Gli azzurri tornano al successo nella finale 3°-4° posto di Nations League battendo il Belgio 2-1. Le pagelle di Stefano De Grandis: Chiesa, Barella e Berardi i migliori
GIANLUIGI DONNARUMMA: voto 6,5
Tra i pali è il più forte del mondo, che lo fischino (come a Milano) o che lo applaudano (come stavolta a Torino). E la parata su a Alderweireld lo dimostra. Il tallone d’Achille sono le uscite alte, come quella goffa con favorisce la successiva paratona… Poi c’è la fortuna: con i pali della sua porta (tre, colpiti dal Belgio) ha evidentemente un rapporto di sangue. APPALENTATO
GIOVANNI DI LORENZO voto: 5,5
Il forfait di Calabria lo costringe agli straordinari, e il lavoro fuori orario, e fuori abitudine, non è mai gradito. Infatti DiLo deve sgobbare su Carrasco, che è in giornata, e fa molta fatica. Poi spinge con generosità, ma sono più evidenti le difficoltà difensive. STRESSATO
FRANCESCO ACERBI voto: 6
Lavora con profitto soprattutto su Batshuayi, anche se il Belgio qualche occasione in area di rigore la mette in piedi. Ma se non fosse per la libera uscita di tutti i difensori su un angolo a favore, forse l’Italia non subirebbe gol. Invece lo prende in contropiede, a 4 minuti dalla fine, sul 2-0… AMBIZIOSO
ALESSANDRO BASTONI voto: 6,5
Sempre puntuale, soprattutto quando va a raddoppiare su Acerbi, nei momenti di difficoltà. Efficace e pulito nel far girare la palla. Anche lui inutilmente in attacco nella occasione del gol subito. La prestazione resta però apprezzabile. CONCENTRATO
EMERSON PALMIERI: voto 6
Resta una volta di più l’azzurro meno intenso. Prova ad accendere la luce, a metà secondo tempo, con una percussione sulla fascia impreziosita da un tunnel. Che però resta fine a se stesso, con palla successivamente persa. Poche iniziative apprezzabili. SBIADITO
NICOLÒ BARELLA voto: 7
Ce l’ha col Belgio, visto che alla stessa nazionale aveva segnato l’unico gol agli Europei. Stavolta realizza un gol… alla Barella: fantastica coordinazione e battuta al volo dal limite dell’area con pallone che finisce nell’angolo. Le respinte corte – in questo caso di testa – sembrano il suo pane. Ma in realtà, in partita, fa fuori ogni portata con la solita energia. AFFAMATO
MANUEL LOCATELLI voto: 6
Prova a stendere sul foglio la perfetta lezione di geometria, ma le righe gli escono un po’ sghembe. Quel ruolo non è propriamente il suo. E anche se è difficile assegnare a un secchione come Loca un voto insufficiente, il primo della classe in questa materia resta Jorginho. APPLICATO
LORENZO PELLEGRINI: voto 6,5
Mancini lo restituisce al centrocampo, e lui interpreta l’incarico aggiungendo vivacità e iniziative. Brillante negli scambi, e tonico dal punto di vista fisico. Pochi sanno uscire dalla pressione degli avversari con la sua disinvoltura. In una occasione addirittura in tunnel. ESUBERANTE
DOMENICO BERARDI voto: 7
Non ha lo strappo di Chiesa, ma ha la capacità di raccordare con intelligenza il centrocampo con l’attacco. Il suo cavallo di battaglia e il rientro da destra col sinistro e il cambio di gioco dalla parte opposta. Dove proprio Chiesa diventa la stazione ideale dove recapitare il pallone. In più arriva al tiro e segna su rigore. PREZIOSO
GIACOMO RASPADORI voto: 6
Col pallone sa cosa farci, e anche i suoi movimenti sono sempre quelli giusti. L’ironia della sorte, però, gli regala il posto in una partita - con spazi in profondità - che sarebbe ideale per Ciro Immobile. A cui invece dovrebbe dare il cambio quando bisogna entrare in area con le triangolazioni. RIMANDATO
FEDERICO CHIESA voto: 7,5
Un cavo ad alta tensione capace di regalare continue scariche di elettricità. È il primo a tirare in porta. Poi anche il secondo, e il terzo… Forse tira anche troppo, mentre a volte potrebbe giocare con gli altri. Ma alla fine i pericoli li provoca tutti lui, impegnando Courtois e ottenendo un rigore. CORTO CIRCUITO
BRYAN CRISTANTE (dal 70'): voto 6
Mancini lo tiene nella sua manica, come il Jolly da usare in qualsiasi occasione: davanti alla difesa, da interno, a saltare sugli angol per fare gol. Pare abbia in mente di provarlo anche come vice Jorginho… Nel finale contro il Belgio, si limita a chiudere gli spazi. SOLDATINO
JORGINHO (dal 70'): voto 6,5
È l’unico azzurro a non avere una alternativa. Regista di governo e personalità, entra negli ultimi 20 minuti per congelare il doppio vantaggio. E lo fa con la solita personalità. INSOSTITUIBILE
MOISE KEAN (dal 65'), LORENZO INSIGNE (dal 90'+1) e FEDERICO BERNARDESCHI (dal 90'+2) SV
IL CT, ROBERTO MANCINI voto: 7
Dopo la sconfitta, ricomincia la collezione di vittorie. Quindi migliora il ranking, ma senza rinunciare alla sperimentazione in vista del prossimo mondiale, provando Locatelli regista e Raspadori centravanti. Sono formule da perfezionare, ma il risultato ottenuto è già apprezzabile. CHIMICO