Seba Esposito: "In Nazionale con un fratello è incredibile". Pio: "Ero portiere, poi…"
intervistaSebastiano e Pio Esposito stanno vivendo la prima convocazione insieme con l'Italia: i due fratelli, scelti da Mancini per le prime partite in Nations League contro l'Italia, hanno raccontato l'emozione di indossare insieme la maglia azzurra in un'intervista doppia a VivoAzzurro Tv
Gli ultimi fratelli a giocare insieme in Nazionale sono stati gli Inzaghi, Simone e Filippo, in campo insieme per 11 minuti in un'amichevole contro l'Inghilterra del 15 novembre 2000. 26 anni dopo, un'altra coppia di fratelli può vestire allo stesso momento la maglia azzurra. Si tratta dei fratelli Esposito, Sebastiano e Pio, convocati da Mancini per le quattro gare di Nations League che l'Italia affronterà dal 25 settembre al 5 ottobre contro Belgio, Francia e Turchia (quest'ultima per due volte). Intervistato da VivoAzzurro Tv, Pio racconta cosa si prova ad essere convocati insieme in Nazionale: "È il massimo che si possa raggiungere in Nazionale, per un giocatore, per un bambino che sogna di diventare un calciatore. Quando lo sogni con tuo fratello fin da piccolo, e ci arrivi, è davvero il massimo". Per Sebastiano, si tratta di un'emozione doppia, trattandosi della sua prima convocazione in assoluto con l'Italia. L'attaccante del Sassuolo torna al momento in cui ha scoperto della chiamata di Mancini: "Ero in ritiro a Monza per giocare. Aquilani sperava che le convocazioni uscissero dopo la partita, e invece sono state ufficializzate prima. È stata una felicità incredibile, l'ho saputo dai social. Non mi sarei mai perdonato di non essere convocato in Nazionale, soprattutto perché Salva (Salvatore, il fratello maggiore ndr) era stato convocato, Pio in Nazionale... non potevo mancare io! Ho videochiamato Pio, pensava fosse uno scherzo... È emozionante, soprattutto per me. Essere qua è un'emozione incredibile, un sogno che si realizza. Farlo con mio fratello è ancora più incredibile."
"Mancini ci ha aiutati molto"
I due fratelli hanno avuto modo di mettersi subito al lavoro sotto le indicazioni di Roberto Mancini, che ha già dato i primi consigli ai due fratelli, come svelato da Pio: "Mancini è stato un grande attaccante, sicuramente ci può dare tanti suggerimenti sul ruolo. Sono state indicazioni tecniche, ci ha aiutato su come posizionare meglio il corpo. Ma anche motivazionali, morali". Sebastiano aggiunge: "Mancini ci ha detto di godercela. Venire in Nazionale è una cosa strepitosa, e a volte fai fatica a godertela per le tante emozioni. Farlo con tuo fratello ti dà emozioni in più, e lui ci ha aiutato su questo". Il battesimo in Nazionale per Sebastiano non si è limitato solo al primo allenamento sul campo. Come da tradizione, i debuttanti si sono esibiti con una prestazione canora davanti a tutti. Secondo Pio, "Sebastiano è stato il migliore, quello più seguito con la sua canzone". "Hanno cantato in quattro, mi sono offerto quinto per non fare peggio di loro. Ho cantato "Surdato 'nnammurato" ha raccontato Sebastiano. L'ex Cagliari è uno dei nove esordienti convocati da Mancini. Per Pio, l'avere una Nazionale 'giovane' può essere un vantaggio: "Io conosco tutti o quasi, abbiamo fatto il percorso insieme dalle Under 17. È bello, ci sarà entusiasmo, ne abbiamo bisogno per ripartire. Ma sappiamo bene quanto i veterani ci tengano e quanto siano stati male per la non qualificazione. È un bel mix".
Pio e il passato da portiere: "Mi hanno costretto"
Il raggiungimento di un simile traguardo ha portato gli Esposito a tornare ai giorni della loro infanzia, passata a Castellamare di Stabia a giocare nel campetto del quartiere Cicerone, rinnovato proprio dalla famiglia Esposito nel 2024. Sebastiano racconta: "Abbiamo due genitori straordinari che ci hanno aiutati in questo, a costruire e rendere forte il legame tra di noi. Ci sono sempre stati litigi, come in tutte le famiglie, ma l'amore tra di noi è sempre stato forte e questo lo dobbiamo a loro. C'è grande amore. Siamo nati e cresciuti a Castellammare di Stabia. Per noi è un orgoglio, abbiamo girato l'Italia e l'estero, ma rimane la città più bella del mondo. Quando possiamo torniamo per aiutare i ragazzi, c'è il nostro campetto al quartiere Cicerone, che abbiamo rimesso a nuovo, speriamo che aiuti i ragazzi a sfogarsi con un pallone invece di prendere brutte strade". Un retroscena, poi, è stato svelato su Pio, che quando ha iniziato a giocare non ricopriva il ruolo di attaccante, ma aveva cominciato addirittura in porta. L'interista ricorda: "Mi hanno costretto! Al campetto in cemento io andavo in porta, poi mi hanno fatto capire che non era il mio ruolo e ho cambiato... per fortuna!"
