Il 2016 di Ranieri: "Pressione? È la mia medicina"

Premier League
Claudio Ranieri si gode la Premier League vinta con il Leicester

L'allenatore del Leicester ripercorre "un anno fantastico" in un'intervista esclusiva a Sky Sports: "Sono partito dal basso, anno dopo anno ho vinto un campionato. La coppa? Volevo esserci, in Spagna nessuno mi invitò. Le vacanze? Mi stressano"

Cos’è la pressione? "Per me è la medicina per rimanere calmo e rilassato". 51 caratteri, meno di un tweet. Eppure a Claudio Ranieri bastano per raccontare in un secondo la sua carriera. Molto meno ci vuole per descrivere il 2016 con una parola: "Fantastico", riassume al massimo l’allenatore del Leicester in un’intervista esclusiva rilasciata a Sky Sports. "Non avevo mai vinto un titolo quindi per questo motivo il 2016 è stato l’anno più bello - spiega Ranieri -. E non posso dimenticare da dove ho iniziato. Come posso dire… è come se avessi iniziato con il Fleetwood Town. Come Jamie Vardy, in una piccola squadra. E piano piano sono passato di campionato in campionato. E se dopo 30 anni ho vinto il titolo, vuol dire che ho lavorato duramente e per questo motivo sono molto, molto soddisfatto. Come sono molto contento delle persone che ho trovato, a partire dal Presidente, perché volevo tornare in Inghilterra. Amo lo spirito, l’atmosfera, tutto quello che c’è intorno al calcio qui - aggiunge l’allenatore della favola Leicester. Volevo tornare e quando sono arrivato e ho incontrato le persone del Leicester ho detto: "Oh, mio Dio!". Ho sentito una fantastica energia, persone molto positive, un presidente che mi ha dato grande spinta. Questo è stato importante per me e per tutto lo staff. Tutti sentivamo questa energia giusta che veniva dalla società. Anche per questo è stato un anno fantastico", sottolinea ancora Ranieri.

La ricetta per la favola e la coppa con Morgan - Da Testaccio al tetto della Premier, cuore di Roma e orgoglio italiano. Uomo vero, sorridente e sincero. Anche così, a Leicester, ha conquistato tutti. Cittadina che prima era conosciuta più per il rugby, lì dove i Tigers hanno vinto tutto oggi dominano le volpi. Anche grazie a Sir Claudio. Ops, King. Battute, ironia, pizza, sorrisi e 4-4-2: così Ranieri ha scritto la favola Leicester. Con le mani di un uomo a cui proprio non riesci a voler bene, anche per "uscite" così: ""Io sono salito sul palco con Morgan, con la coppa e gli occhiali che mi cadevano. Lo ricordo benissimo, è stato un momento incredibile - spiega Ranieri -. Volevo assolutamente alzare la coppa. Sono un uomo strano, ma ricordo che quando ho vinto la coppa in Spagna e bisognava a ritirare la medaglia e andare con il Re, nessuno mi aveva detto: "Claudio devi andare anche tu". Così io ero sotto a guardare tutti dal basso, gli altri manager che andavano a prendere la medaglia d’argento, i miei giocatori che salivano e io che ero lì sotto e nessuno mi aveva detto niente. Così ho detto: "Quest’anno devo esserci!"", aggiunge l’allenatore del Leicester. Una favola per qualcuno, un UFO per altri. Una bellissima storia per tutti. Una squadra, per Claudio Ranieri.

Le vacanze, la squadra, la pressione - "Io sono più sotto pressione quando non ho un lavoro. Se sono a casa non riesco a vivere bene, pensare alle vacanze. Mia moglie mi dice sempre: "Non preoccuparti Claudio, in due o tre mesi tornerai. Goditi le vacanze". No, per me le vacanze sono quando sono davvero sotto pressione, quindi posso anche staccare un mese ma pensare al team, a quello che bisogna fare… e così posso godermi le vacanze. Ma se sono senza lavoro sono sotto pressione, sono nervoso. Io ho bisogno dell’adrenalina e della pressione": eccolo, Claudio Ranieri. E’ tutto qui. Un’attenzione maniacale alla sua squadra che lo ha portato alla vittoria della Premier, dopo anni da "eterno secondo". A Leicester, vicino al LCFC Training Ground (dove i taxi non sanno arrivare e gli abitanti delle case intorno si lamentano del via-vai di gente), lo amano tutti. Perché è così: semplice, sorridente e adesso, anche, finalmente vincente. Il 2016 un "anno fantastico", e il 2017? E’ vero, in Premier il Leicester adesso fa fatica. Ma… ci sono sempre gli ottavi di Champions: ci riproviamo, Claudio?