Manchester City, Silva e l'odissea del piccolo Mateo: "Mesi difficili, il calcio è stato una via di fuga"

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Il giocatore del Manchester City ha raccontato alla BBC i mesi difficili che hanno fatto seguito alla nascita prematura di suo figlio Mateo: "Continuavo a viaggiare tra Inghilterra e Spagna, non è stato un periodo facile. Dormivo poco e mangiavo male, ma il calcio è stato una via di fuga"

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Giorni difficili, ora il sorriso: quello di David Silva e del piccolo Mateo, nato prematuro di cinque mesi a fine 2017 e capace di superare una vera e propria odissea. Dopo aver trascorso il periodo più critico della sua vita, il giocatore del Manchester City ha deciso di raccontare ai microfoni della BBC i terribili momenti in cui suo figlio ha rischiato di non farcela: “È stato davvero difficile - ha spiegato Silva - Mateo è stato in ospedale tantissimo tempo. Lui era in Spagna, il che significava che dovevo viaggiare molto dall’Inghilterra e difficilmente riuscito ad allenarmi”. Avanti e indietro, senza poter fare nulla se non sperare: “Non ho dormito molto, non mangiavo per niente bene: per fortuna la squadra stava andando molto bene in quel periodo e questo devo ammettere che mi ha aiutato molto”. Giocare, per lo spagnolo, è stata una piacevole distrazione da una situazione davvero complessa: “L'unica volta che riuscivo a togliermi dalla mente la situazione che stava coinvolgendo Mateo era quando giocavo. Poi, finita la partita, tornavo a pensarci con tutto me stesso. Devo dire che il calcio è stato una buona fuga, è ciò che ci piace di più”. Mateo è ora un bambino perfettamente in salute e ha anche sfilato di fronte all’Etihad insieme a a mamma Eva durante la prima partita casalinga della stagione. In cui, peraltro, papà David ha segnato uno dei 6 gol rifilati dalla squadra di Guardiola all’Huddersfield.

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