Mourinho contro Guardiola: l'evoluzione di una rivalità già storica

Premier League

Vanni Spinella

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Ventesimo capitolo della saga: nel derby di Manchester che può riaprire o chiudere quasi definitivamente la corsa al titolo in Premier i due vecchi nemici si trovano di nuovo contro. Ecco come è cambiato il loro rapporto nel corso degli anni

I “gemelli” Mourinho e Guardiola si scontrano per la ventesima volta in carriera, consapevoli più che mai di avere un enorme bisogno l’uno dell’altro. Hanno provato a ignorarsi, specialmente nella passata stagione, ma sapevano entrambi che non avrebbero resistito a lungo. È un classico dello sport, dove un nemico aiuta a entrare nel mito, rappresentando quella dolce ossessione che ti costringe a cercare di superare te stesso quotidianamente, in vista del duello con l’altro. Non fraintendete: Federer, Senna e Coppi sarebbero stati leggenda anche senza Nadal, Prost e Bartali, e viceversa, ma è innegabile che avere un altro sé con cui ci si confronta nel corso di tutta la carriera acceleri il processo. A patto che il nemico sia ben riconoscibile, e possibilmente l’esatto opposto. Mou e Pep, in questo senso, hanno già fatto il loro ingresso a braccetto nell’epica sportiva.

Trovatene due più diversi di così: uno ama giocare bene (e il risultato sarà una diretta conseguenza), avere il pallino in mano, creare; l’altro insegue il risultato (e per il bel gioco si vedrà), bada alla sostanza, parcheggia il pullman e si accontenta di vincere. Pep il proattivo, Mou il reattivo; ruoli che si invertono fuori dal campo, quando si sfidano a parole. Qui il portoghese passa all’attacco, punzecchia, vive per provocare; il catalano incassa i colpi con calma zen, al massimo scuote la testa quando gli riferiscono l’ultima sparata del suo gemello cattivo, mentre riflette su come rispondere, ma senza perdere la pazienza.

Non è un caso che, a pochi giorni da questo derby, Mourinho abbia citato - a proposito di rivalità mitiche - Borg e McEnroe (messaggio subliminale: rivalità, divisione, zero punti d’incontro) e Guardiola abbia risposto con messaggi di pace: siamo gemelli, in fondo vogliamo la stessa cosa, vincere (messaggio subliminale: fraternità, unione, veniamoci incontro).

Sono giunti al ventesimo capitolo dopo essersi affrontati in giro per l’Europa: 19 precedenti, 8 le vittorie di Guardiola, 4 quelle di Mourinho, 7 i pareggi. Gemelli allevati nello stesso ambiente, quello del Barcellona, all’epoca entrambi “traduttori”: Pep, sul campo, di ciò che chiedeva Robson alla squadra; Mou fuori, nei panni del “vice”. Poi il gemello buono è rimasto fedele, l’altro si è allontanato fino a diventare il nemico giurato del Barcellona. Da interista è tornato al Camp Nou per due volte (Champions 2009/2010, nella fase a gironi prima e in semifinale poi) uscendone sempre sconfitto, ma la seconda con l’indice levato al cielo, correndo tra gli innaffiatoi aperti dai nemici nel tentativo di rovinargli la festa. È lì che nasce la rivalità tra i due, con José che sussurra parole dolci all’orecchio di Guardiola mentre lui istruisce Ibrahimovic. È la prima immagine della loro rivalità, all’epoca ancora scherzosa.

Dopo il triplete e il ratto di Florentino, Mourinho si sente pronto a sfidare Guardiola anche sul territorio nemico e torna nella Liga da antipatico antieroe. Barcellona e Real Madrid sono il giorno e la notte, il bianco e il nero, Messi e Cristiano Ronaldo. Mourinho insegue i trofei, perché la missione del Real Madrid è quella di essere il più grande club del mondo attraverso la conta dei tituli, che resteranno per sempre; Guardiola, che di trofei ha già fatto incetta, ne sembra quasi annoiato, interessato com’è a rivoluzionare il calcio con le idee, quelle sì immortali, che fin dai tempi di Cruyff fanno del Barça “mes que un club”.

Inevitabile che nel periodo in cui i due si trovano a capo delle principali superpotenze di Spagna la rivalità raggiunga i picchi più alti e lo scontro si faccia più acceso. Merito anche di un calendario che beffardo li mette uno contro l’altro per ben 4 volte nel giro di 18 giorni (dal 16 aprile al 3 maggio 2011: campionato, finale di Coppa del re e doppia semifinale di Champions) con i celebri “por qué?” di Mourinho e Guardiola che (finalmente!) arriva a perdere le staffe come non mai nella conferenza stampa del “puto amo”. Le loro strette di mano prima di ogni duello, però, raccontano meglio di qualsiasi parola la storia di un allontanamento progressivo: culminando in quella del 14 agosto 2011, la prima dopo i quattro incontri ravvicinati, in cui i due si negano persino il contatto visivo, allungando il braccio ma restando a debita distanza con il corpo.

Il bilancio spagnolo, dopo 11 incontri in 2 stagioni, sorride decisamente a Guardiola (5 vittorie a 2, quattro pareggi), che però esce sfatto, distrutto nello spirito da quel duello mentale, tanto da doversi prendere un anno sabbatico in cui non vuole nemmeno sentire parlare di calcio, figuriamoci di José Mourinho. L’ultimo anno di Mou alla Casa Blanca è triste e solitario, nella sua assenza di un nemico all’altezza. Bisognoso di affetto (anche lui, sotto sotto, ha un cuore) tornerà al suo Chelsea per ricominciare, ma ecco che a far incrociare nuovamente le loro strade ci pensa ancora il destino. Herr Pep, alla guida del Bayern Monaco, si gioca la Supercoppa europea 2013 contro i Blues dello Special One-chapter Two (gentile eredità di un altro “amico”, Rafa Benitez). Ancora un duello sfiancante, che premia Guardiola solo ai calci di rigore.

Il contemporaneo approdo a Manchester nell’estate 2016 sembra tratto dalla sceneggiatura di un film, che prima o poi, probabilmente, verrà girato sul serio. La verità è che il finissimo fiuto di entrambi li ha portati sulle sponde opposte di una città che si voleva rifare un nome nel calcio, e voleva farlo a suon di milioni. È la ragione per cui, nel corso della loro prima stagione da vicini di casa, i due quasi si ignorano, e non assistiamo ai fuochi d’artificio a cui ci avevano abituato. Una vittoria a testa e un pareggio, ma sono sfide che passano in secondo piano. Ognuno è concentrato su di sé, con la testa al proprio progetto e alla propria missione, che poi è la stessa: ricostruire. Certo, lo fanno in modi diversi, seguendo i propri istinti, insegnando calcio Guardiola e addestrando guerrieri Mourinho.

Al primo anno di Manchester non hanno tempo ed energie da dedicare all’altro e il duello si fa moscio. La fiamma sembra spenta, la stretta di mano è nuovamente accompagnata da distensivi sorrisi, pacche sulle spalle e ammiccamenti. Come due vecchi amici che si sono ritrovati dopo tanto tempo, imbiancati dagli anni e più saggi. Anche nel modo in cui vivono Manchester escono fuori i due stili differenti, ma nessuno concede granché agli scatenati paparazzi inglesi. Mourinho difficilmente si avventura fuori dalla sua suite appartata al Lowry Hotel, divorando calcio davanti alla tv e ordinando con Deliveroo; Guardiola, al contrario, viene avvistato spesso nei ristoranti quando non è con la famiglia nella sua lussuosa residenza delle “City Suites”.

Ora che hanno terminato la ricostruzione e l’obiettivo è di nuovo, per entrambi, quello di vincere, la noiosa tregua è finita e loro tornano a cozzare. Il caro vecchio José ha ripreso a scaldare le vigilie alla sua maniera (“Al City dicono di star male, ma poi giocano lo stesso. Si vede che sono più bravi”; oppure “Basta un soffio di vento e quelli del City cadono”), Guardiola ancora una volta ha fatto spallucce e ha tirato fuori la storia dei gemelli. Nel suo “I duellanti”, Paolo Condò racconta l’episodio in cui, nel corso di una conferenza stampa prima di uno dei tanti Clasicos, rivolse a Guardiola una domanda molto semplice, chiedendogli “se un giorno di vent’anni dopo – citazione di Alexandre Dumas – sarebbe uscito volentieri a cena con Mourinho per riparlare dei loro duelli”. Pep, dapprima spiazzato, ci pensò su e poi disse sicuro di sì: “Avremmo entrambi molte curiosità da soddisfare”. Nel frattempo noi, tra vent’anni, ci guarderemo indietro a contemplare due grandissimi resi ancora più grandi dalla loro rivalità.

 

Mourinho vs Guardiola: 19 precedenti

Vittorie Mourinho: 4
Vittorie Guardiola: 8
Pareggi: 7

Inter di Mourinho vs Barcellona di Guardiola (2009/2010)

4 incontri: 1 vittoria Mourinho; 1 pareggio; 2 vittorie Guardiola

Real Madrid di Mourinho vs Barcellona di Guardiola (2010-2012)

11 incontri: 2 vittorie Mourinho; 4 pareggi; 5 vittorie Guardiola

Chelsea di Mourinho vs Bayern Monaco di Guardiola (2013)

1 incontro: 1 pareggio (vittoria ai rigori di Guardiola)

Man.United di Mourinho vs Man.City di Guardiola (2016/2017…)

3 incontri: 1 vittoria Mourinho; 1 pareggio; 1 vittoria Guardiola

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