Newcastle, Ki Sung-yueng è pronto per la guerra: "Se la Corea del Sud dovesse chiamare, ci sarò"

Premier League

Il capitano della Corea del Sud ricorda i tempi dell'addestramento militare e ammette: "Se il mio Paese dovesse chiamarmi, non ci penserei due volte a lasciare il calcio e la Premier League".

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"Una volta ho lanciato l'arma, quella con la sicura. Una granata? Ecco, una granata". Prende il via così la confessione di Ki Sung-yueng, centrocampista 29enne al primo anno con la maglia del Newcastle in Premier League e capitano della Corea del Sud. Grintoso e combattivo in mezzo al campo con i Magpies, pronto alla guerra per il suo Paese. E non è un modo di dire: si parla di veri conflitti, con cannoni ed eserciti. Può accadere, quando vivi in una nazione che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale resta in aperto conflitto con l'"altra" Corea, quella del Nord, per un'ostilità che negli anni ha prodotto morti e distruzione. "Voglio essere pronto ad aiutare il mio Paese – ha raccontato a Sportsmail il centrocampista del Newcastle - se mi dovessero chiamare per aiutare il mio esercito, direi al mio allenatore Rafa Benitez che devo andare, per proteggere la mia famiglia e difendere il mio Paese". Esercizi di disciplina, come quella appresa nel campo militare dove è stato addestrato nel 2016: “Mi svegliavo alle 6.30 tutti i giorni – racconta – ci radunavamo davanti all'edificio principale e lì, in 250, cantavamo l'inno nazionale”. Aveva così il via una giornata scandita in maniera scientifica: “Al mattino impari un'abilità: prima gli spari con la pistola, poi i lanci con le granate. Con la pistola ero quasi infallibile: ci esercitavamo su distanze di 100, 150 e 250 metri. Un giorno abbiamo dovuto mettere in valigia tutte le nostre cose e portare la nostra pistola su una camminata di 20 chilometri”. Il volto di Ki si contorce, come quando racconta un'esercitazione avvenuta nella stanza del gas: “Devi restare lì per un minuto. Dopo il minuto devi cambiare le maschere con il tuo partner. Non puoi respirare. Alcune persone stavano piangendo, il naso e gli occhi bruciavano. Era pazzesco, davvero spaventoso”.

Newcastle, la confessione di Ki Sung-yueng: “Sono pronto per la guerra”

Esperienze complicate da ripercorrere, anche per un atleta abituato al sacrificio. “Più facile per me perché ero già allenato? Non proprio, preferirei correre sempre e solo intorno a un campo da calcio” ammette candidamente Ki Sung-yueng. Da otto stagioni e mezzo nel Regno Unito, prima in Scozia con la maglia dei Celtic Glasgow e poi in Premier League passando dal Sunderland allo Swansea e nell'estate 2018 al Newcastle, Ki Sung-yueng ha indossato la maglia della sua Nazionale maggiore in 107 occasioni, realizzando 10 reti. Ki, Come ha ammesso Benitez la scorsa settimana, Ki è stato la chiave delle recenti tre vittorie consecutive del Newcastle, prima del ko per 3-0 contro il West Ham nell'ultimo turno. La passione condivisa con il compagno di squadra, l'attaccante giapponese Yoshinori Muto, è la pesca sul fiume Tyne. In Corea del Sud, il centrocampista 29enne è una star: sposato con l'attrice sudcoreana Han Hye-jin, il loro matrimonio è stato pubblicato in prima pagina su tutti i quotidiani nazionali nel 2013. Un anno prima, aveva portato il suo Paese a una medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra, un risultato che gli ha permesso di godere di una leva militare di sole quattro settimane invece dei canonici 18 mesi. "Apprezzo tanto gli uomini dell'esercito, sacrificano la loro vita per difendere il Paese. Lì ho imparato cose che diversamente non avrei fatto. Ora sono pronto a combattere se la guerra arriverà". Galloni da capitano in campo, pronto a sacrificarsi per la patria fuori.
 

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