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11 novembre 2017

Nazionale, per De Rossi un traguardo amaro: con 117 presenze supera Pirlo ma il Mondiale è lontano

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Nell'andata del spareggio contro la Svezia, il romano scavalca l’ex di Milan e Juventus. Davanti a lui soltanto Cannavaro, Maldini e l’irraggiungibile Buffon. Una sua deviazione sfortunata sul tiro di Johansson rischia però di tenerlo lontano da Russia 2018

Avrebbe sperato di poter festeggiare questo traguardo in maniera decisamente migliore. La presenza numero 117 in nazionale, quella che permette a De Rossi di superare Andrea Pirlo, coincide con la sconfitta nello spareggio per i Mondiali di Russia 2017. Proprio una deviazione del centrocampista sul tiro di Johansson è costata l’1-0 finale per gli svedesi che adesso sono più vicini alla fase finale della Coppa del mondo. Il ritorno di San Siro può cambiare tutto, ma – come ha detto lo stesso capitano della Roma – se dovesse andar male sarebbe una macchia nella sua straordinaria carriera. Ecco le fasi salienti del suo percorso azzurro. Percorso che si spera possa proseguire a giugno all’ombra del Cremlino.

L’esordio

La prima delle 117 partite in azzurro De Rossi la gioca il 4 settembre del 2004. È l’esordio della nazionale di Lippi alle qualificazioni di quello che sarà poi l’indimenticabile Mondiale tedesco. Lo scenario è lo stadio Renzo Barbera di Palermo e l’avversario è la Norvegia del gigante John Carew. Lo stesso centravanti ex compagno di De Rossi nella stagione 2003-04 porta in vantaggio i suoi dopo appena 40 secondi di gioco, ma il romano classe ‘83 decide di concedersi anche il gol al debutto con l’Italia pareggiando già al 4’. Si tratta della prima delle sue 21 reti che lo rendono attualmente il centrocampista più prolifico della storia azzurra e il miglior marcatore assoluto in attività. Quel match sarà poi deciso da Luca Toni, ex beniamino di casa a Palermo. Fu il primo passo per Lippi verso Berlino 2006 e per De Rossi nella sua straordinaria carriera in nazionale. 

Campione del mondo (con una macchia)

Era stato suo il primo gol nelle qualificazioni e ovviamente non poteva mancare la convocazione per l’allora 23enne al Mondiale in Germania. De Rossi è titolare sia all’esordio contro il Ghana sia nel secondo match contro gli Stati Uniti. Il numero quattro, però, è protagonista di una gomitata ai danni dell’americano McBride che gli costa l’espulsione diretta al 28’ del primo tempo e quattro giornate di squalifica. Per sua fortuna, gli azzurri arrivano fino alla finale di Berlino anche se nel frattempo De Rossi ha perso il posto da titolare. C’è Gattuso con Pirlo, Perrotta e Camoranesi, ma il romano fa in tempo ad entrare e segnare uno dei cinque rigori che consegnano all’Italia il suo quarto titolo di campioni del mondo. Al ritorno a Roma al Circo Massimo, De Rossi è (con Totti) uno dei più acclamati. 

La prima da capitano

Terminata la prima parentesi con Lippi, inizia quella targata Roberto Donadoni. L’allenatore bergamasco punta molto sul centrocampista della Roma che è titolare già alla prima ufficiale contro la Lituania per le qualificazioni a Euro 2008. Nel biennio che precede l’Europeo in Austria e Svizzera, De Rossi gioca anche la sua prima partita da capitano azzurro: è il 17 ottobre 2007, l’Italia affronta il Sudafrica in un’amichevole a Siena vinta per 2-0, il romano porta la fascia e la maglia numero 10 che l’amico Francesco Totti aveva lasciato ritirandosi dopo il Mondiale del 2006. 

Euro 2008, gol alla Francia e inizio dei duelli con la Spagna

Quello che si presenta a Euro 2008 è un De Rossi ormai leader della nazionale azzurra. Il romano prende la numero 10 in una competizione ufficiale: si tratta della prima dal 1998 in cui quella maglia non è sulle spalle di Del Piero o Totti. Eppure, contro ogni previsione, Donadoni decide di lasciarlo fuori all’esordio contro l’Olanda. Il 3-0 a favore degli orange e le polemiche che ne sono derivate, riporteranno l’ex allenatore del Napoli a puntare su De Rossi. Il campione della Roma non delude e segna subito nel match già decisivo contro la Francia vinto 2-0. L’1-1 con la Romania alla terza partita del girone garantisce agli azzurri il passaggio ai quarti di finale. L’Italia perde però ai rigori contro la Spagna e non sarà l’ultima volta che Iniesta, Xavi e i fuoriclasse iberici saranno sulla strada di De Rossi. 

Delusione Mondiale 2010

Con l’eliminazione ai quarti di finale di Euro 2008 termina l’avventura di Donadoni sulla panchina azzurra. Al suo posto torna in nazionale Marcello Lippi. Ovviamente, così come aveva fatto per il Mondiale del 2006, il viareggino punta su Daniele De Rossi per riprovare l’impresa in Sudafrica. Il calciatore della Roma è titolare nel centrocampo che Lippi disegna già durante le qualificazioni. Al Moniale, però, l’Italia subisce una delle eliminazioni più clamorose della sua storia: non basta il gol di De Rossi contro il Paraguay per il passaggio agli ottavi di finale: gli azzurri arrivano ultimi in un girone con Nuova Zelanda, Slovacchia e Paraguay. "Inutile cercare alibi, io non li sottovalutavo ma prima della partita ero tranquillo, scherzavo e ridevo", queste le parole di De Rossi al termine del 3-2 contro la Slovacchia. 

Euro 2012, ancora De Rossi contro le furie rosse

Cambiano gli allenatori, De Rossi è sempre lì, al centro della mediana azzurra. Anche Cesare Prandelli, sostituto di Lippi dopo la débâcle mondiale del 2010, vuole Daniele a guidare la sua nazionale. L’allenatore ex Fiorentina utilizzerà il romano anche come centrale di una difesa a tre in diverse occasioni e con ottimi risultati. La prima competizione ufficiale che vede De Rossi alle dipendenze di Prandelli è l’Europeo del 2012, una manifestazione che gli azzurri giocano in maniera eccellente fino alla finale. Il mediano della Roma torna ad indossare il "suo" numero 16 ed è tra i migliori della spedizione. Dopo la doppietta di Balotelli contro la Germania in semifinale, l’Italia arriva priva di forze all’atto conclusivo. Ancora una volta, sono i fuoriclasse spagnoli ad avere la meglio con un 4-0 senza storia. 

Brasile 2014, altro disastro azzurro

Forse con De Rossi in campo durante l’ultima e decisiva partita del girone contro l’Uruguay (quella del morso di Suárez a Chiellini) sarebbe andata diversamente, ma la storia dice altro. Dopo la clamorosa eliminazione al Mondiale del 2010 e dopo l’ottimo Europeo nel 2012, arriva un’altra delusione per il numero 16 romano. In Brasile, l’Italia gioca bene soltanto all’esordio contro l’Inghilterra per poi spegnersi contro Costarica e Uruguay. De Rossi si fa male durante il secondo match contro i centramericani ed è costretto a saltare la sfida a Cavani e compagni. 

La presenza numero 100

È il 16 novembre 2014 quando Daniele De Rossi si aggiunge all’esclusivo club dei centenari con la maglia azzurra. Durante l’incontro di qualificazione a Euro 2016 contro la Croazia, disputato a Milano e terminato 1-1, il romano tocca quota 100. Traguardo che prima di lui avevano raggiunto soltanto leggende come Dino Zoff, Paolo Maldini, Fabio Cannavaro e Andrea Pirlo

Euro 2016, altro infortunio sul più bello

Se c’è una costante di De Rossi in nazionale è la sua poca fortuna nei momenti decisivi delle competizioni più importanti. Dopo l’infortunio al polpaccio che gli ha fatto saltare il match contro l’Uruguay al Mondiale brasiliano, ecco un altro infortunio, stavolta alla coscia, rimediato agli ottavi contro la Spagna (in questa occasione battuta con De Rossi migliore in campo) che impedisce al numero 16 di giocare i quarti di finale con la Germania. Considerando che il centrocampista azzurro è il rigorista della nazionale e visto com’è uscita l’Italia contro i tedeschi, anche in questo caso – con il senno di poi – è facile dire che forse sarebbe andata in maniera diversa con De Rossi in campo. 

De Rossi e Pirlo, la storia azzurra

Con il match contro la Svezia, De Rossi ha superato Andrea Pirlo a quota 116. Proprio nella settimana in cui l’ex fuoriclasse di Juve e Milan ha giocato la sua ultima partita in carriera. Spesso s’è parlato della presunta incompatibilità tra i due centrocampisti: alcuni li ritenevano troppo simili, altri perfetti per giocare insieme. Di certo c’è che hanno giocato più di 100 partite in azzurro, molte delle quali uno al fianco dell’altro. Pirlo non potrà più aumentare il suo bottino di gettoni, De Rossi può provare a raggiungere Maldini a quota 126 e più difficilmente Cannavaro a 136. Sicuramente spera di poterlo fare anche giocando qualche partita dalle parti di Mosca il prossimo giugno. 

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