Manchester United, Solskjaer rivela: "Così ho trasformato Pogba, Rashford e Lindelöf"

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Erede di Mourinho dallo scorso 19 dicembre, l'allenatore norvegese ha conquistato 13 vittorie in 16 incontri rivitalizzando lo spogliatoio e la stagione dei Red Devils. Intervistato dal Sun, Solskjaer ha svelato alcuni retroscena su tre giocatori centrali nel suo progetto a partire da Pogba: "Mi sono congratulato per il Mondiale vinto, ma gli ho detto di dimenticare il passato e di guardare avanti"

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È il bilancio a parlare per lui, d’altronde dal suo arrivo al Manchester United i risultati sono tutti dalla sua parte. In Premier League 10 vittorie in 12 gare "macchiate" dai pareggi contro Burnley e Liverpool, tre successi su tre in FA Cup (eliminate Reading, Arsenal e Chelsea) fino all’unica sconfitta della sua stagione, trattasi dello 0-2 contro il PSG nell’andata degli ottavi di Champions League. Non può che essere Ole Gunnar Solskjaer l’uomo della svolta nella stagione dei Red Devils, rivitalizzati dallo spogliatoio ai numeri dal suo avvento a Old Trafford: era lo scorso 19 dicembre quando, esonerato José Mourinho, il club inglese si affidava al 46enne norvegese come traghettatore fino al termine dell’annata. In realtà il mandato della vecchia gloria allo United è stato finora più che soddisfacente, merito delle vittorie totali (13 in 16 incontri) e del rapporto con i giocatori ormai ai ferri corti nella parentesi targata Special One. Ed è stato lo stesso Solskjaer, intervistato dal Sun, a raccontare come ha trasformato una squadra in crisi nella corazzata che occupa il 4° posto della Premier League e che attende gli impegni nelle altre competizioni: quarti di finale contro il Wolverhampton in FA Cup e, soprattutto, il ritorno a Parigi contro Tuchel in Champions. Ma come si è approcciato ai Red Devils a dicembre? "La prima cosa che abbiamo fatto è stata una riunione tecnica sui giocatori e chiarire le aspettative che dovevano esserci per ciascun giocatore - ha raccontato al Sun -, chiarire perché si trovano nello spogliatoio del Manchester United. Non è un club qualunque, qui devi essere speciale. Forse alcuni di loro avevano perso quella convinzione nei propri mezzi. Quando non vinci spesso capita di dubitare di te stesso, fa parte della natura umana. Abbiamo sentito la necessità di riaccendere in loro questa convinzione. Così hanno iniziato ad alzare la testa e ricordare il motivo per cui erano arrivati al Manchester United".

Solskjaer a Pogba: "Sei allo United, dimentica il passato e guarda avanti"

Inevitabilmente il Sun si è soffermato sul rapporto tra il nuovo allenatore e Paul Pogba, nemico giurato di Mou prima di risorgere con 9 gol dall’arrivo di Solskjaer: "Come prima cosa mi sono congratulato con lui per la Coppa del Mondo, dicendogli 'Paul, fantastico, sono così felice per te. Un vincitore del Mondiale qui è grandioso', prima di aggiungere: 'Ora sei al Manchester United e quindi giochiamo, dimentica il passato e guardiamo avanti'. Dovevamo assicurarci di rispettare gli standard del club e le aspettative che avevamo su di lui. Fino ad ora ha risposto molto bene". Diverse le parole utilizzate con Marcus Rashford, 21enne gioiello del club: "L’avevo incontrato per caso quando abbiamo vinto contro lo Young Boys. Gli ho parlato nel corridoio dopo la partita, ha avuto due o tre occasioni per farlo e gli ho detto 'stai imparando bene le cose, ti rilassi e starai bene'. Un mese dopo averci lavorato gli ho ripetuto le stesse cose: 'Calmati figliolo, perché stai entrando bene nelle partite e stai facendo delle belle prestazioni'. Ha iniziato con una punizione e dopo tre minuti ha segnato ancora contro il Cardiff, quindi è un ottimo inizio per noi come società". Chi aveva bisogno di sostegno dopo l’era Mourinho era lo svedese Victor Lindelöf, difensore 24enne finito ai margini con lo Special One. Nient’altro che un giocatore tornato ad ottimi livelli grazie a Solskjaer come spiegato al Sun: "Gli dissi che uno dei suoi punti di forza è portare la palla, passarla correttamente, quindi gli abbiamo permesso di farlo. Mi sono seduto con lui, io con il mio norvegese e lui con il suo svedese: è stato bello avere la connessione di parlare la stessa lingua, a volte sento che rende tutto più facile. Viktor è un ragazzo fantastico, avrà un bambino presto, diventerà un uomo e sta maturando. Non è facile venire in Inghilterra e soprattutto al Manchester United. Qui c’è un livello diverso e le aspettative sono sulle tue spalle: tutto è sotto la lente di ingrandimento, ma lui ha avuto un grande mentore come Zlatan Ibrahimovic che lo ha aiutato parecchio con la sua mentalità. A volte ci vuole tempo: Victor ha avuto un momento difficile ma ora è diventato forte. Non ho fatto nulla di diverso rispetto a quello che ho fatto con tutti gli altri, mi siedo e parlandogli cerco di conoscerlo". Piccoli segreti quelli svelati da Solskjaer, enormi novità rispetto a Mourinho che hanno davvero trasformato il Manchester United.

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