bouaddi e il grande Bouaddi
La foto l'ha postata proprio lui sul suo profilo Instagram pochi giorni fa, appena prima dell'inizio del suo primo Mondiale da protagonista. C'era già anche nel 2018 — anni dieci — a tifare per il suo Marocco nel Mondiale di Russia.
Nella partita contro il Brasile, Bouaddi era uno dei dieci titolari su undici della nazionale marocchina non nati in Marocco: l'anagrafe dice Senlis, Francia, la nazionale che ha rappresentato spesso a livello giovanile: "Il mio pensiero va anche alla Francia — ha scritto nel post della tenera foto da bambino —. la scelta di rappresentare il Marocco non toglie in alcun modo l'orgoglio e la riconoscenza di aver potuto indossare la maglia bleus da giovane". Ma quello scatto era più che un indizio su quella che ha sempre sentito la sua vera nazionale.
La partita totale contro i pentacampioni
Accanto alla foto da bimbo, sui social, circolano anche eloquenti immagini AI dove Bouaddi si tiene letteralmente in tasca il centrocampo del Brasile. La heatmap Opta non mente: ha stupito tutti, pur lanciato in campo un po' a sorpresa (ricordiamo, Bouaddi ha solo 18 anni e questa era la sua quarta partita in assoluto col Marocco).
Primo per palloni toccati, passaggi riusciti, conduzione palla. Senza contare il lavoro difensivo che è la sua caratteristica più spiccata. Tra i migliori per smarcamento, tradotto: non si nasconde, si fa vedere, vuole palla e ha coraggio. È stato tra i migliori in assoluto, parola di statistica; ma chi ha visto la partita non aveva dubbi.
Primi anni
Ma partiamo dal principio: Ayyoub Bouaddi è un classe 2007, nato a Senlis, un pittoresco e storico comune situato nel dipartimento dell'Oise, nella regione dell'Alta Francia, a nord di Parigi. Ha mosso i primi passi nell'AFC Creil, una società dilettantistica locale in cui ha militato addirittura per un decennio, dal 2012 al 2021.
Ecco un altro dei suoi segreti: la stabilità, come quella che garantisce alle sue squadre in mezzo al campo. Di club ne ha avuti solo due, Creil e Lille, con cui sta esplodendo nel grande calcio. Col Lille vanta già quasi cento presenze e — vale la pena ricordarlo — parliamo di una squadra che in passato ha lanciato talenti come Hazard, Osimhen, Maignan, Yoro e Leão (solo per citarne alcuni).
La bellezza della matematica
Avete presente i film americani che insistono sul tema dello sport indissolubilmente legato allo studio? Ecco, Bouaddi — che proprio in terra americana potrebbe consacrarsi — sarebbe un perfetto protagonista di quelle pellicole sportive. Mentre giocava col Lille ha conseguito il Baccalauréat (il "Bac"), il diploma di maturità del sistema scolastico francese. Tra i suoi interessi spicca la matematica, come confessato all'Équipe: "C'è sicuramente della bellezza, è anche un modo per distrarmi dal calcio e aprirmi a qualcos'altro". In patria non sono mancati i soprannomi: 'Génie du ballon et des maths' (genio del pallone e della matematica) è uno, o più semplicemente 'il matematico'.
Il concorso di oratoria all'Eliseo
Che Bouaddi non sia solo calcio è ormai abbastanza chiaro. Come controprova il premio vinto nel 2023 a 15 anni all'Eliseo in una gara di oratoria. I temi: la menzogna è a volte un male necessario? Il risultato è più importante del metodo? Si trattava di un concorso organizzato dall'accademia del Lille e riservato ai giocatori delle giovanili (qui trovate il video)
Capitolo record
È stato una vecchia conoscenza del calcio italiano come Paulo Fonseca — oggi al Lione — a lanciarlo nel calcio dei pro. Aveva 16 anni compiuti da appena tre giorni quando fece il suo esordio assoluto in Conference League — palcoscenico europeo, per intenderci — nella partita del Lille contro il Klaksvík. Poi la prima in Ligue 1. Bouddi ha già collezionato minuti anche in Europa League e Champions League. Prendendosi questi record:
- Il giocatore più giovane di sempre a scendere in campo nella storia della Conference League
- Ha conquistato il titolo temporaneo di calciatore più giovane in assoluto a esordire in una qualsiasi competizione europea per club, un record durato due anni prima di essere battuto dai 15enni Gerasimou (AEK Larnaca) e Dowman (Arsenal)
- Ha infranto un primato interno durato 45 anni, diventando il calciatore più giovane ad aver mai disputato una partita ufficiale con la maglia del Lille
- È il più giovane giocatore ad aver esordito di Ligue 1 nel XXI secolo, all'età di 16 anni e 20 giorni
L'esordio da titolare in Champions col Real, piaceva al Milan
In Champions Bouaddi vanta nove presenze, la prima da titolare proprio nel giorno del suo 17esimo compleanno contro il Real Madrid. Risultato finale: vittoria 1-0 del Lille. In ottica mercato piace a tante e piaceva soprattutto al Milan la scorsa estate, poi la trattativa non è decollata. E' anche il teenager con più minuti raccolti nei top cinque campionati nella stagione appena conclusa.
Identikit
Bouaddi si presenta con una biometria di tutto rispetto: 185cm per un peso forma di 72 chilogrammi. Leve lunghe, piede destro. Giocatore profondamente relazionale, non legato a un ruolo specifico, ma capace di gravitare attorno ai compagni e al pallone. La riconquista del possesso è la stella polare del suo gioco ma, coi suoi movimenti, può aiutare a creare la superiorità numerica anche in fase di attacco. In questo senso, la partita col Brasile è stata una première cinematografica del suo repertorio.
In possesso denota self control, perdendo raramente palla. Bravo nel contrasto e nell'occupazione preventiva delle zone di intercetto. Due paralleli, uno più realistico, uno volutamente 'esagerato': Curtis Jones del Liverpool e Rodri.