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13 novembre 2017

Italia-Svezia, Maldini: "Quanto vorrei giocarla anch'io. Attenzione a San Siro..."

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L'ex capitano del Milan e della Nazionale ha parlato a poche ore dal calcio di inizio: "Non immagino un Mondiale senza Italia sinceramente, per questo avverto una tensione incredibile. Dopotutto, sono stato capitano e giocatore di questa Nazionale per tanti anni"

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Ci aiuti a capire l'atmosfera di San Siro?
"Non so, ma posso soltanto dirti che sono teso. Mi ricorda Italia-Portogallo, giocata nel 1993 per la qualificazioni ai Mondiali del 1994 e non oso immaginare un Mondiale senza l'Italia. Per quanto sono stato capitano e giocatore di questa Nazionale avverto tutta la tensione del momento".

Prima di una partita come questa, da capitano, cosa diresti?
"Non c'è molto da dire, tutti sanno ciò che devono fare. Le motivazioni vengono naturali. Molte volte però esser troppo carichi può essere un problema. E' vero che San Siro potrebbe dare qualcosa in più, ma può anche essere un nemico per chi non ha una certa personalità. Alcuni compagni erano più tranquilli a giocare fuori casa".

Che idea ti sei fatto del perché la Nazionale sia arrivata a questo punto?
"Il girone di qualificazione con la Spagna è stato una sentenza, lo spareggio era un'eventualità concreta fin dall'inizio. La partita in Svezia sicuramente non è stata bella, perché l'Italia è molto superiore e non è stata capace di controbattere su ciò che sono le loro forze. L'allenatore, come i giocatori e i vertici, ha le proprie responsabilità. Le colpe si dividono".

3-5-2 con Jorginho e Gabbiadini, con la solita difesa
"Ho capito che per trovare l'undici migliore bisogna vederli in allenamento. Quindi le scelte per ora vanno assolutamente difese. Il modulo di certo può tagliare alcuni giocatori, come Insigne, ma può essere un vantaggio magari impiegarlo a partita in corso. La difesa la confermerei anche io".

Relativamente al movimento, qual è il problema principale?
"Ce ne sono tanti. Tra l'altro non ci siamo quasi mai trovati in questa situazione, degli spareggi. A me è successo nel 1997, quando con mio padre in panchina affrontammo la Russia. E in quell'anno c'era stato il cambio di allenatore. Di certo il girone con la Spagna è stato penalizzante. Se dovesse andar male tante altre domande andranno fatte. La prima è: qual è il futuro? Ma è inutile parlarne prima, se non dovessimo raggiungere i Mondiali vuol dire che non ci sono i dirigenti giusti".

Si è parlato anche di te in Federazione. Cosa c'è stato? Perché hai detto di no?
"Oggi non è la giornata giusta per parlarne. C'è stata soltanto una chiacchierata amichevole, ma poi non se n'è fatto più niente. Non ho dato risposte negative. In futuro non so, per ora tutti mi chiedono perché non sono all'interno del mondo del calcio ma è anche una mia scelta. Ho la possibilità di scegliere quale debba essere il mio futuro e quindi solo se ci saranno le condizioni ideali tornerei nel mondo del calcio. La scelta sarebbe inevitabilmente solo per la Nazionale".

L'avresti voluta giocare?
"Una volta smesso di giocare, stetti male alla prima di campionato, così la prima gara in Champions. Questa l'avrei voluta giocare".

Un pronostico?
"Che sia 2-0 o 3-1 o 4-2 non mi interessa, l'importante è passare e ci sono le possibilità".

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